Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 marzo 2005
Vorrei segnalarVi quanto accadutomi e chiederVi un consiglio su come procedere. Nell'ottobre 1999 un ciclista mi attraversa la strada in una curva a gomito, non riesco ad evitarlo completamente; urto la ruota anteriore della bici con conseguente caduta del ciclista che viene portato in ambulanza al pronto soccorso per accertamenti. Nessun testimone e' in grado di ricostruire la dinamica dell'incidente. I Carabinieri giunti sul luogo del sinistro, traggono le loro conclusioni: la sottoscritta viene multata per
1) aver causato l'incidente.
2) per aver guidato, a detta loro, contromano in curva con l'applicazione della sanzione accessoria del ritiro della patente. Avviso, a mezzo fax previa telefonata, la compagnia di assicurazione dell'accaduto, all'epoca dei fatti la mia polizza RC auto era stipulata con la SAI. Nel novembre 1999 ricevo una raccomandata dal legale del "ciclista", indirizzata anche alla compagnia di assicurazione, con richiesta di risarcimento danni per lesioni personali. Chiamo la SAI per capire come intendono muoversi: mi dicono che devono ancora ricevere il verbale dei Carabinieri e che i tempi sono lunghi. Ho telefonato alla SAI varie volte in quel periodo, le risposte sono sempre state evasive ed imprecise, non mi hanno mai contattato. Ad aprile 2000 cambio compagnia di assicurazione. A giugno 2001 ricevo la notifica dell'atto di citazione a cura del legale del "ciclista". Nessun segnale da parte di SAI Assicurazioni e dopo 60 giorni di silenzio do mandato ad un legale. Il legale contatta la SAI per chiedere quali siano le intenzioni nei miei confronti: la SAI risponde l'ultimo giorno utile per il deposito della memoria difensiva e quindi, troppo tardi per farmi rappresentare dal legale della compagnia assicuratrice. Sono, quindi, costretta ad iniziare la causa civile per conto mio. Fin dall'inizio la posizione di SAI e' ostile nei miei confronti, riporta nella propria memoria difensiva la mia responsabilita' nell'aver causato l'incidente e nel dover risarcire direttamente l'attore. Parallelamente alla causa civile, nel maggio 2003, ricevo un decreto penale di condanna (la querela viene rimessa a distanza di un anno dopo lunghe "trattative"). Si susseguono varie udienze e rinvii. A ottobre 2004 si conclude la causa civile tra la SAI ed il ciclista con il riconoscimento e liquidazione di un certo importo, di cui non conosco l'entita'. Ed ora l'aspetto finale per il quale Vi chiedo indicazioni: la SAI disconosce le spese legali che ho dovuto sostenere, per quanto suesposto, dovendo ricorrere ad un legale nella situazione di totale assenza di comunicazione da parte della SAI stessa al momento dell'avvio della procedura civile. Il Giudice del Tribunale ha fissato l'udienza per le conclusioni a marzo 2006. L'avvocato che mi ha seguito finora suggerisce di "chiudere" pagando direttamente le mie spese legali in quando la SAI non cerchera' in alcun modo di trovare un accordo, ed evitare cosi' il rischio di veder aumentare i miei costi legali nella prosecuzione della causa contro la compagnia assicuratrice; tra l'altro, informalmente, mi comunica anche che il Giudice ha lasciato intendere di fare in modo che i sospesi tra me e la SAI siano definiti prima della prossima udienza e sembra evidente un atteggiamento di sfavore nei confronti della mia vicenda. Cosa dovrei fare? Puo' servire scrivere anche all'Isvap? Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di ricevere i Vostri suggerimenti. Cordialmente.
1) aver causato l'incidente.
2) per aver guidato, a detta loro, contromano in curva con l'applicazione della sanzione accessoria del ritiro della patente. Avviso, a mezzo fax previa telefonata, la compagnia di assicurazione dell'accaduto, all'epoca dei fatti la mia polizza RC auto era stipulata con la SAI. Nel novembre 1999 ricevo una raccomandata dal legale del "ciclista", indirizzata anche alla compagnia di assicurazione, con richiesta di risarcimento danni per lesioni personali. Chiamo la SAI per capire come intendono muoversi: mi dicono che devono ancora ricevere il verbale dei Carabinieri e che i tempi sono lunghi. Ho telefonato alla SAI varie volte in quel periodo, le risposte sono sempre state evasive ed imprecise, non mi hanno mai contattato. Ad aprile 2000 cambio compagnia di assicurazione. A giugno 2001 ricevo la notifica dell'atto di citazione a cura del legale del "ciclista". Nessun segnale da parte di SAI Assicurazioni e dopo 60 giorni di silenzio do mandato ad un legale. Il legale contatta la SAI per chiedere quali siano le intenzioni nei miei confronti: la SAI risponde l'ultimo giorno utile per il deposito della memoria difensiva e quindi, troppo tardi per farmi rappresentare dal legale della compagnia assicuratrice. Sono, quindi, costretta ad iniziare la causa civile per conto mio. Fin dall'inizio la posizione di SAI e' ostile nei miei confronti, riporta nella propria memoria difensiva la mia responsabilita' nell'aver causato l'incidente e nel dover risarcire direttamente l'attore. Parallelamente alla causa civile, nel maggio 2003, ricevo un decreto penale di condanna (la querela viene rimessa a distanza di un anno dopo lunghe "trattative"). Si susseguono varie udienze e rinvii. A ottobre 2004 si conclude la causa civile tra la SAI ed il ciclista con il riconoscimento e liquidazione di un certo importo, di cui non conosco l'entita'. Ed ora l'aspetto finale per il quale Vi chiedo indicazioni: la SAI disconosce le spese legali che ho dovuto sostenere, per quanto suesposto, dovendo ricorrere ad un legale nella situazione di totale assenza di comunicazione da parte della SAI stessa al momento dell'avvio della procedura civile. Il Giudice del Tribunale ha fissato l'udienza per le conclusioni a marzo 2006. L'avvocato che mi ha seguito finora suggerisce di "chiudere" pagando direttamente le mie spese legali in quando la SAI non cerchera' in alcun modo di trovare un accordo, ed evitare cosi' il rischio di veder aumentare i miei costi legali nella prosecuzione della causa contro la compagnia assicuratrice; tra l'altro, informalmente, mi comunica anche che il Giudice ha lasciato intendere di fare in modo che i sospesi tra me e la SAI siano definiti prima della prossima udienza e sembra evidente un atteggiamento di sfavore nei confronti della mia vicenda. Cosa dovrei fare? Puo' servire scrivere anche all'Isvap? Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di ricevere i Vostri suggerimenti. Cordialmente.
Risposta ADUC
Sinceramente abbiamo difficolta' a darle dei consigli senza essere il suo avvocato e conoscere nei minimi particolari tutta la vicenda, visto il livello avanzato di tutta la questione. Possiamo solo dirle che probabilmente un parere dell'Isvap a lei favorevole, se dovesse proseguire la causa senza transare con la Sai, sarebbe utile.
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