Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 gennaio 2005
Buongiorno, mi chiamo Stefania e scrivo da Melfi (PZ). Ho provato a cercare tra gli argomenti gia' trattati ma non sono riuscita a trovare niente... mi accingo quindi a illustrarvi il mio problema: Abito in una zona periferica della mia citta' (periferica ma non impervia) La mia casa si trova direttamente sulla strada.
Nella zona non si provvede a consegnare la corrispondenza e le Poste ci hanno obbligato a tenere una Cassetta Postale (a pagamento!!!) presso l'ufficio centrale.
Abbiamo accettato la situazione sia per mancanza di conoscenza del regolamento sia perche' gli altri abitanti della zona non avevano mai protestato. Da ben due anni le Poste Italiane aumentano il costo della cassetta e quest'anno ci hanno chiesto addirittura una integrazione per il recapito della corrispondenza di entrambi i coniugi (e non solo dell'intestatario della cassetta). Mi sono informata e sembra che questo sia assolutamente ingiusto LA POSTA DEVE ESSERE CONSEGNATA AL PROPRIO RECAPITO. Anche al call center di Poste italiane me lo hanno confermato ma non riesco ad avere un riferimento normativo di quanto in questione. Come devo procedere nei confronti dell'ufficio postale della mia citta' che si ostina ad affermare la correttezza della propria procedura?
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
Stefania, da Melfi/Potenza
Nella zona non si provvede a consegnare la corrispondenza e le Poste ci hanno obbligato a tenere una Cassetta Postale (a pagamento!!!) presso l'ufficio centrale.
Abbiamo accettato la situazione sia per mancanza di conoscenza del regolamento sia perche' gli altri abitanti della zona non avevano mai protestato. Da ben due anni le Poste Italiane aumentano il costo della cassetta e quest'anno ci hanno chiesto addirittura una integrazione per il recapito della corrispondenza di entrambi i coniugi (e non solo dell'intestatario della cassetta). Mi sono informata e sembra che questo sia assolutamente ingiusto LA POSTA DEVE ESSERE CONSEGNATA AL PROPRIO RECAPITO. Anche al call center di Poste italiane me lo hanno confermato ma non riesco ad avere un riferimento normativo di quanto in questione. Come devo procedere nei confronti dell'ufficio postale della mia citta' che si ostina ad affermare la correttezza della propria procedura?
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
Stefania, da Melfi/Potenza
Risposta ADUC
dipende dalla motivazione addotta: tuttavia in caso d'impossibilita' oggettiva ad effettuare il servizio, dovrebbe essere consentito un fermo posta gratuito e non imposta la sottoscrizione di un contratto per una casella -che e' una possibilita' alternativa ma a pagamento, prevista in caso cosi' voglia il cliente per SUA comodita'.
Il primo passo sarebbe di contestare il comportamento per raccomandata A/R all'ufficio, facendo presente che in assenza di disponibilita' al recapito l'ufficio debba consentire il fermo posta senza alcun onere a carico, dando avviso che in assenza di conferma in tal senso entro 15 gg saranno adite le vie legali -rivolgendosi poi al giudice di pace.
Il primo passo sarebbe di contestare il comportamento per raccomandata A/R all'ufficio, facendo presente che in assenza di disponibilita' al recapito l'ufficio debba consentire il fermo posta senza alcun onere a carico, dando avviso che in assenza di conferma in tal senso entro 15 gg saranno adite le vie legali -rivolgendosi poi al giudice di pace.
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