Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2005
Domanda 2 febbraio 2005
Cara ADUC, mi permetto di usare un tono informale perche' e' da anni che seguo il Vs. impegno, e lodo continuamente i Vs successi. La mia vicenda ruota intorno ad una multa per infrazione del codice della strada, comminatami dalla Polizia Urbana di Roma il 13 marzo del 2000 alle ore 08.40. Cio' premesso, Vi faccio presente che io risiedo a Brescia, ed i qual periodo non mi sono mai allontanata dalla mia citta' (in particolare mia madre era gravemente malata), e tantomeno non ho prestato ad alcuno la mia auto. Ovviamente nel verbale c'e' dichiarata l'impossibilita' di procedere al fermo dell'autoveicolo, verbale che mi giunge qualche mese dopo unitamente alla sanzione pari a lire 204.600. Prese le informazioni del caso, era la stessa prefettura di Roma presso il dipartimento delle contravvenzioni che mi invitavano ad inviare una raccomandata (fatta con ricevuta di ritorno) nella quale spiegavo le mie ragioni: nella stessa spiegavano l'impossibilita' oggettiva che la mia autovettura fosse a Roma in quel periodo, allegando il mio cartellino orario dell'impresa dove all'epoca ero assunta, nonche' i nominativi di alcune persone disposte a testimoniare. Il tutto accadeva nel luglio 2000: da allora la vicenda non ha piu' avuto seguito fino alla settimana passata, quando mi vedo recapitare una cartella esattoriale per l'importo totale di euro 350, 38. Quello che piu' mi rammarica e' il comportamento burocratico di queste "istituzioni" (virgoletto perche' chiamarle istituzioni e' una forzatura): quasi 5 anni di silenzio, e poi ti arriva a a casa una cartella, nella quale c'e' indicato il diritto di ricorso, ma in modo del tutto scarso e gravemente insufficiente. Forse questi "signori" credono che la gente normale e perbene effettui ricorsi dalla mattina alla sera per difendersi dai loro comportamenti autoritari? Inoltre io ho a disposizione 30 giorni contro i loro 4 anni comodi? E la prescrizione? Ed il modulo per procedere al ricorso? E le istruzioni dettagliate del caso (in particolare devo presentare ricorso al giudice di pace di Roma o posso anche presso quello di Brescia)? E' vero che la legge non ammette ignoranza, ma e' altrettanto vero che le autorita' pubbliche devono scendere con i piedi per terra, per permettere una reale e seria dialettica di confronto. Infatti, la mia scelta (questo e' l'assurdo) e' quella di non pagare e tirarmi dietro un sacco di impegni che in questo momento farei fatica a gestire (lavoro, studio, una famiglia da seguire, ed una nonna sempre da seguire, oppure pagare con buona pace della difesa dei diritti. In tal senso chiedo il Vostro consiglio, ed in particolare sul modo in concreto per ricorrere.
RingraziandoVi anticipatamente, colgo l'occasione per porgerVi cordiali saluti.
Anita, da Concesio / Brescia

Risposta ADUC
purtroppo, occorre tenere presenti alcuni punti essenziali: il primo, e' che non rileva dove si trovasse lei, bensi' dove si trovasse il suo mezzo alla data indicata; e' di questo pertanto che avrebbe dovuto fornire prova. Il secondo, e' che comunque e' sempre poco opportuno ricorrere ai Prefetti, in quanto hanno la tendenza a confermare le sanzioni senza valutazioni troppo approfondite.
Adesso, potrebbe comunque opporsi, entro 30 gg, avanti al giudice di pace di Roma, in opposizione appunto al decreto prefettizio. Il problema e' che comunque le motivazioni a suo tempo addotte non erano propriamente corrette (la mancata indicazione di dove si trovasse il suo mezzo e non dove si trovasse lei). Potrebbe pertanto esserle opposto di non averle riproposte in modo aderente alla prima contestazione, inserendo solo adesso elementi nuovi: sta molto alla soggettivita' del giudice. E' comunque l'unica possibilita'.
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