Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 gennaio 2005
Domanda 8 gennaio 2005
Vi scrivo per sottoporvi un quesito relativamente alle famiglie che nel mio condominio hanno chiesto ed ottenuto di essere escluse dall'impianto di riscaldamento centralizzato, provvedendo quindi a far piombare i termosifoni. Preciso anzitutto che abitiamo a Stella (SV) e siamo 6 condomini, dei quali 3 e cioe' la meta' non usufruiscono piu' di detto impianto. Le perplessita' mie e di mio marito riguardano l'ammontare della quota di spesa ad essi attribuita, che consiste nel 30%. Abbiamo saputo infatti che a Varazze (SV), che dista circa 14 km da Stella (ignoro se occorra indicare certi dati con precisione e nel dubbio lo faccio), chi si stacca dall'impianto di riscaldamento centralizzato paga il 50%. Questo e' in sostanza il quesito principale a cui gradirei una risposta "illuminante" da parte vostra, mentre una seconda domanda che mi sovviene in questo momento e' la seguente: qualora chiedesse l'esclusione dall'impianto un altro inquilino, rimanendo quindi soltanto due i condomini che seguiterebbero ad usufruirne, sarebbe obbligatorio chiudere definitivamente l'impianto oppure potrebbero continuare a beneficiarne i rimanenti condomini, quand'anche in minoranza rispetto al totale? Vi ringrazio infinitamente e, nell'attesa di una vostra cortese risposta, vi porgo cordiali saluti.
Angela, da Stella/Savona

Risposta ADUC
di solito e' corretto che venga richiesto il 20-30%. Questo, in quanto piu' o meno viene stimata una percentuale adeguata. Diverse sentenze sull'argomento hanno indicato tali percentuali, a fronte di perizie e stime di professionisti. Il 50%, quindi, ci pare semmai un po' troppo elevato. Certo, ogni impianto va valutato a se', pero' riteniamo che se quei condomini agissero in giudizio -ammesso che convenga per una riduzione di un 20% e questo sara' vero caso per caso- otterrebbero di pagare qualcosa in meno. In ogni caso, a meno che qualcuno di voi non impugni la decisione in giudizio, vale la quota concordata dall'assemblea. Se altri si staccassero, i rimanenti possono continuare ad utilizzare l'impianto, anche se costoro sono una minoranza (e' una questione, a quel punto, di convenienza economica). Diverso sarebbe se la decisione non fosse impostata in questo modo ma la decisione assembleare vertesse su un ordine del giorno che contemplasse le due alternative: mantenimento dell'impianto comune ovvero smantellamento dello stesso a favore di sole unita' autonome. In questo caso, sarebbe la maggioranza qualificata a decidere - dipende quindi COME verra' posto il quesito al momento dovuto: distacco di un singolo o discussione sul mantenimento/variazione dell'impianto?
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