Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 dicembre 2004
Nel 1996 ho sottoscritto una polizza decennale di assicurazione infortuni con la SAI, con capitale assicurato di 150 milioni delle vecchie lire per morte e invalidita' permanete. Nell'aprile di quest'anno ho avuto un incidente che mi ha provocato la frattura del menisco mediale del ginocchio destro, per cui a maggio sono stato operato. Nonostante le cure di riabilitazione dell'arto, permane un deficit nell'estensione, per cui mi sono rivolto ad un medico legale che ha stilato una perizia che ha accertato una invalidita' permanente valutabile in "almeno sei punti". La societa' di assicurazione, dopo avermi sottoposto ad una visita di controllo da parte di un medico legale di propria fiducia, mi ha telefonato per liquidare l'infortunio offrendomi tre punti di invalidita'. Faccio presente che la polizza non prevede nessuna franchigia per invalidita' inferiori a cinque punti. Chiedo indicazioni per oppormi a questo diktat di prendere o lasciare. Ero sano prima dell'incidente ed ora sono zoppo.
SECONDA LETTERA... QUASI UGUALE. Nel 1996 ho contratto tre polizze decennali di assicurazione con la SAI, ora trasformata in FONDIARIA - SAI. Dopo qualche anno, poiche' non riscontravo nessuna utilita' nel mantenerle in vita, in confronto all'onerosita' dei premi da pagare annualmente, tre anni fa ho fatto presente che intendevo recedere dai contratti (per due immobili, per infortuni) o quanto meno intendevo ridurre i capitali assicurati ad una cifra irrisoria, e conseguentemente chiedevo di ricollocare i premi. Poiche' verbalmente mi fu negata questa possibilita', alla prima scadenza mi rifiutai di pagare i premi di quell'anno. Per ogni polizza mi fu notificata, in via esecutiva, ingiunzione ad adempiere che mi costo' circa 900.000 lire, oltre i premi omessi. Anche se manca poco alla naturale conclusione dei contratti, cosa posso fare per togliermi da questo impaccio?
TERZA LETTERA SU UN TOTALE DI 6. Nonostante il settore delle assicurazioni sia da anni sotto osservazione, mi meraviglio che permangano norme che pongono le societa' su un piano di favore rispetto all'utente, come, per esempio l'art. 1896 del Codice Civile che autorizza la non restituzione del premio, sia pure pro quota, quando nel corso dell'anno di assicurazione e' venuto meno il rischio per il quale il premio e' gia' stato pagato. E il giudice costituzionale che ne pensa? Grazie dell'ospitalita'.
Giovanni, da Firenze
SECONDA LETTERA... QUASI UGUALE. Nel 1996 ho contratto tre polizze decennali di assicurazione con la SAI, ora trasformata in FONDIARIA - SAI. Dopo qualche anno, poiche' non riscontravo nessuna utilita' nel mantenerle in vita, in confronto all'onerosita' dei premi da pagare annualmente, tre anni fa ho fatto presente che intendevo recedere dai contratti (per due immobili, per infortuni) o quanto meno intendevo ridurre i capitali assicurati ad una cifra irrisoria, e conseguentemente chiedevo di ricollocare i premi. Poiche' verbalmente mi fu negata questa possibilita', alla prima scadenza mi rifiutai di pagare i premi di quell'anno. Per ogni polizza mi fu notificata, in via esecutiva, ingiunzione ad adempiere che mi costo' circa 900.000 lire, oltre i premi omessi. Anche se manca poco alla naturale conclusione dei contratti, cosa posso fare per togliermi da questo impaccio?
TERZA LETTERA SU UN TOTALE DI 6. Nonostante il settore delle assicurazioni sia da anni sotto osservazione, mi meraviglio che permangano norme che pongono le societa' su un piano di favore rispetto all'utente, come, per esempio l'art. 1896 del Codice Civile che autorizza la non restituzione del premio, sia pure pro quota, quando nel corso dell'anno di assicurazione e' venuto meno il rischio per il quale il premio e' gia' stato pagato. E il giudice costituzionale che ne pensa? Grazie dell'ospitalita'.
Giovanni, da Firenze
Risposta ADUC
1 - deve inviare all'assicurazione una raccomandata A/R in cui contesta la loro decisione e intima il dovuto entro 15 giorni minacciando in alternativa le vie legali. Senza riscontro dovra' procedere. Crediamo le sia necessario un avvocato.
2 - Non ha alternative che attenersi al contratto, se non chiedere una scissione anticipata, dichiarandosi disposto a pagare una penale. E in caso di indisponibilità' da parte dell'assicurazione, glielo puo' intimare con una messa in mora e poi rivolgendosi in giudizio (giudice di pace).
3 - dovrebbe fare causa all'assicurazione, e in sede giudiziale chiedere che sia sentito il parere della Corte Costituzionale. Non ci sono alternative, perche' la Corte Costituzionale non si attiva da sola. Le altre lettere che ha annunciato, non le ha inserite.
2 - Non ha alternative che attenersi al contratto, se non chiedere una scissione anticipata, dichiarandosi disposto a pagare una penale. E in caso di indisponibilità' da parte dell'assicurazione, glielo puo' intimare con una messa in mora e poi rivolgendosi in giudizio (giudice di pace).
3 - dovrebbe fare causa all'assicurazione, e in sede giudiziale chiedere che sia sentito il parere della Corte Costituzionale. Non ci sono alternative, perche' la Corte Costituzionale non si attiva da sola. Le altre lettere che ha annunciato, non le ha inserite.
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