Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 gennaio 2005
Domanda 12 gennaio 2005
Sono Benedetto, abitante in Sant'Agata di Militello (ME). Nel 1987 ho stipulato un compromesso per l'acquisto dell'appartamento che occupo attualmente, dopo circa un anno, dopo aver versato l'anticipo ne ho preso possesso, nel frattempo la ditta riferiva che alcune situazioni erano cambiate rispetto al compromesso, per cui mi chiedevano e io davo altro contante con l'accordo verbale che alla stipula del contratto avremmo fatto di nuovo i conteggi, ma all'improvviso vengo avvisato che il mutuo sul mio appartamento era stato stabilito in lire 52.000.000 somma superiore a quella che ancora dovevo, ma pur di concludere amichevolmente accettai sempre con l'accordo verbale che quanto prima avrebbero regolarizzato il contratto, cosa che non e' mai avvenuta. Sempre con la promessa che erano quasi pronti per il contratto ho pagato a nome mio a per conto della ditta le prime due rate del muto comprese le more, dopo di che visto che non veniva fatto il contratto, mi rivolsi ad un legale che nel mentre perdeva tempo nel contrattare con il loro legale, la banca iniziava un procedimento nei confronti della ditta, presso il Tribunale di Patti (ME). Dopo qualche mese il mio legale iniziava un procedimento contro la ditta chiedendo di acquisire la proprieta' per sentenza, cosa ottenuta nel 2001, subordinata al pagamento di lire 52.000.000 alla ditta. Cosa che non ho fatto in quanto non avrei risolto il problema del pignoramento dell'appartamento. Nel frattempo ho cercato di contrattare con Il Banco di Sicilia, la ditta, il giudice delle esecuzioni per poter sistemare la faccenda, ma era cosi' ingarbugliata che nessuno mi dava una soluzione. In seguito io e gli altri acquirenti abbiamo appreso che tutto il debito della ditta col Banco di Sicilia era stato venduto ad una societa' privata, con la quale abbiamo contrattato senza risultato, sia per le cifre assurde che facevano capire di pretendere e sia perche' vi erano altri creditori accodati che nessuno ci garantiva che non intervenissero e che la ditta negava l'esistenza. Il 31.12.2004 tornato a casa dalle ferie vengo informato da un altro acquirente che il nostri appartamenti erano stati messi all'asta dal Tribunale di Patti e che si era presentata un avvocato dicendo di essere stata nominata custode e che avrebbe dovuto portare delle persone a vedere gli appartamenti, al che, scioccato, pensando ad un disguido, mi accerto che era vero ed e' stato messo in vendita senza incanto per la data del 24.04.2005, ho contattato il responsabile di zona della societa' che ha acquistato il debito il quale mi ha fissato un appuntamento per oggi alle ore 15, 00 perche' io possa fare un'offerta che se verra' accettata dopo aver versato loro la somma pattuita, toglieranno l'appartamento dalla vendita facendomi un contratto. Mi sono consultato con diversi legali ed ogni uno mi consigliava modi diversi di agire per cui non so + cosa fare. Cio' premesso mi chiedo se e' mai possibile che un lavoratore dipendente statale, padre di famiglia, dopo aver speso tutti i rasparmi di una vita suoi e dei suoi genitori, per comprare un appartamento debba ritrovarsi dopo 17 anni di grandi sacrifici umiliazioni si ritrovi con un contratto per sentenza non potuto registrare al catasto perche' subordinato a dare ancora soldi alla ditta e dall'altro la vendita all'asta con sentenza dello stesso Tribunale. Spero che possiate dirmi che la legge mi possa tutelare dal perdere l'appartamento. Io chiedo solo di pagare il giusto e di avere la proprieta' senza problemi creati da altri. Cordiali saluti.
Benedetto, da Sant'Agata di Militello

Risposta ADUC
ci sono molte cose che non tornano: il suggerimento del legale non ci pareva infondato; anche perche' (ha glissato sul punto) ci pare o che lei abbia sottoscritto un contratto di mutuo con la banca, per una certa cifra - e quindi a prescindere dagli accordi non possa esentarsi dal pagare il previsto, - oppure (e pensiamo sia questo il caso) che sull'immobile sia stata iscritta ipoteca in quanto l'appartamento e' diventato oggetto di esecuzione per il debito della ditta. In ogni caso, non si vede come si possa risolvere il problema se non saldando il debito con la banca: cercando poi di agire - anche in contenzioso- sulla ditta per le somme pagate in eccesso. Pare anche a noi che siate andati ormai un po' oltre, senza agire quando era il momento. Adesso, o viene trovato un accordo informale oppure acquistate l'immobile all'asta: altre soluzioni non si vedono. Comunque sia, e' superficiale dare valutazioni su questioni tanto complesse sulla base di pochi elementi: e' certo che un avvocato le sia indispensabile: ed un avvocato che studi ogni singolo foglio con attenzione; di un consiglio di massima se ne puo' fare poco (in fondo fa riferimento ad una sentenza ottenuta giudizialmente: comunque sia e' successiva all'ipoteca iscritta, pertanto il problema riguarda lei direttamente, avendo acquistato un immobile gravato d'ipoteca, la quale e' quindi un suo onere).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →