Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 gennaio 2005
Domanda 11 gennaio 2005
Cara Aduc, la TELECOM ha staccato la mia linea telefonica da dieci giorni, senza preavviso, per cosiddetti "motivi amministrativi" (come recita un nastro registrato). Il servizio clienti 187 non e' stato in grado di chiarire il problema, e mi rimanda ad altri numeri telefonici, che sono praticamente irraggiungibili. In realta' 6/7 mesi fa, avevo dedotto dal pagamento di una bolletta un importo di circa ¤ 200, addebitatomi come "debito precedente" (non si capiva di che cosa), inviando peraltro una raccomandata all'azienda, rimasta senza risposta. In tutte le bollette successive non si fa menzione di tale addebito, e sono state da me regolarmente pagate. Posso arguire che l'attuale provvedimento si riferisca a quell'episodio, chiedo pero' quanto segue:
1) Puo' la TELECOM inserire nella bolletta addebiti senza descrivere a che cosa si riferiscono?
2) Puo' la TELECOM staccare la linea senza preavviso e/o chiarimenti, e/o solleciti, e lasciare un utente senza telefono da un giorno all'altro?
3) Non ritenete che la parte piu' forte (TELECOM) stia abusando del proprio potere, nei confronti della piu' debole (l'utente)?
4) Che cosa mi suggerite di fare?
Grazie!
Roberto, da Zagarolo

Risposta ADUC
sara' sicuramente quello il problema. Gli addebiti devono essere riconducibili allo specifico contesto di riferimento: e lei ha fatto benissimo ad inviare la raccomandata (se sono dovuti deve pagarli, ma puo' pretendere di vederseli documentati). Tuttavia questa e' solo parte del problema: infatti e' anche vero che sospendere il pagamento vuol dire mettersi in condizione di farsi sospendere il servizio. Per mantenere il servizio attivo, occorre si' contestare; ma non effettuare pagamenti comporta la sospensione del servizio. In questo, non e' neanche questione di "piu' forte" o di "meno forte": semplicemente, a fronte di un contenzioso, occorre decidere come comportarsi, poiche' e' ovvio che -ritenendo la controparte di aver ragione- a fronte di quella che pare loro una sua inadempienza interrompera' la fornitura del proprio servizio, al pari di come lei si ritiene in diritto di sospendere il pagamento. L'unico modo perche' due parti non si danneggino l'un l'altra, rimane quella di adempiere entrambi. A meno che, chi sospende per primo la propria prestazione non possa fare a meno -temporaneamente- della prestazione dell'altro. Ferma restando poi la possibilita' di contestare quando la propria ragione dovesse poi essere riconosciuta. Quello che e' possibile fare e' contestare non il distacco in se stesso, quanto la mancanza di preavviso: su questo punto puo' richiedere poi il rimborso del danno arrecato.
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