Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 ottobre 2000
Vi chiedo consiglio per quanto segue:
mi sono recato presso un'azienda che vende mobili (NORD EST di Castelfranco Veneto) con l'intento di visionare e decidere l'acquisto di una 'cucina'.
Ho visto un modello interessante e congruo con le mie possibilità, senza peraltro vedere se non su depliant il colore effettivo che mi sarebbe piaciuto.
Avute le assicurazioni del venditore , ho firmato quello che l'azienda definisce un 'contratto aperto' in base al quale , fissata caparra (30%) e totale importo si può procedere nel tempo a variare in qualche misura l'oggetto dell'acquisto (che peraltro nel contratto non era definito nei dettagli).
Alla firma ho versato solo 50.000 lire perchè ero sprovvisto di assegni. Nel secondo contatto avuto dopo 20 gg circa, avremmo dovuto defire i dettagli, vedere il colore dal vivo, etc... e versare il resto della caparra. In tale secondo incontro ho verificato che quanto mi si proponeva non era affatto allineato coi miei gusti, e ho chiesto espressamente al venditore se era possibile scindere il contratto : risposta : fra 15 gg avrò altri modelli ci risentiamo, e se mai non ci sono problemi , le ridaremo le 50.000. Sono così rimasto fiducioso di un esito comunque soddisfacente.
Dopodichè la loro burocrazia è andata avanti, mi ha chiamato un loro amministrativo ingiungendomi di pagare entro 10 gg il residuo della caparra pena adire a vie legali etc etc..(e dice che dovevo eventualmente ripensarci dopo sette giorni dalla firma : ma come era materialmente possibile visto che non avevamo neppure definito i dettagli ?)
Sono rimasto un po' (molto) male, ho chiamato il venditore che ha continuato a darmi assicurazioni che avremmo trovato quello che mi sarebbe andato bene e che intanto pagassi la caparra....
Inutile dire che ho perso tutta la fiducia colla quale mi ero avvicinato al contratto ; dovrò per forza acquistare qualcosa che non mi piace solo perchè mi sono fidato delle parole del venditore e non ho letto attentamente il retro del contratto (che abilmente il venditore mi ha fatto firmare senza che io mi mettessi superocchiali e tentassi di capire tutte le implicazioni...)???
francamente mi sembra di essere stato preso a un laccio e questo non mi va proprio, non mi sembra questa una buona maniera per trattare dei clienti, e non desidero avere più nulla a che fare con questi personaggi.
Quale può essere una via corretta da seguire per uscire da questo mio incauto comportamento?
mi sono recato presso un'azienda che vende mobili (NORD EST di Castelfranco Veneto) con l'intento di visionare e decidere l'acquisto di una 'cucina'.
Ho visto un modello interessante e congruo con le mie possibilità, senza peraltro vedere se non su depliant il colore effettivo che mi sarebbe piaciuto.
Avute le assicurazioni del venditore , ho firmato quello che l'azienda definisce un 'contratto aperto' in base al quale , fissata caparra (30%) e totale importo si può procedere nel tempo a variare in qualche misura l'oggetto dell'acquisto (che peraltro nel contratto non era definito nei dettagli).
Alla firma ho versato solo 50.000 lire perchè ero sprovvisto di assegni. Nel secondo contatto avuto dopo 20 gg circa, avremmo dovuto defire i dettagli, vedere il colore dal vivo, etc... e versare il resto della caparra. In tale secondo incontro ho verificato che quanto mi si proponeva non era affatto allineato coi miei gusti, e ho chiesto espressamente al venditore se era possibile scindere il contratto : risposta : fra 15 gg avrò altri modelli ci risentiamo, e se mai non ci sono problemi , le ridaremo le 50.000. Sono così rimasto fiducioso di un esito comunque soddisfacente.
Dopodichè la loro burocrazia è andata avanti, mi ha chiamato un loro amministrativo ingiungendomi di pagare entro 10 gg il residuo della caparra pena adire a vie legali etc etc..(e dice che dovevo eventualmente ripensarci dopo sette giorni dalla firma : ma come era materialmente possibile visto che non avevamo neppure definito i dettagli ?)
Sono rimasto un po' (molto) male, ho chiamato il venditore che ha continuato a darmi assicurazioni che avremmo trovato quello che mi sarebbe andato bene e che intanto pagassi la caparra....
Inutile dire che ho perso tutta la fiducia colla quale mi ero avvicinato al contratto ; dovrò per forza acquistare qualcosa che non mi piace solo perchè mi sono fidato delle parole del venditore e non ho letto attentamente il retro del contratto (che abilmente il venditore mi ha fatto firmare senza che io mi mettessi superocchiali e tentassi di capire tutte le implicazioni...)???
francamente mi sembra di essere stato preso a un laccio e questo non mi va proprio, non mi sembra questa una buona maniera per trattare dei clienti, e non desidero avere più nulla a che fare con questi personaggi.
Quale può essere una via corretta da seguire per uscire da questo mio incauto comportamento?
Risposta ADUC
Quando si firma un contratto ci si impegna. Il contratto che ha stipulato e' strutturato (da quanto dice) per garantire una certa liberta' di scelta. Dunque, lei puo' muoversi di conseguenza, e solo se non potesse farlo avrebbe il diritto di protestare (tramite raccomandata A/R, diffidandoli ad adempiere). Come lei rileva, si e' comportato in modo incauto. Verifichi sul contratto cosa e' previsto per la penale: e' probabile che le richiedano il 30% sia in assenza che in presenza di penale. Valuti se preferisce acquistare o pagare la penale e, nel caso, receda tramite raccomandata A/R.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti