Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 marzo 2005
Domanda 1 marzo 2005
Cara Aduc, scrivo per avere un consiglio circa un contratto ACEA. Sono una libera professionista che ha una ditta individuale a proprio nome; recentemente ho affittato un appartamento a Roma che ho adibito a cosiddetto "uso promiscuo", cioe' ufficio e abitazione. Sono andata a fare un contratto uso ufficio all'ACEA che, secondo le indicazioni del mio commercialista, doveva riportare nell'intestazione la mia partita IVA. Quando mi e' arrivata la prima bolletta al posto della P. IVA c'era il mio codice fiscale. Il commercialista dice che in questo modo non posso riuscire a scaricare, come sarebbe mio diritto, parte delle spese di energia elettrica al momento della dichiarazione dei redditi. L'impiegato della ACEA dopo molti tentativi scopre che, poiche' la mia ditta porta il mio nome, per un problema del loro software, sulla bolletta viene riportato automaticamente il mio codice fiscale e non c'e' possibilita' alcuna (sempre per problemi di software) che compaia la P. IVA. Ovviamente non mi conviene cambiare il nome alla ditta perche' dovrei ristipulare tutti gli altri contratti (AMA, italgas ecc).. Insomma per un problema del software ACEA io avro' un danno economico pari alla cifra di spese ACEA che non posso scaricare.
Cosa posso fare?
Barbara, da Roma

Risposta ADUC
Intimi all'Acea, tramite una raccomandata A/R, la modifica necessaria, e chieda che le diano conferma dell'avvenuta operazione entro 15 giorni, altrimenti si rivolgera' in giudizio con beneplacito delle spese (giudice di pace).
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