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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 gennaio 2005
Domanda 25 gennaio 2005
In data 12/1/05 necessitavo di contante per effettuare operazioni urgenti ed impreviste presso l'Uff. Postale di Monza C. so Milano e l'impiegata mi suggeriva di prelevarlo tramite il loro sportello automatico, senza dovermi recare presso uno degli sportelli della mia banca (Bancaintesa). Cosi' ho fatto, convinto di pagare le previste commissioni di Eur.2, 00. Una volta inserita la mia tessera Multifunzione (serve sia da Bancomat-Pagobancomat e-Fastpay e Carta di Credito) l'apparecchiatura mi ha proposto le seguenti opzioni e null'altro:.
- Scelta Lingua - Italiano.
- PRELIEVO o Ricariche e Pagamenti, ed io ho scelto PRELIEVO.
- l'importo, Eur 350.
L'operazione andava a buon fine ed io ottenevo denaro e scontrino. A distanza di alcuni giorni verificando i movimenti della mia Carta Multifunzione ho scoperto con sorpresa che l'operazione di cui sopra era stata effettuata non come prelievo, (come evidenziato nella videata) ma come ANTICIPO CONTANTE e gravato pertanto di una commissione del 4% pari ad Eur.14.00. A questo punto ritengo opportuno fare delle considerazioni:.
- Con la carta Multifunzione, in possesso di migliaia e migliaia di persone si possono effettuare senza alcun problema sia presso gli sportelli della propria banca, sia presso gli sportelli di altro Istituo operazioni di prelievo oppure operazioni di anticipo contante A DISCREZIONE DELL'UTENTE, pagando le relative commissioni;.
- presso Poste Italiane tale possibilita' con la Carta Multifunzione non sussiste, e quel che e' peggio e' che l'utente viene indirizzato A SUA TOTALE INSAPUTA su un'operazione di anticipo contente (anzi peggio, il terminale evidenzia l'operazione PRELIEVO e non anticipo contante coma correttezza imporrebbe, ne' tantomeno una qualsiasi scritta sulla viseata o nelle adiacenze dello sportello avverte la clientela che sta effettuando un'operazione di Ant. Contante e che paghera' il 4% sulla somma prelevata;.
- E' PROPRIO UNA CORRETTA INTERPRETAZIONE ED APPLICAZIONE DELLA LEGGE SULLA TRASPARENZA tanto divulgata e pubblicizzata dai mass-media e dagli Istituti di Credito. Gli uffici Reclami di Poste Italiana e di Bancaintesa interpellati telefonicamente si rimpallano la responsabilita' dell'accaduto e non vogliono rimborsarmi le commissioni ingiustamente pagate; l'Ente Poste Italiane (un servizio pubblico che ambisce a diventare banca!) deve essere diffidato dal continuare a porre in essere queste procedure al limite della liceita' (tanto per usare un'espressione educata e cortese) ed in palese contrasto non sono con la legge sulla Trasparenza Bancaria ma anche con la correttezza e la moralita' che dovrebbe contraddistinguere ogni operatore del settore. Si pensi ad un anziano magari pensionato a cui si fa pagare a sua insaputa il 4% di commissioni: significa una indubbia pesante penalizzazione economica; si pensi ad una persona con scarsa conoscenza delle procedure bancarie (io vi sono cascato senza avere il benche' minimo sospetto circa l'operazione che stavo ponendo in essere, eppure ho 54 anni e sono un ex quadro direttivo del settore del credito in pensione).
E' mia ferma intenzione non lasciare cadere la faccenda nel nulla ma tutelare i miei interessi e quelli degli altri utenti pubblicizzando l'accaduto e chiedendo il rimborso, anche tramite l'Ombusdman Bancario, e chiedo la vostra assistenza in proposito.
In attesa di un riscontro da parte Vs. porgo distinti saluti, Flavio, da Monza

Risposta ADUC
il suo interlocutore e' Poste Spa, per cui non potra' arrivare fino all'Ombudsman che, come lei sa, e' un organismo che dirime le controversie con le banche. E anche perche' la comunicazione con il fraintendimento prelievo/anticipo, e avvenuta sulla macchina delle Poste.
Crediamo che prima di tutto debba verificare il linguaggio di questa macchina, per sapere a che tipo di operazione fa riferimento con "prelievo", che' non e' detto sia quello che lei crede o quello che lei abitualmente fa con macchine diverse.
Quindi sapra' se e' una sua non-conoscenza del sistema postale di erogazione del contante, o un errore della specifica operazione.
In quest'ultimo caso la contestazione sarebbe piu' semplice: raccomandata A/R alle Poste con richiesta di rimborso entro 15 giorni e minacciando in alternativa le vie legali. Senza riscontro dovra' poi recarsi al giudice di pace.
Se invece e' una sua non-conoscenza, la questione e' piu' articolata. Potrebbe cominciare con la verifica della pubblicistica di questo servizio delle Poste, se ci fossero affermazioni che equiparino il servizio in toto con quello delle banche, e quindi procedere con una richiesta d'intervento all'ufficio pubblicita' ingannevole dell'Antitrust (clicca qui), e con eventuale sentenza favorevole procedere in giudizio contro Poste spa per la richiesta di danni (sempre con il metodo della raccomandata di cui sopra).
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