Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 febbraio 2005
Domanda 28 febbraio 2005
Buongiorno.
Ho appena concluso l'ennesima telefonata al customer care di Tiscali (numero di telefono 130) senza alcun esito, come sempre. La situazione e' la seguente: nel mese di Aprile '04 ho sottoscritto con Tiscali un abbonamento Adsl a consumo con fornitura del modem in comododato d'uso gratuito per tutto il 2004. Al momento della sottoscrizione mi sono informato circa la possibilita' di restituire il modem in qualunque momento avessi voluto e tutte le centraliniste contattate mi hanno risposto affermativamente. Nel mese di Novembre '04 ho deciso di restituire il modem sia perche' nel frattempo ne avevo acquistato uno mio, sia per evitare l'addebito di 3,00 euro mensili a partire dal successivo mese di Gennaio '05. La persona che avevo contattato via e-mail, tale Valentina, mi aveva spiegato che per effettuare tale operazione avrei dovuto spedire a carico mio il modem (cosa che ho fatto tramite raccomandata con ricevuta di ritorno), che avrei dovuto pagare 5,00 euro (cosa che naturalmente mai mi era stata comunicata all'atto della sottoscrizione dell'abbonamento) e che avrei dovuto subire un disservizio di 5 giorni lavorativi a causa della necessita', da parte loro, di chiudere il precedente contratto in essere ed aprirne uno nuovo. Consapevole di queste (e soltanto queste) limitazioni ho fatto procedere la pratica col risultato che, circa dal giorno 18 Novembre '04, a tutt'oggi non sono ancora in grado di navigare via Adsl. Infatti, le loro procedure di attivazione di un nuovo contratto prevedono necessariamente una richiesta a Telecom di attivazione della linea Adsl che, ovviamente, Telecom non poteva accettare in quanto la linea Adsl sulla mia utenza telefonica era gia' attiva. Nonostante le mie ripetute telefonate in cui facevo presente come io avessi gia' una linea attiva (testimoniata dal fatto che il led di connessione del modem mi mostrava che riusciva a connettersi) sono trascorsi due mesi e tre solleciti a Telecom. Al terzo sollecito, ho deciso di interrompere questo inutile cerchio di rimbalzi di richieste e ho inviato, il 18 Gennaio '05, un fax a Tiscali in cui chiedevo che smettessero di tentare di attivarmi la linea e che inviassero a Telecom la richiesta di dismissione della linea in essere. Ad oggi, ripeto, la linea e' ancora attiva e a nulla sono servite le ulteriori telefonate: il servizio 187 di Telecom mi ha detto che io non posso attivarmi individualmente per chiedere il rilascio della linea, il servizio 130 di Tiscali continua a chiedermi di aspettare mentre loro continuano (sara' vero?) a sollecitare Telecom per il rilascio della linea. Ho chiesto di poter parlare con un responsabile ma mi e' stata negata la possibilita', ho chiesto di lasciare un mio recapito telefonico per essere ricontattato da un responsabile ma anche questo mi e' stato negato, mi hanno detto che l'unica opportunita' che ho e' di mandare un fax o una raccomandata di reclamo.
A questo punto vorrei sapere se pensate che possano sussistere gli estremi per un'azione (legale o non), magari supportata da voi, volta almeno al rilascio della linea se non, addirittura, alla richiesta di un rimborso per i danni che ho subito da circa 100 giorni di impossibilita' di usufruire di un servizio. Ci tengo a precisare che nel momento in cui decisi di restituire il modem non avevo alcuna intenzione di chiudere il mio rapporto commerciale con Tiscali, volonta' che avevo chiaramente espresso in tutte le mie comunicazioni. Attendo con ansia una vostra risposta o un vostro contatto telefonico. Grazie.
Andrea, da Firenze

Risposta ADUC
E' stato troppo clemente ad aspettare fino ad oggi. In questi casi si interloquisce solo con lettere di messa in mora. Invii a Tiscali una raccomandata A/R in cui intima il dovuto entro 7 giorni e chiede anche di accreditarle sulla prossima bolletta gli importi di xx euro per non aver potuto usufruire del servizio a causa della loro imperizia e di xx euro per i danni che ha subito (questi pero' li deve dimostrare). Precisi che in caso contrario si rivolgera' in giudizio (abitando lei in Toscana: ufficio di conciliazione del Corecome e dopo, eventualmente, giudice di pace).
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