Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 febbraio 2005
Questa e' la storia della mia disavventura.
Abbiamo una casa in montagna sull' Appennino Tosco Emiliano nel comune di Vernio Loc. Cavarzano, acquistata alcuni anni fa per trascorre i fine settimana invernali e l'estate visto che in citta' fa molto caldo.
Nella primavera del 2002 la casa e' stata ristrutturata e abbiamo creato un impianto di riscaldamento (che non c'era) per poter tranquillamente riscaldare la nostra casa e poter passare anche in inverno i fine settimana lontano dalla citta'.
Tra le varie proposte, premetto che non arriva il gas metano nella localita', abbiamo scelto di acquistare un TERMOCUCINA a legna con la quale avremmo dovuto riscaldare tutta la nostra casa e, grazie ad un "brevetto", contemporaneamente avremmo dovuto avere acqua calda sanitaria e la piastra superiore e il forno per cucinare (come le vecchie cucine economiche).
Sembrava essere la soluzione ottimale e quindi abbiamo acquistato la termocucina in un grande negozio di elettrodomestici di Borgo San Lorenzo e alla fine di ottobre del 2002 ci e' stata consegnata e installata.
Costo € 3.558,00 solo per la termocucina.
Una bella cifra se si considera che a quella era stata aggiunta la spesa per l'impianto e tutto il resto, ma ne valeva la pena, con quelle caratteristiche era quello che faceva al nostro caso.
Purtroppo con i primi freddi ci siamo accorti che c'era qualcosa che non andava. I termosifoni non riscaldavano e quindi la casa era fredda; nel forno non si poteva cucinare, dopo varie prove il cibo finiva sempre per essere cucinato nel forno tradizionale e, cosa piu' strana, la piccola cucina dove e' collocata la termocucina, nella quale non era stato installato neanche il termosifone perche' doveva esserci un caldo esagerato, era fredda piu' del solito; il piano cottura era quasi possibile toccarlo a mano nuda, quando sotto, a pochi centimetri c'era il fuoco vivo.
Sono iniziate varie telefonate gia' dal mese di dicembre, alla ditta fornitrice e alla ditta costruttrice, alla ricerca di un tecnico che ci risolvesse un problema abbastanza serio. Dopo tanto insistere, nel frattempo ci siamo rivolti anche ad un associazione per la difesa dei consumatori di Prato per un parere, ed aver minacciato vie legali, nel luglio 2003 con 35 gradi ed un afa irresistibile anche in montagna e' arrivato un tecnico da Ascoli Piceno e dopo aver acceso la stufa ha detto che tutto funzionava bene, che l'impianto era ben fatto e che la stufa non aveva nessun problema; il problema era la legna utilizzata.
Noi acquistiamo la stessa legna che utilizza tutto il paesino, ed e' considerata buona da chi un po' se ne intende; viene acquistata in estate e viene tenuta all'asciutto e al coperto. Secondo il "tecnico" non era buona.
Ai primi freddi del 2003 oltre alla fattura di € 300,00 del "tecnico", ci siamo trovati esattamente come l'anno prima: al freddo.
Ho ricominciato le telefonate rivolgendomi anche al rivenditore, il quale il 28/12/02003 mi ha garantito che sarebbe venuto a casa mia e sicuramente mi avrebbe risolto il problema. Dopo alcuni giorni ho scoperto casualmente che al 01/01/2004 ha ceduto tutta l'attivita'!
Dopo di cio' arrabbiata e molto scocciata ho scritto una lettera (che allego) e ho chiamato un Perito Termotecnico per controllare come effettivamente stanno le cose con apparecchiature per prove e verifiche di potenza.
I risultati sono stati stupefacenti: impianto OK, stufa KO!! La termocucina non ha omologazione e non realizza neanche 1/3 delle cose che dovrebbe; vi risparmio i dati tecnici.. La ditta costruttrice KLOVER tramite il titolare Sig. Muraro, mi aveva garantito un sopralluogo e relativo intervento risolutivo agli inizi di febbraio 2004, ma non si e' visto ne sentito piu' nessuno e io con l'inverno ormai nel pieno del suo corso, sono al punto di partenza.
Il tutto e' nelle mani di un legale, ma le spese? Sono veramente "scocciata".
Vi prego se potete datemi una mano.
GRAZIE.
Paola, da Prato
Abbiamo una casa in montagna sull' Appennino Tosco Emiliano nel comune di Vernio Loc. Cavarzano, acquistata alcuni anni fa per trascorre i fine settimana invernali e l'estate visto che in citta' fa molto caldo.
Nella primavera del 2002 la casa e' stata ristrutturata e abbiamo creato un impianto di riscaldamento (che non c'era) per poter tranquillamente riscaldare la nostra casa e poter passare anche in inverno i fine settimana lontano dalla citta'.
Tra le varie proposte, premetto che non arriva il gas metano nella localita', abbiamo scelto di acquistare un TERMOCUCINA a legna con la quale avremmo dovuto riscaldare tutta la nostra casa e, grazie ad un "brevetto", contemporaneamente avremmo dovuto avere acqua calda sanitaria e la piastra superiore e il forno per cucinare (come le vecchie cucine economiche).
Sembrava essere la soluzione ottimale e quindi abbiamo acquistato la termocucina in un grande negozio di elettrodomestici di Borgo San Lorenzo e alla fine di ottobre del 2002 ci e' stata consegnata e installata.
