Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 dicembre 2004
Se potete dare qualche suggerimento a proposito di questa vicenda... grazie ancora. Cordialmente Il Team Gruppo Amico.
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Il giorno 21 dicembre 2004 alle ore 13,00 mi e' stata recapitata una lettera della TELECOM dal Servizio Clienti Consumer, sede di Catania, datata 4/12/2004, con la quale, in termini perentori, mi viene chiesto il pagamento di una fattura di 792,50 euro a saldo di una fattura scaduta il 18/10/2002. Mi attivo subito e chiamo il 187 per chiedere ulteriori spiegazioni, in quanto in quel periodo mi avvalevo del servizio di domiciliazione della bolletta telefonica e quindi non potevo non aver pagato quanto richiesto. In termini molto bruschi e sbrigativi l'operatore mi invita a pagare perche' la fattura e' scoperta; a questo punto mi reco in banca a chiedere spiegazioni e l'impiegato inoltra una richiesta urgente degli estratti conto di quel periodo alla sede centrale al fine di verificare se tale importo e' stato corrisposto alla TELECOM. Mi spiega pero' che passeranno una quindicina di giorni per avere tale documentazione in quanto non piu' in possesso della filiale dove io ho il conto corrente. Al mattino seguente (22 dicembre), meraviglia dell'efficienza, mi viene interrotta l'utenza telefonica: non sono trascorse neanche 24 ore da quando ho ricevuto la richiesta! Mi metto di nuovo in comunicazione col 187 per protestare per questa violenza e mi viene risposto che o pago di nuovo l'importo (quasi 800 euro) o dimostro che la banca ha provveduto al pagamento faxando la prova documentale ad un numero che mi viene fornito! A questo punto ho sollecitato in modo pressante il Direttore della filiale della mia banca il quale, capito il mio problema si e' attivato personalmente con la persona che, nella sede centrale dell'Istituto, conserva gli estratti conto degli anni precedenti. Avuto per sua cortesia ed in via del tutto straordinaria un fax col quale si dimostrava l'infondatezza delle richiesta della societa' telefonica, ho inoltrato tale documento col quale sono riuscito, seppur in modo provvisorio, a farmi riattivare la linea. Vorrei fare alcune considerazioni in merito alla vicenda occorsami: - e' inaudito vedersi recapitare una richiesta perentoria di pagamento e vedersi sospendere l'utenza al mattino seguente senza che all' utente venga dato il tempo materiale di provare le sue ragioni. Non sara' sembrato strano al Dirigente del procedimento che una persona che ha la domiciliazione della bolletta da anni e che poi l'ha avuta ancora per anni possa aver dato alla banca istruzioni per omettere solo il pagamento di quella contestata?
- non sara' sembrato strano allo stesso Dirigente che una persona che ha un rapporto con la stessa societa' telefonica da piu' di 30 anni e che mai ha pagato in ritardo e tanto meno omesso un pagamento possa aver saltato solo quel pagamento?
- e' normale inviare decine di fatture (da ottobre 2002 a dicembre 2004) in cui e' scritto che "il pagamento delle fatture precedenti e' regolare" e poi dopo piu' di due anni sostenere il contrario senza aver mai provato a segnalare il problema?
- e' normale che gli operatori del 187, a chi cerca di sostenere le proprie ragioni in modo civile ed educato, rispondano in modo scostante e poco cortese invitando l'interlocutore a pagare e basta?
- e' normale che sia sempre l'utente a dover dimostrare la propria "innocenza" e non viceversa? Purtroppo la mia zona non e' ancora servita dalle compagnie concorrenti e saro' costretto, ancora non so per quanto, a pagare il canone e quant'altro alla TELECOM, ma l'impressione e' che questa societa', se ricorre a questi mezzi per incrementare gli introiti, e' destinata a soccombere sul piano della concorrenza e non solo dal punto di vista tariffario, ma soprattutto da quello della cortesia!
