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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 dicembre 2004
Domanda 31 dicembre 2004
Desidero porre all'attenzione di questa cortese redazione la mia vicenda personale e, nella speranza che questa lettera venga pubblicata, vorrei che questa situazione possa servire di esempio o comunque aiutare chiunque in futuro si potra' trovare nelle medesime condizioni. In data 30/11/2004 io e la mia famiglia siamo stati malamente "buttati fuori" di casa dall'ufficiale giudiziario e dalla forza pubblica. Ora mi presento: mi chiamo D. P. ho 20 anni e sono studente di Ingegneria al Politecnico di Milano. La mia e' la classica famiglia modello: papa' pensionato dopo 35 anni di duro lavoro, mamma casalinga dedita alla cura del nucleo e mio fratello che, conseguita la laurea in ingegneria si e' trasferito. E' difficile spiegare gli avvenimenti che hanno portato allo spiacevole evento del 30/11 ma una cosa e' certa: il comune ci ha abbandonato. Non ha impedito infatti che io e la mia famiglia venissimo scaraventati in strada, che passassimo una notte alla gelo alla ricerca di un riparo e che ci sentissimo soli ed emarginati all'interno della citta' che ci ha dato la vita ed ora ce la sta levando. Mi chiedo se e' possibile che tutto cio' accada nel 2004: famiglia modello, sempre pagato le tasse, non una macchia sulla nostra condotta di vita. Unico difetto: quello di possedere un reddito tale da non permettere l'acquisto della casa ma abbastanza per impedirci di riceverne una dal comune. Ormai e' dal due dicembre che ogni giorno veniamo "rimbalzati" agli sportelli degli uffici del comune sentendoci ogni giorno rispondere con una scusa diversa oppure proporre alloggi veramente inadatti alle esigenze di una famiglia comune (esempio: appartamenti da 45 mq per il quali il canone e' stabilito in base al reddito e non alle metrature oppure alloggi completamente da ristrutturare. Ne ricordo uno nel quale addirittura mancava la porta di ingresso, il pavimento era sollevato e tutti gli impianti di servizio completamente da rifare. Spese di ristrutturazione ovviamente a carico del locatario). Di fronte ad un piu' che naturale rifiuto, il piu' delle volte ci si sente rispondere dagli sportellisti che siamo noi a non voler essere "sistemati"... ma vorrei proprio vedere che cosa avrebbero fatto loro al nostro posto... che cosa avrebbero pensato notando la tendenza degli uffici di "rifilare " quegli appartamenti che nessuno vuole a quelle famiglie (come la mia) che, messe alle strette, ad un certo punto accetterebbero anche un pollaio. Molto spesso, questo atteggiamento mi ricorda un ricatto (del tipo "o questa minestra... o giu' dalla finestra! ") E' chiaro che gli operatori non c'entrano... alla fine dei conti loro al termine della giornata tornano a casa... con la loro famiglia... infischiandosene della "gentaglia" come noi che lotta ancora per avere un tetto. Scrivo perche' voglio segnalare la mia situazione che francamente peggiora di giorno in giorno come si puo' ben capire: non riesco piu' a studiare, anche perche' non ho il posto per farlo, ed i miei genitori si sono chiusi in un mutismo che e' veramente angosciante. Purtroppo non ho i mezzi per aiutare la mia famiglia se non scrivere una mail di segnalazione per suscitare un minimo di attenzione attorno a questa situazione. Chiedo ai gentili lettori per un attimo di riflettere sulla mia situazione e provare a calarvi nei miei panni. Sapete cosa significa uscire di scuola e non sapere dove andare? Non poter disporre dei propri oggetti perche' chiusi nella casa in cui ho vissuto da sempre? Cenare ogni sera in un posto diverso e dover tacere per non abbattere ulteriormente i miei genitori?? Proprio ieri li ho sentiti finalmente chiacchierare e cio' che ho sentito sussurrare a mio padre e' stato: "che figura che abbiamo fatto con i ragazzi". Sono parole che dette da una persona che ha sempre lavorato e combattuto, che ha contribuito nel rendere Milano la super citta' che e', che ha cresciuto due figli fiore all'occhiello della nostra societa', fanno davvero male. Come potro' mai essere felice di vivere in una citta' che finche' ha avuto bisogno ci ha sfruttato ed ora si disinteressa della nostra situazione? IL COMUNE CI HA ABBANDONATO.
Daniele, da Milano

Risposta ADUC
ringraziamo della lettera che pubblichiamo in Cara Aduc.
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