Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2005
Domanda 2 febbraio 2005
Cara ADUC, vorrei un consiglio come comportarmi per il seguente problema: lunedi' 24 gennaio mia figlia riceve in regalo un portafoglio del valore di 100 euro. Il ragazzo che ha acquistato il portafoglio si e' accordato con il negoziante se nel caso non fosse stato di gradimento di chi lo riceveva poteva essere cambiato tranquillamente.
Il giorno dopo mia figlia mi fa presente che il portafoglio e' troppo grande e vorrebbe cambiarlo con uno piu' piccolo perche' in borsa non entrava.
Il mercoledi' si reca nel negozio sceglie il portafoglio piu' piccolo che costa 23 euro in meno. A questo punto mia figlia chiede alla commessa se vengono restituiti i soldi o se per la differenza viene fatto un buono spesa. Niente di tutto questo, e' stata obbligata a prendere un portachiavi del valore di 23 euro, pur dichiarando che non ne aveva bisogno. La commessa le ha risposto che poteva regalarlo visto che era obbligata a prendere qualcosa.
Mia figlia ritorna a casa e mi racconta tutto cio' che ho descritto sopra. Il pomeriggio telefono al commerciante e mi risponde la commessa. espongo l'accaduto e senza farmi finire mi dice che siamo nel periodo di saldi e non e' possibile dare soldi ne tantomeno fare un buono spesa. A questo punto le faccio presente che il portafoglio non era merce scontata. Ribatte la commessa dicendomi che mia figlia se non voleva il portachiavi poteva benissimo prendere un ombrello o quant'altro. Le risposi dicendo che non avevo bisogno il quel momento della merce che lei vendeva. La commessa "molto gentilmente" o meglio "educatamente" mi dice che per 20 euro non e' poi un problema non e' che una piccola cifra. Le ho risposto che erano 23 e non 20 euro e che con quella cifra una famiglia ci mangia. a quel punto chiudemmo la conversazione. Ora vorrei gentilmente sapere come comportarmi. Grazie.
Daniela, da Fano / Pesaro

Risposta ADUC
il diritto al ripensamento non e' previsto per i beni acquistati nella sede del venditore e anche il rilascio del buono e' una facolta' del commerciante, non un obbligo. Purtroppo a nulla valgono le promesse verbali, come pure sono invenzioni del momento la distinzione tra periodo di saldi e di prezzo pieno.
E' certo che comportandosi in questo modo il negozio avra' perso una cliente, perche' il cambio merce e' uno dei parametri che induce un consumatore a preferire un punto vendita rispetto ad un altro.
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