Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 febbraio 2005
Oggetto: Segnalazione inidoneo comportamento vigili
L'episodio Martedi' 7/12/2004 alle ore 18:45 circa, rientrando a casa dal lavoro, mi accingevo a parcheggiare in Via Clara Maffei nella zona riservata ai residenti.
Durante la manovra, che mi ha richiesto alcuni minuti a causa del traffico e dello spazio a disposizione, ho sentito numerosi colpi di clacson provenienti da un'auto dietro alla mia; ho quindi accostato la mia auto alle altre auto parcheggiate e ho lasciato passare l'auto che chiedeva spazio con un gesto d'invito. Quando l'auto mi ha superato mi sono accorta che si trattava di un'auto della Polizia Locale.
Ho parcheggiato, sono scesa dall'auto e mi sono avviata verso casa.
Mentre camminavo ho visto l'auto della Polizia Locale che, dopo aver evidentemente fatto il giro dell'isolato, si immetteva nuovamente in via Clara Maffei.
Dopo poco, mi sono sentita chiamare alle mie spalle, mi sono voltata indietro e ho visto due vigili, un uomo e una donna, che m'inseguivano.
L'uomo ha detto: "Operazione di polizia; mi dia patente e libretto"; tale richiesta, formulata con tono perentorio, mi ha spaventata; ho espresso questo mio stato d'animo e mi sono sentita rispondere: "Mi meraviglio: prima si stava divertendo".
Ho consegnato la patente e, accompagnata dai due vigili, sono tornata all'auto per prendere il libretto; mentre cercavo nel cassetto, la vigile, con fare sospettoso, si e' affacciata all'interno dell'auto; entrambi hanno controllato con attenzione il contrassegno dell'assicurazione e il permesso di sosta, senza rilevare infrazioni.
Hanno controllato attentamente il documento dell'auto e la patente; a questo punto si sono allontanati dirigendosi verso la loro auto con i miei documenti, senza darmi spiegazioni.
Dopo pochi minuti, da lontano, mi hanno chiamata ("Signora, venga!"); mi sono avvicinata e ho visto che la donna stava scrivendo un verbale. Ho chiesto spiegazioni e finalmente mi hanno comunicato che la patente era scaduta a settembre, cosa di cui mi sono resa conto solo in quel momento. Mi hanno chiesto di firmare il verbale, cosa che mi sono rifiutata di fare perche' non riuscivo a leggere la motivazione (era buio e, comunque, la scrittura in copia difficilmente intelligibile).
Le mie (e di mio marito) successive riflessioni Al rientro a casa di mio marito, gli ho raccontato quanto mi era accaduto e abbiamo letto il verbale (a fatica, provare per credere: e' in allegato); ci sembra che il testo sia il seguente: "alla guida del suddetto veicolo circolava nella?????? localita' con patente di guida scaduta di validita' il 09/09/04. Si ritira tale documento che verra' inviata entro 5 gg. c/o la Prefettura di Bergamo. Tale verbale autorizza la conducente a condurre il veicolo per la via piu' breve presso il luogo di residenza. Il trasgressore dichiara: <<Nulla>>" Ci sono cosi' sembrate evidenti:
a) alcune "imprecisioni" nel testo della motivazione del verbale: 1) non ero alla guida quando mi sono stati chiesti i documenti (patente e libretto di circolazione) 2) l'auto era gia' correttamente parcheggiata, quindi non avevo bisogno dell'autorizzazione a "condurre il veicolo per la via piu' breve presso il luogo di residenza" 3) avevo gia' parcheggiato l'auto "presso il luogo di residenza": e' impossibile parcheggiare piu' vicino a via Camozzi 84 se non all'inizio di via Clara Maffei.
b) alcune "stranezze": 1) la Polizia Locale svolge "Operazioni di Polizia"?
2) si puo' chiedere "patente e libretto" ai pedoni, anche se forse guidavano un'auto alcuni minuti prima?
3) far perdere (involontariamente) 1 o 2 minuti ad una pattuglia della Polizia Locale e' reato? E se ho intralciato il loro lavoro, come mai hanno avuto il tempo di fare il giro dell'isolato per "controllarmi" i documenti?
4) si puo' chiedere di sottoscrivere un verbale con testo poco leggibile (per la calligrafia e la scarsa luce)?
5) si puo' affermare "Il trasgressore dichiara: <<Nulla>>" senza chiedergli se non abbia qualcosa da dichiarare?
Azioni intraprese ed esito.
Ancora agitata per l'accaduto, mi sono recata con mio marito presso gli uffici di Via Coghetti, chiedendo di parlare con l'Ufficiale di turno. Abbiamo aspettato che tornasse e siamo stati ricevuti dalla sig. ra Messina, alla quale ho raccontato l'accaduto; la sig. ra Messina mi ha ascoltato e, avendole espresso che intendevamo sporgere denuncia, ci ha proposto di parlarne con il superiore dei due vigili (Macoli e Filosa), impegnandosi essa stessa a fissarmi un appuntamento anticipandogli l'argomento e quanto da me esposto.
Il giorno 10 (dopo 3 giorni) sono stata contattata telefonicamente dal Comm. Agg. Marroni Giovanni e abbiamo fissato un appuntamento per il giorno 13.
Mi aspettavo una sua presa di posizione o la possibilita' per me di avere un confronto con i due vigili in presenza del loro superiore; nulla di tutto questo e' accaduto nell'incontro, anzi e' apparso evidente che il Comm. Agg. Marroni Giovanni non aveva minimamente approfondito l'accaduto e probabilmente non ne aveva neppure parlato con loro. A seguito delle mie proteste, si e' informato al momento sulla presenza dei due; gli e' stato risposto che forse avevano gia' finito il loro orario di lavoro o che forse erano in ferie. Ancora oggi, ripensandoci, mi sembra strano che le informazioni di tale genere non siano disponibili in modo chiaro, formalizzato e pienamente attendibili e non solo al diretto Responsabile della funzione!
Inoltre ha fatto cenno al fatto che si trattava de "i miei uomini".
Unico risultato dell'incontro, quindi, e' stato il suggerimento di denunciare l'accaduto al Comandante della Polizia Locale di Bergamo, cosa che sto facendo con la presente.
Mie considerazioni e richieste Sono sconcertata che possa accadere quanto ho esposto sopra.
Ma, da educatrice (sono insegnante) e da madre di due figli, mi preoccupa di piu' che non accada niente neppure dopo questa lettera, che mi premunisco di inviare in copia anche ad altre istituzioni e organi di informazione e tutela del Cittadino (si, "Cittadino" con lettera maiuscola, in quanto Datore di Lavoro reale non solo della Polizia Locale di Bergamo, ma anche di Responsabili di Istituzioni, di politici e organi di informazione).
Mi aspetto che "qualcuno" faccia "qualcosa" perche' i miei figli (e quelli degli altri), continuino ad avere rispetto e fiducia in Vigili, Poliziotti, Carabinieri, rappresentanti delle Istituzioni dello Stato e che si rivolgano a loro in caso di bisogno.
Alida, da Bergamo
L'episodio Martedi' 7/12/2004 alle ore 18:45 circa, rientrando a casa dal lavoro, mi accingevo a parcheggiare in Via Clara Maffei nella zona riservata ai residenti.
Durante la manovra, che mi ha richiesto alcuni minuti a causa del traffico e dello spazio a disposizione, ho sentito numerosi colpi di clacson provenienti da un'auto dietro alla mia; ho quindi accostato la mia auto alle altre auto parcheggiate e ho lasciato passare l'auto che chiedeva spazio con un gesto d'invito. Quando l'auto mi ha superato mi sono accorta che si trattava di un'auto della Polizia Locale.
Ho parcheggiato, sono scesa dall'auto e mi sono avviata verso casa.
Mentre camminavo ho visto l'auto della Polizia Locale che, dopo aver evidentemente fatto il giro dell'isolato, si immetteva nuovamente in via Clara Maffei.
Dopo poco, mi sono sentita chiamare alle mie spalle, mi sono voltata indietro e ho visto due vigili, un uomo e una donna, che m'inseguivano.
L'uomo ha detto: "Operazione di polizia; mi dia patente e libretto"; tale richiesta, formulata con tono perentorio, mi ha spaventata; ho espresso questo mio stato d'animo e mi sono sentita rispondere: "Mi meraviglio: prima si stava divertendo".
Ho consegnato la patente e, accompagnata dai due vigili, sono tornata all'auto per prendere il libretto; mentre cercavo nel cassetto, la vigile, con fare sospettoso, si e' affacciata all'interno dell'auto; entrambi hanno controllato con attenzione il contrassegno dell'assicurazione e il permesso di sosta, senza rilevare infrazioni.
