Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 marzo 2005
Gentile ADUC, grazie per l'attenzione verso il nostro caso. Vado ora a spiegarvi in modo piu' chiaro, come da vostra richiesta, la situazione. Il servizio che offrivano, comprendeva, l'abito da sposa, e i vari accessori in affitto, l'incontro con la sarta e la pulitura dell'abito, per un totale di 400 euro. Le scarpe non facevano parte del servizio, ma andavano acquistate a parte pagando in anticipo 90 euro. Ci e' stata chiesta una caparra di 250 euro, che noi abbiamo versato, in piu', abbiamo anche pagato le scarpe in anticipo, 90 euro. Al secondo incontro, dopo una settimana, le cose hanno cominciato a cambiare: c'era un aumento di 50 euro per la pulitura, il vestito era quello usato per la mostra, e non uno dei 5 campioni di cui avevamo parlato, in piu' l'appuntamento con la sarta che doveva tenersi quel giorno, non e' avvenuto, e non siamo nemmeno stati avvertiti; la risposta che abbiamo ricevuto quando abbiamo chiesto come mai la sarta non ci fosse, e' stata: "che fretta hai? ", per la maggiorazione dei 50 euro invece ci e' stato risposto che se era per un problema di soldi la pulitura ce l'avrebbero regalata. Noi abbiamo detto che non volevamo niente in regalo, volevamo solamente usufruire del servizio come eravamo d'accordo. A questo punto, abbiamo cominciato a dubitare della serieta' del servizio, e dopo aver discusso un po' abbiamo deciso di rinunciare, chiedendo che ci fossero date le scarpe. Le signore per tutta risposta, ci hanno detto, che le scarpe ce le avrebbero date solo se avessimo pagato i rimanenti 150 euro, (esclusa la pulizia dell'abito). Noi abbiamo pensato di lasciare perdere tutto e dimenticare l'episodio, anche perche' avevamo altre cose di cui occuparci. Le signore pero' hanno chiamato piu' volte al telefono di casa, dicendo che l'abito era pronto, e che anche se non lo avessimo ritirato, avremo dovuto comunque pagare. Ricevemmo anche una telefonata del loro avvocato, che chiedeva di ritirare l'abito. Noi abbiamo sempre risposto che abbiamo disdetto da quel giorno, e che non capivamo come potesse essere pronto il vestito, visto che la sarta non l'abbiamo mai incontrata. Qualche giorno fa, pero', ci arriva una lettera del loro avvocato che ci intima di pagare 150 euro entro 10 giorni altrimenti iniziera' azione legale nei nostri confronti. Noi abbiamo un foglio, non fiscale, scritto a mano dalla signora, con il timbro della ditta, in cui sono descritte le varie cose che comprendono il servizio, con il relativo prezzo, fra le quali un appunto, con scritto "caparra 250 euro", e "scarpe pagate". Avevano il diritto di trattenere le scarpe? Possono chiederci di pagare i 150 euro "rimanenti"? Come dobbiamo reagire? C'e' bisogno di contattare un legale? Grazie per l'attenzione, e per il servizio che prestate.
Nataliya e Andrea, da Conegliano
Nataliya e Andrea, da Conegliano
Risposta ADUC
Se c'e' scritto caparra allora lei perde i 250 euro e ha diritto alla consegna delle scarpe. E' chiaro che i tempi non sono indifferenti, per esempio potrebbe essere che a un certo punto la caparra si trasformi in acconto, ma temiamo che ormai un'interpretazione puntuale del contratto possa darla solo un giudice di pace. Valuti se aspettare che la controparte la citi in giudizio, oppure mettere in mora a sua volta l'azienda tramite raccomandata A/R. Spieghi in breve l'accaduto e richieda la consegna delle scarpe entro 15 giorni, avvertendo che in difetto adira' le vie legali.
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