Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 ottobre 2000
Spettabile Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, vi scrivo per portarvi a conoscenza di una presunta truffa compiuta per anni nei confronti di migliaia di modellisti italiani. In pratica per oltre 20 anni sono stati venduti in Italia dei radiocomandi per uso modellistico non conformi alle leggi italiane, non omologati e quindi non adoperabili. L'uso di apparati radiocomandi per il modellismo fino a pochi mesi fa, era regolamentato unicamente da una serie di leggi risalenti al 1973, a queste leggi ultimamente e' stata aggiunta la recente direttiva europea 1999/5/CE, ma andiano con ordine.
Per usare un radiocomando occorre richiedere l'apposita autorizzazione per apparti radiocomandi di debole potenza (definiti nel punto 5) presso l'ufficio delle poste, naturalmente per il rilascio di questa autorizzazione gli apparati devono essere conformi alle leggi italiane. In realta' per un problema di carattere tecnico non era effettivamente possibile far omologare gli apparati e i pochi radiocomandi presenti nella vecchia lista degli apparati omologati furono ottenuti modificando i campioni dati per i test (informazioni ottenute per via ufficiosa dai rappresentanti di 2 grossi importatori). Alla fine gli importatori italiani stanchi della burocrazia italiana e grazie alla totale assenza di controlli da parte dello stato, iniziarono a vendere apparati completamente privi di qualunque omologazione, naturalmente pensarono bene di non avvisare gli acquirenti che l'uso di questi apparati senza la relativa autorizzazione poteva portare a una multa di 4.000.000 di lire, il sequestro dell'apparato e alla denuncia penale. Tutto cio' ha portato nel corso degli anni ha una vera e propria invasione di prodotti non omologati, che addirittura usavano frequenze assegnate ad altri scopi.
A Gennaio di quest'anno scoppia a Genova il caso radiocomando, non sono riuscito ad ottenere informazioni chiare ma a quanto ho capito durante un controllo in un negozio di modellismo i funzionari si sono accorti che tutti i radiocomandi erano privi del bollino CE, obbligatorio per tutti gli apparati elettrici, fatto che ha portato al sequestro degli apparati. Nei mesi seguenti i sequestri presso i negozi si sono moltiplicati, facendo cosi' saltare fuori tutta la storia tenuta nascosta per anni da parte degli importatori.
Gli importatori facendo fronte comune per ottenere la tanto sospirata omologazione decidono di rivolgersi a uno studio legale per portare lo stato Italiano di fronte alla Corte Europea, infatti l'Italia si era impegnata a recepire nel piu' breve tempo possibile la direttiva europea 1999/5/CE, che in pratica permetteva l'omologazione in Italia degli apparati gia' omologati in un altro paese Europeo.
A meta' estate finalmente la direttiva viene recepita dal governo italiano che mette al riparo gli importatori da possibili noie legali. Ma mentre le cose vanno bene per gli importatori, per i poveri utenti sono giorni amari, infatti mentre per gli apparati attualmente in vendita non ci sono problemi ad ottenere l'autorizzazione da parte delle poste per i vecchi apparati la storia e' molto complicata. A causa della mancanza del bollino CE e dal fatto che non erano presenti nelle vecchie liste, non e' praticamente possibile far omologare questi apparati. Tutto cio' ha portato nella disperazione migliaia di modellisti, che per coltivare la loro passione hanno acquistato nel corso degli anni vari apparati ora non piu' utilizzabili. Se pensate che questo sia solo un problema marginale, vi informo che un radiocomando di buona qualita' costa almeno 600.000, per non parlare di quelli che arrivano ad almeno un paio di milioni di lire e apparti del genere in Italia sono migliai per un giro di affari di alcuni miliardi di lire.
Faccio inoltre presente che:
1) Per anni i modellisti Italiani hanno rischiato multe elevate e denuncie senza aver mai saputo i rischi che si correvano.
2) Fin dal 1973 il produttore/rivenditore degli apparati è per legge tenuto ad avvisare il compratore (come avviene con qualunque trasmettitore CB e da Radioamatore) infatti l'art.339 dice che: "339. Obblighi dei rivenditori. I rivenditori di apparati radioelettrici ricetrasmittenti o trasmittenti devono applicare sull'involucro o sulla fattura la indicazione che l'apparecchio non può essere impiegato senza la concessione dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, tranne che non si tratti degli apparecchi di cui al precedente art.338" (il 338 riguarda i giocattoli n.d.r.)
3) Il totale menefreghismo da parte degli attuali importatori che non hanno nessuna intenzione di far eseguire i test di omologazione per apparati non piu' in produzione.
