Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 novembre 2000
Domanda 2 novembre 2000
Cara ADUC
non sapendo più a che Santo votarmi, ho esaurito tutte le mie capacità, Vi chiedo gentilmente un consiglio, un aiuto, su una questione di malaburocrazia.
Nel 1989, con mia moglie (comunione dei beni), abbiamo acquistato una villetta a schiera inserita in un P.E.E.P con usufrutto del terreno, costruita da una cooperativa edile della provincia di Varese.
Alla fine dello stesso anno abbiamo stipulato l'atto di assegnazione a proprietà divisa presso un notaio del paese divenendo così proprietari del solo immobile.
Nell'atto risulta la richiesta di voltura all'ufficio del territorio di Varese (ex catasto).
All'inizio del corrente anno mi sono visto notificare un richiesta di arretrati ICI dal 1993 al 1997 per circa un milione di lire, pur avendo pagato regolarmente la tassa, su un valore presunto fornito dalla cooperativa.
Dopo aver analizzato bene le notifiche abbiamo scoperto che le case erano state accatastate nel 1998 con una rendita doppia di quella presunta, ossia da cat. A3 classe 2 a cat. A2 classe 3.
Nessuno aveva avvisato i vari proprietari dell'avvenuto accatastamento degli immobili, anche perchè tutt'ora gli immobili risultano di proprietà, per l'ex catasto, della cooperativa.
Per farla breve dopo varie peripezie e coliche di fegato siamo riusciti ad ottenere un declassamento e una riduzione dei vani, cat. A2 classe 2 con 5 vani pochi giorni prima della scadenza delle notifiche.
L'ufficio tributi del comune ha riemesso le cartelle, accettando solo la riduzione dei vani e non il declassamento non considerandolo retroattivo e così abbiamo pagato la prima parte dell'ingiusta gabella.
All'inizio di agosto è arrivata a mia moglie la sua raffica di notifiche come sopra, nel frattempo un'altro P.E.E.P situato nel comune, oggetto di un'identica operazione da parte dell'ufficio tributi, si era mosso su un'altra strada provocando alla fine una variazione del regolamento comunale.
Alla seduta del consiglio comunale, fine di settembre, è stato variato l'articolo riguardante le modifiche catastali in modo tale da accettare con effetto retroattivo tutta l'eventuale modifica.
Attualmente questa delibera è stata inviata al CORECO per verificarne la validità, e sino a questo momento lì giace mentre al sottoscritto mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento.
Vorrei sapere, primo se le notifiche consegnate in agosto godono di un prolungamento della scadenza e se in caso positivo devo far pervenire una lettera in tal senso all'ufficio tributi, secondo se la permanenza di questa modifica del regolamento presso il CORECO permette, in attesa della decisione, una sospensione del pagamento e come eventualmente deve essere richiesta e se in tutta questa storia esiste qualche abuso da parte del comune.

Risposta ADUC
A tutte le sue domande dovremmo rispondere di no. Non e' prevista la sospensione in materia tributaria (che sarebbe relativa solo alla possibilita' di ricorrere) ; il fatto che la questione sia allo studio del Coreco non e' di per se' motivo di sospensione (salvo il caso in cui la norma specificamente lo preveda) anche se potrebbe chiederlo al Comune -ottenendolo per iscritto- oppure alla Commissione Provinciale Tributaria.
Per cio' che concerne il comportamento del Comune, ci sembra che si sia prodigato abbastanza, pur non essendovi tenuto quando il catasto dava una certa valutazione di rendita. E' anche vero che -a questo punto, perche' non sia tutto inutile- potrebbero fare lo sforzo di accordarle una sospensione.
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