Hanno controllato attentamente il documento dell'auto e la patente; a questo punto si sono allontanati dirigendosi verso la loro auto con i miei documenti, senza darmi spiegazioni.
Dopo pochi minuti, da lontano, mi hanno chiamata ("Signora, venga!"); mi sono avvicinata e ho visto che la donna stava scrivendo un verbale. Ho chiesto spiegazioni e finalmente mi hanno comunicato che la patente era scaduta a settembre, cosa di cui mi sono resa conto solo in quel momento. Mi hanno chiesto di firmare il verbale, cosa che mi sono rifiutata di fare perche' non riuscivo a leggere la motivazione (era buio e, comunque, la scrittura in copia difficilmente intelligibile).
Le mie (e di mio marito) successive riflessioni Al rientro a casa di mio marito, gli ho raccontato quanto mi era accaduto e abbiamo letto il verbale (a fatica, provare per credere: e' in allegato); ci sembra che il testo sia il seguente: "alla guida del suddetto veicolo circolava nella?????? localita' con patente di guida scaduta di validita' il 09/09/04. Si ritira tale documento che verra' inviata entro 5 gg. c/o la Prefettura di Bergamo. Tale verbale autorizza la conducente a condurre il veicolo per la via piu' breve presso il luogo di residenza. Il trasgressore dichiara: <<Nulla>>" Ci sono cosi' sembrate evidenti:
a) alcune "imprecisioni" nel testo della motivazione del verbale: 1) non ero alla guida quando mi sono stati chiesti i documenti (patente e libretto di circolazione) 2) l'auto era gia' correttamente parcheggiata, quindi non avevo bisogno dell'autorizzazione a "condurre il veicolo per la via piu' breve presso il luogo di residenza" 3) avevo gia' parcheggiato l'auto "presso il luogo di residenza": e' impossibile parcheggiare piu' vicino a via Camozzi 84 se non all'inizio di via Clara Maffei.
b) alcune "stranezze": 1) la Polizia Locale svolge "Operazioni di Polizia"?
2) si puo' chiedere "patente e libretto" ai pedoni, anche se forse guidavano un'auto alcuni minuti prima?
3) far perdere (involontariamente) 1 o 2 minuti ad una pattuglia della Polizia Locale e' reato? E se ho intralciato il loro lavoro, come mai hanno avuto il tempo di fare il giro dell'isolato per "controllarmi" i documenti?
4) si puo' chiedere di sottoscrivere un verbale con testo poco leggibile (per la calligrafia e la scarsa luce)?
5) si puo' affermare "Il trasgressore dichiara: <<Nulla>>" senza chiedergli se non abbia qualcosa da dichiarare?
Azioni intraprese ed esito.
Ancora agitata per l'accaduto, mi sono recata con mio marito presso gli uffici di Via Coghetti, chiedendo di parlare con l'Ufficiale di turno. Abbiamo aspettato che tornasse e siamo stati ricevuti dalla sig. ra Messina, alla quale ho raccontato l'accaduto; la sig. ra Messina mi ha ascoltato e, avendole espresso che intendevamo sporgere denuncia, ci ha proposto di parlarne con il superiore dei due vigili (Macoli e Filosa), impegnandosi essa stessa a fissarmi un appuntamento anticipandogli l'argomento e quanto da me esposto.
Il giorno 10 (dopo 3 giorni) sono stata contattata telefonicamente dal Comm. Agg. Marroni Giovanni e abbiamo fissato un appuntamento per il giorno 13.
Mi aspettavo una sua presa di posizione o la possibilita' per me di avere un confronto con i due vigili in presenza del loro superiore; nulla di tutto questo e' accaduto nell'incontro, anzi e' apparso evidente che il Comm. Agg. Marroni Giovanni non aveva minimamente approfondito l'accaduto e probabilmente non ne aveva neppure parlato con loro. A seguito delle mie proteste, si e' informato al momento sulla presenza dei due; gli e' stato risposto che forse avevano gia' finito il loro orario di lavoro o che forse erano in ferie. Ancora oggi, ripensandoci, mi sembra strano che le informazioni di tale genere non siano disponibili in modo chiaro, formalizzato e pienamente attendibili e non solo al diretto Responsabile della funzione!
Inoltre ha fatto cenno al fatto che si trattava de "i miei uomini".