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Il giorno 21 dicembre 2004 alle ore 13,00 mi e' stata recapitata una lettera della TELECOM dal Servizio Clienti Consumer, sede di Catania, datata 4/12/2004, con la quale, in termini perentori, mi viene chiesto il pagamento di una fattura di 792,50 euro a saldo di una fattura scaduta il 18/10/2002. Mi attivo subito e chiamo il 187 per chiedere ulteriori spiegazioni, in quanto in quel periodo mi avvalevo del servizio di domiciliazione della bolletta telefonica e quindi non potevo non aver pagato quanto richiesto. In termini molto bruschi e sbrigativi l'operatore mi invita a pagare perche' la fattura e' scoperta; a questo punto mi reco in banca a chiedere spiegazioni e l'impiegato inoltra una richiesta urgente degli estratti conto di quel periodo alla sede centrale al fine di verificare se tale importo e' stato corrisposto alla TELECOM. Mi spiega pero' che passeranno una quindicina di giorni per avere tale documentazione in quanto non piu' in possesso della filiale dove io ho il conto corrente. Al mattino seguente (22 dicembre), meraviglia dell'efficienza, mi viene interrotta l'utenza telefonica: non sono trascorse neanche 24 ore da quando ho ricevuto la richiesta! Mi metto di nuovo in comunicazione col 187 per protestare per questa violenza e mi viene risposto che o pago di nuovo l'importo (quasi 800 euro) o dimostro che la banca ha provveduto al pagamento faxando la prova documentale ad un numero che mi viene fornito! A questo punto ho sollecitato in modo pressante il Direttore della filiale della mia banca il quale, capito il mio problema si e' attivato personalmente con la persona che, nella sede centrale dell'Istituto, conserva gli estratti conto degli anni precedenti. Avuto per sua cortesia ed in via del tutto straordinaria un fax col quale si dimostrava l'infondatezza delle richiesta della societa' telefonica, ho inoltrato tale documento col quale sono riuscito, seppur in modo provvisorio, a farmi riattivare la linea. Vorrei fare alcune considerazioni in merito alla vicenda occorsami: - e' inaudito vedersi recapitare una richiesta perentoria di pagamento e vedersi sospendere l'utenza al mattino seguente senza che all' utente venga dato il tempo materiale di provare le sue ragioni. Non sara' sembrato strano al Dirigente del procedimento che una persona che ha la domiciliazione della bolletta da anni e che poi l'ha avuta ancora per anni possa aver dato alla banca istruzioni per omettere solo il pagamento di quella contestata?
- non sara' sembrato strano allo stesso Dirigente che una persona che ha un rapporto con la stessa societa' telefonica da piu' di 30 anni e che mai ha pagato in ritardo e tanto meno omesso un pagamento possa aver saltato solo quel pagamento?
- e' normale inviare decine di fatture (da ottobre 2002 a dicembre 2004) in cui e' scritto che "il pagamento delle fatture precedenti e' regolare" e poi dopo piu' di due anni sostenere il contrario senza aver mai provato a segnalare il problema?
- e' normale che gli operatori del 187, a chi cerca di sostenere le proprie ragioni in modo civile ed educato, rispondano in modo scostante e poco cortese invitando l'interlocutore a pagare e basta?
- e' normale che sia sempre l'utente a dover dimostrare la propria "innocenza" e non viceversa? Purtroppo la mia zona non e' ancora servita dalle compagnie concorrenti e saro' costretto, ancora non so per quanto, a pagare il canone e quant'altro alla TELECOM, ma l'impressione e' che questa societa', se ricorre a questi mezzi per incrementare gli introiti, e' destinata a soccombere sul piano della concorrenza e non solo dal punto di vista tariffario, ma soprattutto da quello della cortesia!
Risposta ADUC
a fronte di un eventuale mancato pagamento, il distacco sarebbe legittimo, pero' potrebbe comunque contestare il mancato rispetto dei termini di preavviso necessari, richiedendo il rimborso del danno. I pagamenti, poi, sono liberatori solo se giungono al creditore: ma per questo tipo di pagamenti ci sono degli accordi, pertanto le e' sufficiente dimostrare di avervi provveduto. Il punto, e' che i termini non sono stati tali da consentirle la prova. Pertanto, si consiglia d'inviare una raccomandata A/R a Telecom, rilevando ancor piu' l'infondatezza della richiesta, intimando che si provveda entro 15 gg a rimborsare il danno arrecato a fronte di detto inadeguato preavviso, ancor piu' a fronte di un conclamato adempimento e dando avviso che in difetto agira' in giudizio. Il primo passo sara' di rivolgersi al Corecom.
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