Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 ottobre 2000
Cara Aduc,
sono una studentessa di Architettura; avevo bisogno di un tecnigrafo per formati A1 e mi sono messa in cerca in vari negozi tecnici. In uno di questi mi è stato presentato un modello portatile completo di tavola e valigetta per formati A2 che secondo il negoziante, però, era utilizzabile (cambiando tavola) anche su formati A1 specificando che la ditta produttrice monta: lo strumento A1 su tavole portatili A2 e strumenti A2 su tavole portatili A3. Mi decisi ad acquistarlo per unire i vantaggi del possedere questo articolo e un tavolo inclinabile fisso A1, che avrei successivamente acquistato presso un altro negozio, su cui avrei potuto applicare lo strumento a corredo del primo. Infatti il primo negoziante offriva il tecnigrafo portatile A2 (strumento+tavola+valigetta)a £ 530.000, quello a morsetto per tavoli A1 a £ 480.000 e non disponeva di tavoli, mentre il secondo offriva il tecnigrafo A1 della stessa marca e modello a £ 400.000 e il tavolo dello stesso formato a £ 450.000. Giunta a casa ho voluto verificare permettesse l'utilizzo su formato A1 come mi aveva assicurato il negoziante. In breve mi accorsi che egli si sbagliava e immediatamente gli telefonai dicendogli che la mattina seguente sarei tornata al negozio per restituirglielo. Era infatti svanito l'unico motivo che mi aveva suggerito l'acquisto. Così feci, ma pur trattandosi di un errore esclusivamente suo (che questi del resto riconobbe) non fu disposto a risarcire la spesa. Tentò invece di propormi lo scambio con lo strumento a morsetto A1 al prezzo su indicato. Essendo questo largamente fuori prezzo di mercato rifiutai. Devo aggiungere che per disattenzione non richiesi all'atto dell'acquisto il dovuto rilascio dello scontrino fiscale né egli lo fece spontaneamente... Quali sono i miei diritti e le mie opportunità in questa situazione?
sono una studentessa di Architettura; avevo bisogno di un tecnigrafo per formati A1 e mi sono messa in cerca in vari negozi tecnici. In uno di questi mi è stato presentato un modello portatile completo di tavola e valigetta per formati A2 che secondo il negoziante, però, era utilizzabile (cambiando tavola) anche su formati A1 specificando che la ditta produttrice monta: lo strumento A1 su tavole portatili A2 e strumenti A2 su tavole portatili A3. Mi decisi ad acquistarlo per unire i vantaggi del possedere questo articolo e un tavolo inclinabile fisso A1, che avrei successivamente acquistato presso un altro negozio, su cui avrei potuto applicare lo strumento a corredo del primo. Infatti il primo negoziante offriva il tecnigrafo portatile A2 (strumento+tavola+valigetta)a £ 530.000, quello a morsetto per tavoli A1 a £ 480.000 e non disponeva di tavoli, mentre il secondo offriva il tecnigrafo A1 della stessa marca e modello a £ 400.000 e il tavolo dello stesso formato a £ 450.000. Giunta a casa ho voluto verificare permettesse l'utilizzo su formato A1 come mi aveva assicurato il negoziante. In breve mi accorsi che egli si sbagliava e immediatamente gli telefonai dicendogli che la mattina seguente sarei tornata al negozio per restituirglielo. Era infatti svanito l'unico motivo che mi aveva suggerito l'acquisto. Così feci, ma pur trattandosi di un errore esclusivamente suo (che questi del resto riconobbe) non fu disposto a risarcire la spesa. Tentò invece di propormi lo scambio con lo strumento a morsetto A1 al prezzo su indicato. Essendo questo largamente fuori prezzo di mercato rifiutai. Devo aggiungere che per disattenzione non richiesi all'atto dell'acquisto il dovuto rilascio dello scontrino fiscale né egli lo fece spontaneamente... Quali sono i miei diritti e le mie opportunità in questa situazione?
Risposta ADUC
Lei ha ragione, il problema e' dimostrarlo.
Consigliamo di inviare una raccomandata A/R di contestazione del fatto, riassumendo quanto avvenuto -con dovizia di particolari, evidenziando la responsabilita' del venditore- e specificando che in caso non le rimborsano quanto dovuto entro 15 gg dal ricevimento, li considerera' inadempienti, adendo conseguentemente le vie legali.
A quel punto, si rivolga alla Camera di Commercio per una conciliazione o -sempre per una conciliazione- al giudice di pace.
Consigliamo di inviare una raccomandata A/R di contestazione del fatto, riassumendo quanto avvenuto -con dovizia di particolari, evidenziando la responsabilita' del venditore- e specificando che in caso non le rimborsano quanto dovuto entro 15 gg dal ricevimento, li considerera' inadempienti, adendo conseguentemente le vie legali.
A quel punto, si rivolga alla Camera di Commercio per una conciliazione o -sempre per una conciliazione- al giudice di pace.
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