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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 gennaio 2005
Domanda 28 gennaio 2005
Ho acquistato presso un rivenditore (mobilificio) una cucina ernesto meda per un totale di euro 9900,00.
Il rivenditore ha curato il rilievo delle misure, quindi la realizzazione su carta del modello e ha preso nota della scelta dei vari accessori che completano la cucina (maniglie, profili, modello gas, modello frigo, ecc...).
Nel momento in cui bisognava scegliere il colore del piano cottura (top) che da struttura presenta un profilo in alluminio, il rivenditore ci ha fornito un catalogo dove con riferimento alle misure del top c'erano riportati i colori disponibili.
La cucina scelta e' color weinge' e da catalogo scegliamo di realizzare il piano dello stesso colore, il rivenditore ci fa' notare che il risultato sara' una cucina tutta uniforme di tono, ma a noi va bene considerando lo stacco dato dai profili.
Parte l'ordine.
Nel momento in cui definiamo il tutto, lascio al rivenditore un assegno di 900, 00 euro, vista che sia a fine giugno 2004 e la casa e' ancora in costruzione.
Nei mesi successivi il rivenditore incalza con continui solleciti di pagamenti che non vengono da me soddisfatti visto che siamo ancora lontani dalla consegna.
Tra una richiesta e l'altra arriviamo al 14 dicembre 2004, Giorno fissato per la consegna.
Viene scaricata la merce e su richiesta (imposizione) del rivenditore stacco un assegno di 7000,00 euro.
Saldero' i 2000,00 euro a consegna ultimata.
Ma colpo di scena mi accorgo durante il montaggio che il colore del piano cucina e' diverso da quello scelto su catalogo, interrompo il montaggio chiamo il rivenditore che non e' presente sul posto, spiego quanto verificato, lo stesso mi dice di passare la sera dal loro ufficio per riscontro.
Il montaggio viene sospeso.
Passo dal rivenditore che colpo di scena nega di avermi mai venduto il colore scelto da catalogo omogeneo a quello della cucina, non solo mi chiede per la sostituzione ancora 2000, 00euro, io rifiuto.
Ad oggi 25 gennaio 2005 la mia cucina e' in fase di montaggio, x il piano ho dovuto trovare un falegname che rifara' il lavoro al costo di 750,00 euro, e non finisce qui, Il rivenditore ha preteso ed ottenuto sotto minaccia ancora euro 1500,00 e quindi avanza solo 500, 00 euro e non solo ha fatto portare in magazzino dagli operai addetti al montaggio tutte le componenti che completeranno la cucina successivamente alla posa del piano (ad es. I fuochi).
Ora vi chiedo e' lecito questo comportamento?
E il produttore ernesto meda a fronte di cattiva pubblicita', anziche' di guadagni persi ci rimetteva la faccia a buttare via un piano ed a fornirne un altro.
Attenzione parliamo di 9900,00 euro di cucina che in metri lineari sara' lunga 4mt e quindi di piano utile 3mt.
Datemi un consiglio su cosa fare una volte che il falegname finito il lavoro fornira' il piano e quindi si potra' finalmente completare il montaggio.
I 500,00 devo darli a saldo? E la spesa del falegname 750,00 euro chi me li rimborsa?
Posso riuscire un qualche modo a sfatare la tanto vantata esperienza trentennale del rivenditore e far capire alle tante persone che si rivolgono a loro che non e' tutto oro cio' che luccica.
Cordialmente,
Monica da Zerbolo' / Pavia

Risposta ADUC
non ha purtroppo rilevato sufficientemente il punto piu' importante: contrattualmente risulta il colore effettivamente richiesto oppure no? Questo e' determinante: se ha gli elementi di prova sufficienti, infatti, puo' tranquillamente agire in giudizio ed esigere un'adeguata risposta; in caso, invece, il contratto non indicasse alcunche' il rischio di non vedersi riconosciuto il diritto e' molto elevato, in quanto non adeguatamente comprovabile.
Per quanto concerne il piano che e' stato nuovamente eseguito, dal suo falegname di fiducia, in primo luogo si rileva che avrebbe dovuto PRIMA contestare ed esigere l'adempimento alla sua controparte e solo dopo dare autonomamente mandato ad un terzo soggetto; in secondo luogo vale quanto sopra e quindi che la contestazione e' possibile in caso vi sia la prova della fondatezza della sua pretesa e non viceversa. Occorre chiarire questi punti, per valutare.
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