Costo € 3.558,00 solo per la termocucina.
Una bella cifra se si considera che a quella era stata aggiunta la spesa per l'impianto e tutto il resto, ma ne valeva la pena, con quelle caratteristiche era quello che faceva al nostro caso.
Purtroppo con i primi freddi ci siamo accorti che c'era qualcosa che non andava. I termosifoni non riscaldavano e quindi la casa era fredda; nel forno non si poteva cucinare, dopo varie prove il cibo finiva sempre per essere cucinato nel forno tradizionale e, cosa piu' strana, la piccola cucina dove e' collocata la termocucina, nella quale non era stato installato neanche il termosifone perche' doveva esserci un caldo esagerato, era fredda piu' del solito; il piano cottura era quasi possibile toccarlo a mano nuda, quando sotto, a pochi centimetri c'era il fuoco vivo.
Sono iniziate varie telefonate gia' dal mese di dicembre, alla ditta fornitrice e alla ditta costruttrice, alla ricerca di un tecnico che ci risolvesse un problema abbastanza serio. Dopo tanto insistere, nel frattempo ci siamo rivolti anche ad un associazione per la difesa dei consumatori di Prato per un parere, ed aver minacciato vie legali, nel luglio 2003 con 35 gradi ed un afa irresistibile anche in montagna e' arrivato un tecnico da Ascoli Piceno e dopo aver acceso la stufa ha detto che tutto funzionava bene, che l'impianto era ben fatto e che la stufa non aveva nessun problema; il problema era la legna utilizzata.
Noi acquistiamo la stessa legna che utilizza tutto il paesino, ed e' considerata buona da chi un po' se ne intende; viene acquistata in estate e viene tenuta all'asciutto e al coperto. Secondo il "tecnico" non era buona.
Ai primi freddi del 2003 oltre alla fattura di € 300,00 del "tecnico", ci siamo trovati esattamente come l'anno prima: al freddo.
Ho ricominciato le telefonate rivolgendomi anche al rivenditore, il quale il 28/12/02003 mi ha garantito che sarebbe venuto a casa mia e sicuramente mi avrebbe risolto il problema. Dopo alcuni giorni ho scoperto casualmente che al 01/01/2004 ha ceduto tutta l'attivita'!
Dopo di cio' arrabbiata e molto scocciata ho scritto una lettera (che allego) e ho chiamato un Perito Termotecnico per controllare come effettivamente stanno le cose con apparecchiature per prove e verifiche di potenza.
I risultati sono stati stupefacenti: impianto OK, stufa KO!! La termocucina non ha omologazione e non realizza neanche 1/3 delle cose che dovrebbe; vi risparmio i dati tecnici.. La ditta costruttrice KLOVER tramite il titolare Sig. Muraro, mi aveva garantito un sopralluogo e relativo intervento risolutivo agli inizi di febbraio 2004, ma non si e' visto ne sentito piu' nessuno e io con l'inverno ormai nel pieno del suo corso, sono al punto di partenza.
Il tutto e' nelle mani di un legale, ma le spese? Sono veramente "scocciata".
Vi prego se potete datemi una mano.
GRAZIE.
Paola, da Prato
Risposta ADUC
Un consiglio, ormai per la prossima volta: se si pone un quesito ad un servizio gratuito (e non solo), si cerca di porre il problema in termini precisi e brevi, altrimenti la lettura diventa troppo esosa e si perde il filo. Il suo messaggio e' scritto bene ed e' gradevole, ma in termini letterari, non giuridici.
Comunque, le resta poco, e abbastanza articolato, da fare, perche' ha fatto passare troppo tempo prima di intervenire cosi' come avrebbe dovuto fare, cioe' procedere con le vie legali dopo la messa in mora che, da quanto ci dice, l'associazione pratese le aveva consigliato.
L'unico consiglio che le possiamo dare e' quello di ipotizzare un vizio di produzione, conosciuto al costruttore quando la stufa e' stata immessa sul mercato e da questi volutamente ignorato. In questo caso si tratterebbe del reato di truffa, prescrivibile dopo cinque anni dall'acquisto.
Dovrebbe far fare una perizia in merito ad un suo tecnico di fiducia, e con questa inviare al costruttore una raccomandata A/R in cui gli da' tempo 15 giorni per accettare le sue richieste, altrimenti si rivolgera' in giudizio. Essendo un reato penale, dovra' poi agire in Tribunale con il supporto di un avvocato.
Comunque, le resta poco, e abbastanza articolato, da fare, perche' ha fatto passare troppo tempo prima di intervenire cosi' come avrebbe dovuto fare, cioe' procedere con le vie legali dopo la messa in mora che, da quanto ci dice, l'associazione pratese le aveva consigliato.
L'unico consiglio che le possiamo dare e' quello di ipotizzare un vizio di produzione, conosciuto al costruttore quando la stufa e' stata immessa sul mercato e da questi volutamente ignorato. In questo caso si tratterebbe del reato di truffa, prescrivibile dopo cinque anni dall'acquisto.
Dovrebbe far fare una perizia in merito ad un suo tecnico di fiducia, e con questa inviare al costruttore una raccomandata A/R in cui gli da' tempo 15 giorni per accettare le sue richieste, altrimenti si rivolgera' in giudizio. Essendo un reato penale, dovra' poi agire in Tribunale con il supporto di un avvocato.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti