Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 febbraio 2005
Cara ADUC, con un preliminare di gennaio 2002, poi sostituito con altro stilato dalla banca che doveva erogare il mutuo, ci impegnavamo all'acquisto di un immobile.
Nel preliminare, il secondo, la parte venditrice garantiva la piena e perfetta proprieta' dell'immobile, salvo poi scoprire al momento della visura catastale fatta dal notaio della banca, la mancanza di corrispondenza della planimetria della casa con quella risultante al catasto. Nella fattispecie, il perimetro risultava piu' ampio e ricadere, nientemeno, sul manto stradale del comune di appartenenza dell'immobile.
Fatto presente il problema, la venditrice ha prima negato la realta' -mettendo in discussione la ricerca del notaio- poi ha preteso una relazione tecnica -fornitagli e confermante quanto gia' appurato, contestata pure quella!!! - e poi incaricato un tecnico di sua fiducia che, guarda caso e' lo stesso che a suo tempo commise l'errore di accatastamento.
Ora, posto che le lettere dell'avvocato non hanno sortito nulla di fatto, posto che la venditrice ha rettificato la situazione catastale traslando il perimetro dalla strada sulla proprieta' del vicino, facendo poi una permuta con questi per l'acquisizione della proprieta' di fatto gia' sua (anziche' usucapire), possiamo chiedere l'annullamento del preliminare e richiedere indietro la caparra, visto che manca a tutt'oggi l'accorpamento delle tre unita' risultanti e la rettifica dello stato di fatto antecedente alla permuta?
Attualmente la banca non e' in grado di iscrivere l'ipoteca e quindi la situazione e' come invariata. Precisiamo che il preliminare parla di pagamento ANCHE attraverso l'accollo di un mutuo e che la vendita viene fatta a corpo.
Grazie infinite.
Buongiorno.
Monica, da Villasor
Nel preliminare, il secondo, la parte venditrice garantiva la piena e perfetta proprieta' dell'immobile, salvo poi scoprire al momento della visura catastale fatta dal notaio della banca, la mancanza di corrispondenza della planimetria della casa con quella risultante al catasto. Nella fattispecie, il perimetro risultava piu' ampio e ricadere, nientemeno, sul manto stradale del comune di appartenenza dell'immobile.
Fatto presente il problema, la venditrice ha prima negato la realta' -mettendo in discussione la ricerca del notaio- poi ha preteso una relazione tecnica -fornitagli e confermante quanto gia' appurato, contestata pure quella!!! - e poi incaricato un tecnico di sua fiducia che, guarda caso e' lo stesso che a suo tempo commise l'errore di accatastamento.
Ora, posto che le lettere dell'avvocato non hanno sortito nulla di fatto, posto che la venditrice ha rettificato la situazione catastale traslando il perimetro dalla strada sulla proprieta' del vicino, facendo poi una permuta con questi per l'acquisizione della proprieta' di fatto gia' sua (anziche' usucapire), possiamo chiedere l'annullamento del preliminare e richiedere indietro la caparra, visto che manca a tutt'oggi l'accorpamento delle tre unita' risultanti e la rettifica dello stato di fatto antecedente alla permuta?
Attualmente la banca non e' in grado di iscrivere l'ipoteca e quindi la situazione e' come invariata. Precisiamo che il preliminare parla di pagamento ANCHE attraverso l'accollo di un mutuo e che la vendita viene fatta a corpo.
Grazie infinite.
Buongiorno.
Monica, da Villasor
Risposta ADUC
se e' un errore di accatastamento, puo' essere possibile una soluzione in quanto non dovrebbero esservi dubbi sulla proprieta' ma trattarsi evidentemente solo di un errore.
In ogni caso, se la situazione non e' ancora definita, puo' anche essere risolto il preliminare: e' opportuno inviare una raccomandata A/R di messa in mora, intimando l'adempimento entro un termine, decorso il quale il rapporto verra' ritenuto risolto. E' comunque l'avvocato che ha in mano la pratica che deve dirvi se la situazione possa ritenersi ormai sanata o meno, a parte l'opinione espressa dalla banca.
In ogni caso, se la situazione non e' ancora definita, puo' anche essere risolto il preliminare: e' opportuno inviare una raccomandata A/R di messa in mora, intimando l'adempimento entro un termine, decorso il quale il rapporto verra' ritenuto risolto. E' comunque l'avvocato che ha in mano la pratica che deve dirvi se la situazione possa ritenersi ormai sanata o meno, a parte l'opinione espressa dalla banca.
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