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Lettera del consumatore

26 gennaio 2005
Domanda 26 gennaio 2005
Nel novembre 2003 la mia societa' ha chiesto un finanziamento a 5 anni di euro 90.000 (novantamila euro) ad una banca locale del gruppo BCC, il finanziamento e' stato concesso previa accettazione da parte di entrambi i soci di sottoscrivere due garanzie chirografarie nominali per un importo di euro 120.000 (centoventimila euro) cadauna, la societa' e' composta da due soci al 50%.
Il finanziamento e' servito all'acquisto di un attivita' di ristorazione, che abbiamo da subito concesso in affitto d'azienda ad una societa' specializzata nella gestione di locali pubblici (Di cui siamo comunque soci), questa societa' di gestioni ha effettuato dei lavori di ammodernamento dei locali per un valore di euro 70.000 (settantamila euro).
Nel ottobre del 2004 la mia societa' 'proprietaria del locale' ha ritenuto opportuno accollarsi l'intero onere necessario per i lavori di ammodernamento dei locali, diventando di fatto la proprietaria anche di tutte quelle attrezzature, arredamenti, e migliorie effettuate dalla societa' che gestisce il locale.
A fronte di tutto cio' abbiamo chiesto allo stesso istituto di credito, un ulteriore finanziamento di euro 70.000 (settantamila euro), il direttore della filiale ha sempre manifestato parere favorevole a questo nuovo finanziamento, e che a completamento della pratica serviva la regolare fattura dei lavori effettuati.
Ogni qualvolta che chiedevo informazioni sullo stato del finanziamento, mi veniva risposto dal Direttore che non c'era nessun problema, ed era esclusivamente una questione di tempo dovuto all'eccessiva mole di lavoro che ultimante avevano in filiale, poiche' era imminente il pagamento della fattura di euro 70.000 (settantamila euro), il direttore mi ha consigliato di emettere un assegno bancario posdatato ad una data prestabilira', e che per quella data il finanziamento sarebbe stato regolarmente erogato.
Un giorno prima dell'incasso dell'assegno vengo chiamato dalla banca, che per poter erogare il finanziamento serviva la sottoscrizione di una nuova fideiussione bancaria per un importo di euro 200.000 (duecentomila euro), ho regolarmente sottoscritto di mio pugno la nuova fideiussione, e mi hanno pregato di chiamare il mio socio per sottoscrivere una stessa fideiussione dello stesso importo a suo nome.
Quando il mio socio si e' presentato per la pratica, il direttore della banca ha chiaramente detto che per erogare il finanziamento, il mio socio doveva vincolare euro 50.000 (cinquantamila euro) a garanzia della fideiussione.
Solo a cose fatte ho saputo quanto accaduto, il direttore della filiale ha messo il mio socio in condizione obbligata (a causa dell'emissione dell'assegno postdatato con scadenza immediata) di sottoscrivere la fideiussione con deposito a garanzia di euro 50.000 (cinquantamila euro), e di fatto mi ha messo in condizione di imbarazzante sproporzione tra me e il mio socio.
Se il direttore della banca mi avesse avvisto che quella della garanzia di â,¬ 50.000 era l'unica strada per ottenere un ulteriore finanziamento, avrei sicuramente cercato un altro istituto bancario, e non avrei seguito il suo consiglio di emettere l'assegno postdatato, (unico motivo per cui il mio socio ha accettato le condizioni sconosciute fino al momento della firma).
Ritengo che la questione non sia legalmente e moralmente corretta, per questo intendo fare una regolare segnalazione agli organi competenti, quali Ombudsman bancario, Banca Centrale Europea, Ufficio Vigilanza Banca d'Italia, Ministero dell'Economia/CICR.
Maurizio, da Oderzo

Risposta ADUC
la segnalazione puo' farla, anche se per evitare a sua volta contestazioni sarebbe opportuno potesse produrre delle testimonianze a conferma (in quanto sicuramente l'aver consigliato un'infrazione come l'emissione di un assegno post-datato non e' un comportamento corretto in termini di legge -non dubitiamo che nella pratica sia la norma ma NONDIMENO ci sono sanzioni pesanti- ed il direttore potrebbe sentirsi obbligato a negare, anche denunciando lei accusandolo di diffamarlo od altro).
Per il resto, il comportamento appare sicuramente scorretto dal punto di vista morale, ma difficoltoso da comprovare. Non si sa poi quanto sia effettivamente "copla" del direttore e quanto dell'ufficio della Direzione dell'Istituto che si occupa dei finanziamenti: l'unica cosa che possiamo dirle noi pregandola di tenerne conto, e' di non commettere -in ogni caso- mai nessun illecito, in modo da essere sempre dalla parte del giusto: e di prendere sempre con beneficio d'inventario qualsiasi promessa di erogarle finanziamenti di qualsiasi genere, in quanto in primo luogo il soggetto potrebbe anche mentire ed in secondo luogo anche fosse in buona fede potrebbe non trovare poi l'atteso consenso nei funzionari preposti a varare il finanziamento, visto che in linea generale tali decisioni spettano ad uffici ben specifici con i quali i direttori di filiale hanno contatti, ma non necessariamente la possibilita' d'imporsi.
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