Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 febbraio 2005
Domanda 13 febbraio 2005
Vi scrivo per sottoporvi un problema: mi sono sposata nel 1987 in regime di comunione dei beni, circa quattro anni fa io e mio marito abbiamo acquistato una casa in provincia di Lecco intestandola ad entrambi, avremmo dovuto fare un mutuo ma mio suocero ci ha donato i soldi di cui avevamo bisogno senza nessuna scrittura, tra l'altro gli assegni erano firmati da mio marito che era intestatario del conto insieme ai miei suoceri. Ora stiamo per separarci (abbiamo registrato la richiesta per l'udienza dal giudice due giorni fa), siamo separati di fatto da circa un anno e lui vive nella casa coniugale ed io in un appartamento in affitto a Milano, i nostri accordi sono di venderla e dividere il ricavato poiche' entrambi desideriamo acquistare una nuova abitazione. Mio marito ha gia' trovato una sistemazione che gli piace e dovrebbe dare un acconto ma non ha liquidi e mio suocero si e' offerto di prestarglieli, il rogito sara' a maggio e, poiche' la casa non e' ancora stata messa in vendita, mio suocero cerca di convincere mio marito a vendergli la sua meta', in questo modo diventerebbe comproprietario. Non riesco a capire esattamente le sue intenzioni ed ho paura che, quando io avro' bisogno della mia parte per acquistare la casa a Milano, lui me li neghi (insomma temo una "vendetta"), non so cosa fare, posso fare qualcosa per evitare che questo accada oppure tutelarmi in qualche modo nel caso dovesse accadere?
Ringraziandovi anticipatamente.
Aurelia

Risposta ADUC
essendo in comunione dei beni, suo marito ha in ogni caso bisogno della sua firma. Pertanto, se a lei non va bene non c'e' modo d'imporle l'operazione in modo contrattualmente valido.
Il problema (che c'e' in ogni caso) riguarda il fatto che i soldi in realta' sono stati donati. Solo che se questo non risulta, non ci sono rischi. Altrimenti, la questione potrebbe farsi complessa in tema di effettivo diritto da parte sua -in quel caso, vanno visti tutti gli atti, per verificare se i pericoli siano o meno concreti.
Ma a parte questo, il problema e' anche un altro: chi comprera' mai una casa in quota di proprieta' indivisa con un altro soggetto? Rischia -anche nella migliore delle ipotesi- di non riuscire ad ottenere alcunche'. Pertanto, o l'immobile viene suddiviso in due unita' catastali (con le spese del caso, essendo necessarie varie operazioni) oppure e' opportuno che l'immobile venga acquistato in toto dalla medesima persona, onde non impedirle, di fatto, di riuscire a vendere in seguito una proprieta' decisamente poco appetibile. Se non c'e' disponibilita' in tal senso, si consiglia di evitare tale operazione e di provare a vendere urgentemente la casa sul mercato.
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