Altre informazioni le potete trovarle sul sito del Ministero delle Comunicazioni www.comunicazioni.it e sul sito delle 2 associazioni modellistiche italiane, la commissione permanente di specialita' presso l'Aeroclub Italia clicca qui e la Federazioni Italiana AeroModellismo clicca qui
Resto in attesa di una vostra risposta
Per usare un radiocomando occorre richiedere l'apposita autorizzazione per apparti radiocomandi di debole potenza (definiti nel punto 5) presso l'ufficio delle poste, naturalmente per il rilascio di questa autorizzazione gli apparati devono essere conformi alle leggi italiane. In realta' per un problema di carattere tecnico non era effettivamente possibile far omologare gli apparati e i pochi radiocomandi presenti nella vecchia lista degli apparati omologati furono ottenuti modificando i campioni dati per i test (informazioni ottenute per via ufficiosa dai rappresentanti di 2 grossi importatori). Alla fine gli importatori italiani stanchi della burocrazia italiana e grazie alla totale assenza di controlli da parte dello stato, iniziarono a vendere apparati completamente privi di qualunque omologazione, naturalmente pensarono bene di non avvisare gli acquirenti che l'uso di questi apparati senza la relativa autorizzazione poteva portare a una multa di 4.000.000 di lire, il sequestro dell'apparato e alla denuncia penale. Tutto cio' ha portato nel corso degli anni ha una vera e propria invasione di prodotti non omologati, che addirittura usavano frequenze assegnate ad altri scopi.
A Gennaio di quest'anno scoppia a Genova il caso radiocomando, non sono riuscito ad ottenere informazioni chiare ma a quanto ho capito durante un controllo in un negozio di modellismo i funzionari si sono accorti che tutti i radiocomandi erano privi del bollino CE, obbligatorio per tutti gli apparati elettrici, fatto che ha portato al sequestro degli apparati. Nei mesi seguenti i sequestri presso i negozi si sono moltiplicati, facendo cosi' saltare fuori tutta la storia tenuta nascosta per anni da parte degli importatori.
Gli importatori facendo fronte comune per ottenere la tanto sospirata omologazione decidono di rivolgersi a uno studio legale per portare lo stato Italiano di fronte alla Corte Europea, infatti l'Italia si era impegnata a recepire nel piu' breve tempo possibile la direttiva europea 1999/5/CE, che in pratica permetteva l'omologazione in Italia degli apparati gia' omologati in un altro paese Europeo.
A meta' estate finalmente la direttiva viene recepita dal governo italiano che mette al riparo gli importatori da possibili noie legali. Ma mentre le cose vanno bene per gli importatori, per i poveri utenti sono giorni amari, infatti mentre per gli apparati attualmente in vendita non ci sono problemi ad ottenere l'autorizzazione da parte delle poste per i vecchi apparati la storia e' molto complicata. A causa della mancanza del bollino CE e dal fatto che non erano presenti nelle vecchie liste, non e' praticamente possibile far omologare questi apparati. Tutto cio' ha portato nella disperazione migliaia di modellisti, che per coltivare la loro passione hanno acquistato nel corso degli anni vari apparati ora non piu' utilizzabili. Se pensate che questo sia solo un problema marginale, vi informo che un radiocomando di buona qualita' costa almeno 600.000, per non parlare di quelli che arrivano ad almeno un paio di milioni di lire e apparti del genere in Italia sono migliai per un giro di affari di alcuni miliardi di lire.
Faccio inoltre presente che:
1) Per anni i modellisti Italiani hanno rischiato multe elevate e denuncie senza aver mai saputo i rischi che si correvano.
2) Fin dal 1973 il produttore/rivenditore degli apparati è per legge tenuto ad avvisare il compratore (come avviene con qualunque trasmettitore CB e da Radioamatore) infatti l'art.339 dice che: "339. Obblighi dei rivenditori. I rivenditori di apparati radioelettrici ricetrasmittenti o trasmittenti devono applicare sull'involucro o sulla fattura la indicazione che l'apparecchio non può essere impiegato senza la concessione dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, tranne che non si tratti degli apparecchi di cui al precedente art.338" (il 338 riguarda i giocattoli n.d.r.)
3) Il totale menefreghismo da parte degli attuali importatori che non hanno nessuna intenzione di far eseguire i test di omologazione per apparati non piu' in produzione.
Altre informazioni le potete trovarle sul sito del Ministero delle Comunicazioni www.comunicazioni.it e sul sito delle 2 associazioni modellistiche italiane, la commissione permanente di specialita' presso l'Aeroclub Italia clicca qui e la Federazioni Italiana AeroModellismo clicca qui
Resto in attesa di una vostra risposta
Risposta ADUC
La ringraziamo per la segnalazione.
Tuttavia, valutando la questione, ci sembra difficile prevedere una soluzione: l'unico modo sarebbe una sanatoria, modificando l'attuale legislazione, poiche' nessun altro intervento potrebbe sanare una situazione retroattivamente. E una sanatoria e' alquanto difficile da ottenere, comunque non tramite le vie ordinarie.
Tuttavia, valutando la questione, ci sembra difficile prevedere una soluzione: l'unico modo sarebbe una sanatoria, modificando l'attuale legislazione, poiche' nessun altro intervento potrebbe sanare una situazione retroattivamente. E una sanatoria e' alquanto difficile da ottenere, comunque non tramite le vie ordinarie.
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