Unico risultato dell'incontro, quindi, e' stato il suggerimento di denunciare l'accaduto al Comandante della Polizia Locale di Bergamo, cosa che sto facendo con la presente.
Mie considerazioni e richieste Sono sconcertata che possa accadere quanto ho esposto sopra.
Ma, da educatrice (sono insegnante) e da madre di due figli, mi preoccupa di piu' che non accada niente neppure dopo questa lettera, che mi premunisco di inviare in copia anche ad altre istituzioni e organi di informazione e tutela del Cittadino (si, "Cittadino" con lettera maiuscola, in quanto Datore di Lavoro reale non solo della Polizia Locale di Bergamo, ma anche di Responsabili di Istituzioni, di politici e organi di informazione).
Mi aspetto che "qualcuno" faccia "qualcosa" perche' i miei figli (e quelli degli altri), continuino ad avere rispetto e fiducia in Vigili, Poliziotti, Carabinieri, rappresentanti delle Istituzioni dello Stato e che si rivolgano a loro in caso di bisogno.
Alida, da Bergamo
Risposta ADUC
la patente comunque e' scaduta; pertanto, la sostanza e' senza dubbio rimasta inalterata e un ricorso in giudizio mantiene un esito incerto. Sicuramente ci sono delle piccole imprecisioni espressive, in quanto non era propriamente alla guida del mezzo e il veicolo gia' era stato condotto alla propria residenza (ma questo, poteva pero' non essere il caso specifico: tale previsione nel verbale le avrebbe consentito, in caso di fermo, di ritornare a casa ove quello non fosse il suo domicilio effettivo: meglio una frase in piu' che un rischio del genere). Per il resto, tutto si riconduce al momento della circolazione: non e' un gioco in cui basti scendere di macchina ed interrompere fisicamente l'azione perche' le contestazioni diventino ineseguibili. Per il resto, e' ovvio e palese che abbia avuto a che fare con persone suscettibili, che forti della propria posizione di vigili si sono divertiti a sfogarsi su di lei malinterpretando volutamente il suo comportamento: non siamo comunque in grado di dirle se lei stesse o meno intralciando la strada dal punto di vista oggettivo. Questo, forse, e' il motivo per cui non le e' comunque stata data particolare considerazione: perche' dall'esterno, oggettivamente, modo di sapere quale sia la verita' non c'e'. Pensiamo comunque che se avesse intralciato la circolazione le avrebbero comminato anche tale multa, invece non l'hanno fatto.
Riteniamo che si tratti di persone poco valide e piene di se stesse, che non hanno altra soddisfazione nella vita che far valere il potere di una divisa (sbaglia ad avere un generalizzato rispetto per questa categoria professionale in quanto dal punto di vista personale vi sono elementi positivi e altri negativi; non basta avere una divisa per diventare i "buoni") ma questa e' e rimane una valutazione meramente ed inutilmente soggettiva. L'unica cosa che e' possibile fare quando si ha a che fare con altri esseri umani, i quali per loro natura possono essere anche abietti, e' di valutare freddamente le possibilita' oggettive di contestare e dimostrare i fatti reali. Non avendo testimonianze, oggettivamente non e' in una posizione di vantaggio in quanto non ha prove a suo favore. Di conseguenza, e' opportuno limitarsi ad una segnalazione, astenendosi da valutazioni e commenti, proprio per evitare problematiche ulteriori, non essendo effettivamente in condizione di comprovare i fatti reali.
Riteniamo che si tratti di persone poco valide e piene di se stesse, che non hanno altra soddisfazione nella vita che far valere il potere di una divisa (sbaglia ad avere un generalizzato rispetto per questa categoria professionale in quanto dal punto di vista personale vi sono elementi positivi e altri negativi; non basta avere una divisa per diventare i "buoni") ma questa e' e rimane una valutazione meramente ed inutilmente soggettiva. L'unica cosa che e' possibile fare quando si ha a che fare con altri esseri umani, i quali per loro natura possono essere anche abietti, e' di valutare freddamente le possibilita' oggettive di contestare e dimostrare i fatti reali. Non avendo testimonianze, oggettivamente non e' in una posizione di vantaggio in quanto non ha prove a suo favore. Di conseguenza, e' opportuno limitarsi ad una segnalazione, astenendosi da valutazioni e commenti, proprio per evitare problematiche ulteriori, non essendo effettivamente in condizione di comprovare i fatti reali.
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