Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 febbraio 2005
Spettabile ADUC scrivo perche' ho da poco scoperto il vostro sito, e vorrei essere aiutata su come comportarmi con la Sinora Telecom.
Mio figlio circa un anno e mezzo fa fece una connessione a pagamento io ho pagato regolarmente la bolletta e non sapevo di poter chiedere il rimborso, come lo seppi fece denuncia alla polizia e ho inviato il tutto tramite fax alla telecom.
Ora la telecom mi chiede di andare alla polizia e farmi rilasciare un carta dalla polizia(?) che carta?
Mio marito e' andato li' la polizia ha detto che non puo' darci nulla e la telecom lo sa.
Un altro problema e' questo: ho chiesto la disabilitazione sui cellulari, il 28 ottobre del 2004 chiesi il cambio del codice segreto, in quanto mio figlio ne venne a conoscenza.
Mi dissero che in 24 ore il codice sarebbe stato cambiato e mi diedero il codice nuovo.
Non faccio molte interurbane, cosi' solo dopo un mese mi accorsi che il codice era ancora quello vecchio e non era stato cambiato.
Chiamo la telecom e gli dico l'accaduto, dopo 24 ore lo cambiamo, ma grazie a questo loro disservizio mi trovo 99 euro di cellulare sulle chiamate.
Ho fatto reclamo ma mi dissero di aspettare prima la bolletta di pagarla (come sempre io l'ho fatto) e poi richiamare.... ora vi chiedo aiuto su cosa poter dire e se posso essere risarcita per le due cose.
grazie.
Lisa, da Melito di Napoli
Mio figlio circa un anno e mezzo fa fece una connessione a pagamento io ho pagato regolarmente la bolletta e non sapevo di poter chiedere il rimborso, come lo seppi fece denuncia alla polizia e ho inviato il tutto tramite fax alla telecom.
Ora la telecom mi chiede di andare alla polizia e farmi rilasciare un carta dalla polizia(?) che carta?
Mio marito e' andato li' la polizia ha detto che non puo' darci nulla e la telecom lo sa.
Un altro problema e' questo: ho chiesto la disabilitazione sui cellulari, il 28 ottobre del 2004 chiesi il cambio del codice segreto, in quanto mio figlio ne venne a conoscenza.
Mi dissero che in 24 ore il codice sarebbe stato cambiato e mi diedero il codice nuovo.
Non faccio molte interurbane, cosi' solo dopo un mese mi accorsi che il codice era ancora quello vecchio e non era stato cambiato.
Chiamo la telecom e gli dico l'accaduto, dopo 24 ore lo cambiamo, ma grazie a questo loro disservizio mi trovo 99 euro di cellulare sulle chiamate.
Ho fatto reclamo ma mi dissero di aspettare prima la bolletta di pagarla (come sempre io l'ho fatto) e poi richiamare.... ora vi chiedo aiuto su cosa poter dire e se posso essere risarcita per le due cose.
grazie.
Lisa, da Melito di Napoli
Risposta ADUC
non e' proprio come le risulta: tanto per cominciare se veramente suo figlio si fosse connesso non avrebbe diritto al rimborso (in ogni caso, non e' assolutamente detto che suo figlio abbia fatto alcunche').
Occorre poi rilevare che la denuncia alla polizia postale non aiuta ai fini del rimborso: e' invece una manifesta assunzione di responsabilita' nella quale lei afferma di aver subito un illecito da parte di terzi ignoti; ma ammettendo di averlo subito lei, di fatto si rende obbligata nei confronti di Telecom, che risulta pertanto incolpevole. Motivo per cui, il suggerimento che e' stato sempre dato e' quello d'invertire la problematica: non ammettendo alcunche' e sostenendo invece che l'immissione -e quindi la truffa- sia stata subita da Telecom, sulla propria linea. Cio', renderebbe inapplicabile la pretesa di attribuire al cliente le conseguenze di un fenomeno invece subito direttamente.
Per concludere, le contestazioni si fanno sempre per raccomandata A/R e non via fax.
Relativamente alla richiesta di dare delucidazioni in merito all'esito della denuncia, fermo restando che sino a che non verra' od archiviata o conclusa con un rinvio a giudizio sicuramente non ci sara' la possibilita' di sapere alcunche', il punto e' che in ogni caso non ci sono vantaggi che possano derivare dall'esito delle indagini (se non casualmente) poiche' tutto e' incentrato sulla truffa che LEI ha subito.
Pertanto, stante l'impostazione, ci pare difficile poter agire. Tanto piu', che nel vostro caso avete proprio ammesso la responsabilita' neanche di un ignoto ma addirittura di vostro figlio, pertanto e' proprio infondato anche solo ipotizzare di poter evitare il pagamento.
Relativamente al codice, sarebbe stato opportuno richiederlo per raccomandata, senza in ogni caso fidarsi del call center -il quale puo' anche aver effettuato l'operazione, ma evidentemente non e' stata poi recepita -ed in mano ha poco per dimostrare la richiesta. A fronte invece di un'intimazione per raccomandata avrebbe avuto le prove necessarie. Provi pure ad inviare una raccomandata di contestazione e rivolgersi poi al Corecom per il tentativo di conciliazione obbligatorio, ma senza aspettative eccessive.
Occorre poi rilevare che la denuncia alla polizia postale non aiuta ai fini del rimborso: e' invece una manifesta assunzione di responsabilita' nella quale lei afferma di aver subito un illecito da parte di terzi ignoti; ma ammettendo di averlo subito lei, di fatto si rende obbligata nei confronti di Telecom, che risulta pertanto incolpevole. Motivo per cui, il suggerimento che e' stato sempre dato e' quello d'invertire la problematica: non ammettendo alcunche' e sostenendo invece che l'immissione -e quindi la truffa- sia stata subita da Telecom, sulla propria linea. Cio', renderebbe inapplicabile la pretesa di attribuire al cliente le conseguenze di un fenomeno invece subito direttamente.
Per concludere, le contestazioni si fanno sempre per raccomandata A/R e non via fax.
Relativamente alla richiesta di dare delucidazioni in merito all'esito della denuncia, fermo restando che sino a che non verra' od archiviata o conclusa con un rinvio a giudizio sicuramente non ci sara' la possibilita' di sapere alcunche', il punto e' che in ogni caso non ci sono vantaggi che possano derivare dall'esito delle indagini (se non casualmente) poiche' tutto e' incentrato sulla truffa che LEI ha subito.
Pertanto, stante l'impostazione, ci pare difficile poter agire. Tanto piu', che nel vostro caso avete proprio ammesso la responsabilita' neanche di un ignoto ma addirittura di vostro figlio, pertanto e' proprio infondato anche solo ipotizzare di poter evitare il pagamento.
Relativamente al codice, sarebbe stato opportuno richiederlo per raccomandata, senza in ogni caso fidarsi del call center -il quale puo' anche aver effettuato l'operazione, ma evidentemente non e' stata poi recepita -ed in mano ha poco per dimostrare la richiesta. A fronte invece di un'intimazione per raccomandata avrebbe avuto le prove necessarie. Provi pure ad inviare una raccomandata di contestazione e rivolgersi poi al Corecom per il tentativo di conciliazione obbligatorio, ma senza aspettative eccessive.
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