Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 febbraio 2005
Domanda 8 febbraio 2005
Alla redazione, leggo con avidita' ed interesse tutte le notizie sulle staminali, soprattutto delle grandi difficolta' che si incontrano a superare i problemi etici.
Frequento la Russia da oltre 20 anni e mi risulta dell'esistenza di cliniche, in localita' non molto note, che applicano con successo per molte gravi malattie le cure con le staminali da almeno 15 anni, avendo essi avuto possibilita' di ricerca, forse, piu' aperta e con meno interesse a proteggere le grandi multinazionali.
Mi sembra di aver capito che i maggior problemi incontrati dagli scienziati nostri sia quello di insegnare alle staminali totopotenti il compito da eseguire.
In modo elementare, ma funzionale, sembra, che la tecnologia russa applicata, sia quella di ristabilire le funzioni dell'ipotalamo e della ipofisi, gia' preposti naturalmente a pilotare le staminali, che provvedono poi autonomamente alla bisogna.
Risulta che molti Presidenti americani, cantanti, attori, modelle famose, e qualche importantissimo italiano, gia' da molti anni frequentino quel tipo di trattamento, traendone grandi benefici.
Mi chiedo se esiste gia' un interscambio scientifico con gli scienziati russi che applicano questi trattamenti con successo e se non sia il caso di promuovere iniziative affinche' a beneficiarne non siano sempre e solo, i soliti fortunati, che dopo averne goduto si adoperano affinche' gli altri non possano farne uso.
cordialita'. grazie
Cleante, da Torino

Risposta ADUC
la ringraziamo delle riflessioni e degli spunti che ci ha inviato e che pubblicheremo nel nostro settore delle lettere di Cara Aduc.
Sappiamo dell'esistenza delle cliniche russe e di certe terapie sperimentali, non solo in quel Paese, ma anche a Cuba (Cuba. La ricerca e la democrazia, un binomio inscindibile: clicca qui) o in Cina (Cina. L'artigiano delle staminali e il sogno di Beijing: clicca qui).
La comunita' scientifica internazionale e' aperta al contributo di tutti i ricercatori e di tutti i Paesi, ma seguendo delle regole e dei protocolli riconosciuti a livello mondiale. Ricerche di laboratorio, criteri precisi, comitati di controllo, pubblicazioni degli studi nelle riviste scientifiche e quindi accessibili a tutti, poi saggi sperimentali per arrivare infine alla possibilita' di utilizzare la terapia e renderla accessibile a tutti. Sara' una strada lunga, ma e' l'unica verificabile. Poi ciascun Paese e ciascun sistema sanitario potra' prevedere se le cure siano a carico dello Stato o del privato, ma questo e' un altro discorso.
Scorciatoie altre e diverse sono comprensibili mettendosi nelle vesti delle persone malate che vi fanno ricorso quando si trovano con poche alternative davanti, se non quelle di una malattia incurabile.
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