Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 ottobre 2000
Domanda 25 ottobre 2000
spett.le ADUC,
ho un porblema: in data odierna (24/10) ho telefonato ad un centro commerciale per aver informazioni riguardo alla disponibilità e al prezzo di un determinato articolo. Il commesso mi ha detto che l'articolo era disponibile, che non poteva dirmi il prezzo, per questioni di concorrenza (è regolare che all'utente sia tenuto nascosto un prezzo?), ma che era decisamente al di sotto delle 300.000£ (e anche il tono lo dava ad intendere). Dopo un'ora circa mi son recato al centro, e ho constatato che il prezzo era di 328.000£. Ho chiamato il commesso con cui avevo parlato, il quale, dopo una discussione col responsabile, ha detto di potermi dare la scheda a 299.000£, non meno, in quanto lui sosteneva di aver detto che il prezzo era al di sotto delle 300.000, senza il decisamente. Scocciato, chiamo un responsabile, che mi dice innanzitutto che teoricamente non avrei potuto avere neppure lo sconto di 30.000£ deciso dal commesso, in quanto io per telefono non ero autorizzato a sapere il prezzo, nonostante il commesso mi abbia dato una traccia indicativa, nonostante il commesso ha ammesso di aver confuso il prezzo, leggendo 248.000£ (parole sue). Inoltre, mentre io ero nel centro, ha telefonato mio padre, che ha chiesto al responsabile il suo nominativo per eventuali chiarimenti, e il responsabile si è rifiutato di dare il nominativo in quanto sosteneva di non essere tenuto a riferirlo. Insomma, sono io che vivo fuori dal mondo, o il comportamento tenuto da commesso e responsabile non sono corretti? Un'ultima nota: mi sono recato nel centro appositamente per la scheda, spendendo 20.000£ tra benzina e autostrada, sempre per l'informazione che avevo avuto telefonicamente.
A questo punto, vorrei sapere io, in quanto consumatore, se ho qualche diritto per rivalermi su ciò.

Risposta ADUC
Se lei e' interessato a un pezzo, potra' recarsi direttamente presso il negozio: non le stanno nascondendo niente ma non sono neppure tenuti a fornirle informazioni al telefono, che eventualmente sarebbero solo indicative e di conseguenza prese come tali, salvo il caso in cui il rivenditore sia disponibile a leggere il prezzo effettivo dal catalogo. Se invece si mantengono sull'approssimativo, non puo' protestare per una differenza di 30.000 lire. Cio' che avrebbe potuto fare sarebbe stato -se la fumosita' dell'addetto non la convinceva- di non acquistare presso di loro. Occorre distinguere tra diritto e possibilita'.
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