Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 gennaio 2005
Domanda 3 gennaio 2005
Con il presente e-mail, voglio esprimere il mio disaccordo con il canone RAI, o tassa al possesso dell'apparecchio televisivo e/o radiofonico. Non sono un esperto in leggi, ma:
1°) Ho capito che la legge non ammette ignoranza.
2°) Ho capito che l'ignoranza si abbatte con l'informazione.
3°) Ho capito di avere il diritto ed obbligo ad essere informato. Per tanto, essendo questi, apparecchi per accedere alle informazioni necessarie dettate dalla legge dovrebbero essere alla portata di tutti e quindi essenti d'ogni tassa. Sarebbe come, se io comprassi un giornale per tenermi informato e nel frattempo, pagasse una tassa al possesso del giornale. Questo non e' nient'altro che un mio parere, pero' non lontano della realta'. Qui, non e' soltanto per conto della Rai, l'erogazione del servizio pubblico utilizzando i proventi di questa tassa per competere con altre emittenti, quindi in una situazione d'abuso di posizione dominante. Qui si tratta anche di negare, indirettamente al cittadino, le informazioni necessarie per vivere in una societa' moderna, e nel normale adempimento delle leggi di qui sopra elencate. Ipotizzando che ci fosse un pensionato, o disoccupato (a lungo o corto termine), oppure unico lavoratore in famiglia con mutuo e/o qualche altro impegno, incapace economicamente di pagare tale tassa, dovrebbe rottamare ogni apparecchio, e vivere disinformato nel piu' totale inadempimento delle leggi che affermano che non ammettono ignoranza ed obbligano ad essere informati. Qui ci si confonde un mezzo d'informazione di prima necessita' con uno strumento di piacere. I miei cordiali saluti, restando a vostra disposizione.
Daniele

Risposta ADUC
la ringraziamo dell'opinione che ha espresso, che pubblichiamo sulla rubrica cara Aduc.
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