Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 febbraio 2005
Buongiorno, sono un utente Tiscali ADSL. Nel marzo 2002 ho sottoscritto il contratto ADSL con Tiscali attraverso il sito internet, definendo come metodo di pagamento la carta di credito. Mi e' stato attivato il servizio e sono anche stato abbastanza soddisfatto. I problemi sono nati a distanza di un anno: nel febbraio del 2003 mi e' stato richiesto per motivi di lavoro di trasferirmi da Torino dov'ero a una citta' del centro Italia, dove per altro non era disponibile il servizio ADSL. A questo punto ho inviato una raccomandata a Tiscali chiedendo cortesemente se fosse stato possibile chiudere il contratto, mio malgrado, per i motivi sopra citati aggiungendo che sarebbe stata anche disattivata la linea su cui si appoggiava la ADSL, consapevole del fatto di non avere i 60 gg di preavviso come richiesto sul contratto. Mi sono dato disponibile a corrispondere la cifra equivalente ai due mesi successivi il termine del contratto come risarcimento. Alla mia raccomandata non ha avuto alcuna risposta da parte di Tiscali. Un anno piu' tardi (marzo 2004), ricevo una telefonata sul cellulare da parte dell'ufficio riscossioni di Tiscali, dove mi veniva richiesto il pagamento delle fatture a partire dall'aprile 2002 fino all'ottobre 2003: quindi dalla prima fattura all'ultima emessa. Io naturalmente informo che i pagamenti avrebbero dovuto prelevarseli direttamente dalla carta di credito, cosa che per qualche motivo non e' riuscita. Inoltre chiedo perche' avessero continuato a emettere fatture anche dopo la mia richiesta di cessazione del servizio, che obbligatoriamente era terminato in quanto disattivata anche la linea telefonica. Daccordo con il responsabile dell'ufficio mi rendevo disponibile ad effettuare un bonifico per l'importo delle fatture dalla prima a quella di aprile del 2003 (cioe' due mesi successivi alla mia richiesta di cessazione) presentando insieme ricorso per le fatture successive con le documentazioni e le motivazioni gia' elencate. Fatto bonifico, fatta lettera di ricorso, anticipate via fax allo ufficio riscossioni e successivamente spedite via raccomandata allo stesso ufficio. Anche a questa lettera non ho avuto alcun tipo di risposta. Quasi un anno dopo (3 gg fa) ricevo una bella letterina da parte di una societa' di recupero crediti che per conto di Tiscali mi chiede i soldi delle fatture dal maggio 2003 a novembre 2003 (tra l'altro l'ultima fattura, non solo non mi era stata richiesta la prima volta, ma risulta essere di un importo di 5 volte piu' alto di tutte le altre che corrispondevano al canone mensile) oltre naturalmente agli interessi e alle spese di riscossione. Ora io vi chiedo cortesemente se mi poteste dare un consiglio su come agire, perche' non avrei nessuna intenzione di pagare per un servizio che non ho utilizzato.
Fabio, da Citta' della Pieve
Fabio, da Citta' della Pieve
Risposta ADUC
Trattandosi di lettera semplice, per il momento non risponda. Solo quando e se dovesse giungerle una richiesta per raccomandata A/R rispondera' con lo stesso mezzo, facendo presente quanto accaduto e intimando di cancellare la sua posizione dai loro archivi, minacciando in alternativa le vie legali.
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