Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 ottobre 2000
Domanda 19 ottobre 2000
Piacevolmente sorpreso dalla presenza del Vostro sito colgo l'occasione per sottoporvi la spiacevole situazione nella quale (purtroppo volontariamente) mi sono messo.Spero possiate darmi qualche aiuto nel capire come uscirne(ove possibile), ma spero soprattutto che queste righe possano servire ad altri per prevenire "furti legalizzati" come quello da me subito.
Vengo ai fatti:
verso la fine del mese scorso vengo contattato da una telefonata di una societa’ che non conosco (penso di telemarketing) che mi chiedeva il permesso per mandarmi in ufficio un incaricato per mostrarmi una iniziativa promozionale per la quale io ero stato prescelto. Tenete in considerazione il fatto importante che mi hanno contattato sul posto di lavoro, quasi sapessero che sono libero professionista e titolare di P.Iva!!! Alle mie domande che erano mirate a capire le caratteristiche dell'iniziativa ho avuto risposte evasive e poco chiare. Ho comunque detto al mio interlocutore che non avrei gradito proposte di acquisto di nessun genere. Rassicurato da questo ho accettato di ricevere il 30.9.2000 la persona in oggetto. Preciso che l'appuntamento era per le 16.30 ed alle 17.30 nessuno ancora si era visto. Stavo uscendo dall'ufficio verso le 18.00 quando la persona si presenta e nel giro di 15 minuti mi "intorta" in modo clamoroso. Purtroppo ho avuto in quel momento una sorta di black-out mentale,che mi ha fatto agire di fretta e senza ragionare a fondo. Sono percio’ consapevole che la frittata e’ dipesa unicamente dal sottoscritto e da qui 15 minuti di follia. L'iniziativa presentata era dell'azienda "Grolier Italia S.p.A."(facente parte del gruppo editoriale Motta) ed aveva i seguenti requisiti: clamoroso e nuovo lancio editoriale di opere multimediali(indagando ho saputo che sono in vendita da diversi anni e alcune di quelle a me proposte si trovano anche nelle librerie), promozione riservata a "pochi fortunati" come il sottoscritto (circa 1000 in tutta Italia) al quale veniva in pratica regalato il seguente materiale: un CD multimediale contenente un'intera enciclopedia, 30 volumi della stessa enciclopedia, 4 CD di storia firmati da Umberto Eco (riciclo dei ricicli!) e un kit per vedere internet in TV(che viene solitamente regalata da altre aziende per veicolare la nuova idea sul mercato). Tutto questo al modico prezzo di £.250.000 (spese di trasporto) + 150.000 una tantum. Alla fine della presentazione il mio interlocutore mi ha detto che l'unica richiesta da parte della sua azienda era quella di "trattare bene....!!!" le opere affidatemi. In fondo alla conversazione pero’, prima di sottopormi il contratto(poi stupidamente da me firmato) mi e’ stato detto che, per agevolare la pubblicazione e l'invio degli aggiornamenti annuali futuri di CD e volumi(per i prossimi 10 anni!), mi sarebbe stato chiesto un contributo di £.520.000 (totale di oltre 5.000.000 per i 10 anni previsti) rateizzati in due anni e mezzo. A questa richiesta mi sono state presentati anche numerosi biglietti da visita di clienti gia’ acquisiti che avevano accettato con entusiasmo tale offerta.
Avendo molta fretta e ricordando che, solitamente, in questo tipo di transazioni esiste la clausola del ripensamento entro 7 gg. dalla firma, ho aderito alla proposta, dicendo alla incaricata che ci saremmo sentiti la settimana successiva per eventuali chiarimenti. Tenete conto che il contratto e’ rappresentato da un unico foglio con poche clausole e non cita assolutamente la possibilita’ di rescissione(e cio’ non mi e’ stato comunicato neppure verbalmente). Facendo successive verifiche ho scoperto che tale clausola dovrebbe essere presente in questo tipo di contratti, ma ho anche scoperto che, per professionisti con P.Iva non vale (vorrei pero’ capire perche’?!). Ora mi ritrovo con un assegno di 400.000 gia’ incassato dalla Grolier e con un documento per RID bancarie gia’ firmato dal sottoscritto per le rate degli abbonamenti. Chiedo scusa se mi dilungo, ma la parte piu’ interessante viene ora.
Il giorno seguente, avendo purtroppo realizzato l'entita’ dell'errore commesso, ho cercato di mettermi in contatto con la persona che mi aveva fatto sottoscrivere il contratto scrivendole un e-mail, dove dichiaravo di non essere soddisfatto della scelta (spiegando le diverse ragioni). Non avendo ricevuto risposte al messaggio ho telefonato piu’ volte all'ufficio di riferimento (a Parma) e, ogni volta, una collaboratrice della persona che cercavo prendeva nota del mio problema dicendo che mi avrebbe fatto ricontattare dalla interessata. Questo non e’ mai avvenuto (ed erano passati 5/6 gg.). Preso dallo sconforto ho provato a parlare con l'ufficio centrale dell'azienda a Milano, ma non sono riuscito ad avere nessun tipo di risposta, addirittura mi e’ stato detto che con l'ufficio preposto alla gestione delle richieste di rescissione era praticamente impossibile parlare(!). Ho allora spedito velocemente una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede centrale e copia alla agenzia di riferimento dove chiedevo la pronta rescissione del contratto. La prima e’ stata accettata, mentre la seconda e’ stata respinta...per mittente sconosciuto. Ho verificato poi che l'indirizzo da me’ utilizzato era corretto ma, non avendo messo il nome dell'azienda principale, ma solo il nome dell'incaricato, il postino non e’ riuscito a rintracciarlo. Comunque dopo circa 3 gg. ho ricontattato la sede di Milano chiedendo informazioni sulla mia situazione, Se non era per una "cortese" centralinista che ha fatto verifiche direttamente a terminale (visto che non poteva assolutamente passarmi l'ufficio preposto), a quest'ora non saprei nulla della evoluzione della mia situazione.
Invece, grazie a lei, ho scoperto che hanno respinto la mia richiesta ed hanno gia’ provveduto ad incassare l'assegno, senza nemmeno preoccuparsi di contattarmi per darmene comunicazione. Ora lascio a voi le considerazioni finali. Senza entrare nel merito della validita’ o meno delle opere proposte, porto alla vostra attenzione le modalita’ e l'approccio (dico solo poco serio per non dire altro..)con cui questa azienda opera. Spero che questo messaggio possa permettere ad altri cittadini/consumatori di evitare trappole come questa e soprattutto possa servire ad evitare contatti con aziende cosi’ poco votate alla soddisfazione dei propri clienti. Ancora complimenti per il bel sito e buon lavoro.

Risposta ADUC
La normativa prevede solo una specifica eccezione a favore dei consumatori: fuori da questi casi, i contratti sono validi sin dal momento della stipula.
Pertanto, salvo il caso in cui lei decidesse di pagare la penale, riteniamo che l'unico modo in cui potrebbe tentare di cavarsela, sarebbe presentando -entro 3 mesi dal fatto- denuncia ai carabinieri contro l'agente che l'ha indotta a firmare con raggiri (assolutamente NON contro la ditta), provvedendo poi ad inviare alla societa' una raccomandata A/R di diffida, facendo presenti i fatti, evidenziando la conseguente nullita' del contratto sottoscritto per mancanza del requisito essenziale della volonta', preparandosi cosi' a ricevere una lunga serie di contestazioni. Avrebbe qualche possibilita' in piu' se potesse esibire delle testimonianze sullo svolgimento dei fatti: persone che abbiano assistito anche ad una parte della sua conversazione.
Le consigliamo di leggere la scheda " I contratti per strada": eccezion fatta per la parte che riguarda la possibilita' di recesso entro i 7 gg, per il resto la scheda -reperibile ne l'archivio del La Scheda Pratica- contiene in dettaglio informazioni su come dovra' agire.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →