Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 ottobre 2000
Domanda 30 ottobre 2000
Spett/le ADUC
Vi scrivo per un consiglio in merito ad una separazione giudiziale in corso che vede coinvolta mia sorella, la quale lamenta le lungaggini del suo legale oltre a quella di mancanza di informazioni dello stesso, che per noi risultano incomprensibili. Ne consegue quindi che mia sorella si trova con dubbi e domande prive di risposte, che dovrebbero competere a mio avviso al legale a cui si e' rivolta. A distanza di sei mesi; data in cui si e' presentata senza avvocato in prima udienza dal Giudice per la consensuale, dove e' fallita per le inaccettabili condizioni poste dal marito, l'avvocato di mia sorella si e' presentato in Tribunale senza la presenza della stessa all'udienza del 5-10-2000, mentre invece all'udienza si e' presentato il suo ex marito con il suo legale: (perche'? ) Nell'udienza sopracitata e' stato deciso un rinvio all'8/3/2001 davanti al Giudice istruttore ove gli e' stata comunicata la necessita' della sua presenza: (non era possibile andarci prima dal Giudice istruttore? ). Tengo a precisare che mia sorella e' disoccupata per motivi di salute, e percepisce soltanto l'assegno mensile di 200.000 dal suo ex marito, e' evidente che in queste condizioni sta cercando un lavoro adeguato alle sue capacita' fisiche; ammesso che' riesca a trovarlo a 48 anni!Cosa comporta questo nella causa giudiziale in corso qualora trovasse lavoro, rispetto all'assegno di mantenimento di 600.000 richiesto dal suo legale; e' vero che nel caso di occupazione perderebbe il diritto all'assegno di mantenimento? Oltre a tutto cio' vive nella ex casa coniugale con due dei suoi tre figli maggiorenni dei quali uno disoccupato e l'altro proprietario della casa in quanto si e' accollato l'onere del pagamento del mutuo rimasto insoluto a causa della fuga dell'ex marito con un'altra donna. Cosa puo' fare per avere l'usufrutto di abitazione dell'immobile in cui vive per tutelarsi nel futuro dato che non possiede piu' nulla! Visto che il marito ha avuto relazioni extraconiugali prima, e poiche' l'ha abbandonata per un'altra, si configura la domanda di addebito in questa fase, prima dell'udienza innanzi al giudice istruttore: oltre a porre a carico del marito le spese del giudizio? Per ultimo desidero sapere, dopo l'udienza dal giudice istruttore dell'8-3-2001, nel caso in cui l'ex marito non accetti di erogare le 600.000 richieste, quando potra' esserci questa benedetta sentenza: sara' questione di un mese, oppure di anni?
Vi ringrazio delle "AVVERTENZE ON LINE"che mi mandate come abbonato, e confido in una esauriente risposta alle domande sopra esposte.

Risposta ADUC
Se volete avere delle informazioni dal legale, chiedetegliele. Prima a voce, poi per iscritto. Se non rimarrete soddisfatti sara' meglio revocargli il mandato, chiedendo una valutazione all'Ordine degli Avvocati. Non sappiamo perche' l'avvocato non abbia chiesto a sua sorella di presenziare in udienza. Forse non si sono capiti. Naturalmente, puo' partecipare. Anche nel caso trovi un'occupazione, potranno sempre esserci gli estremi per percepire dal marito un ulteriore contributo (forse piu' basso delle 600.000 lire -in teoria- ma dovuto). L'usufrutto puo' essere concesso solo dal proprietario della casa. L'assegnazione della dimora familiare alla parte piu' debole la decidera' invece il giudice (naturalmente, la parte deve chiederla). Non e' chiaro perche' definiate "proprietario" il figlio. Se cosi' fosse, tra l'altro, si presume che la questione sarebbe risolta, oppure e' anche nei suoi confronti che dovete tutelarvi? La possibilita' di addebitare la separazione al marito, sicuramente c'e', ma va dimostrato. Le udienze (in assenza di accordo col marito) andranno avanti anche per anni (di sicuro la successiva non sara' dopo un mese). Per cui, prepari tutte le sue richieste da presentare in giudizio.
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