Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 dicembre 2004
Gentile ADUC sono un signora di 40 anni, vi chiamo per chiedervi aiuto riguardo un fatto successomi tre giorni fa. Circa 2 mesi fa, ho acquistato presso un negozio, dove oltretutto ero gia' cliente un pigiama, che fino ad oggi non ha mai usato tenendolo conservato nell'armadio. Solo ieri, quando avevo deciso di indossarlo, mi sono accorta che, il capo in questione, era stinto. Portatami presso il negozio, per far valere le mie dimostranze, la proprietaria, anziche' sentire le mie ragioni, aggredendomi verbalmente, mi accusava che il difetto (riscontrato dalla stessa) era dovuto ad un cattivo lavaggio del capo da parte mia. Inutili sono stati i tentativi di farmi credere che il capo in questione non era stato mai lavato, tanto che ho lasciato il negozio urlando sia io che la proprietaria. Portatami presso un negozio di una mia amica, quest'ultima mi confermava che il capo non era stato mai lavato e che la stintatura era dovuta ad una eccessiva esposizione del capo al sole (probabilmente in vetrina). Premetto che il difetto al momento dell'acquisto non l'ho riscontato perche' le luci del negozio (le cosiddette luci fredde) non mi hanno permesso di riscontrare il problema al momento dell'acquisto. Ora mi domando? E' mai possibile che e' un consumatore ONESTO debba subire simili angherie? E' pur vero che forse il gioco non vale la candela, visto che il presso del capo e di ¤ 25,00, ma a< mio avviso il principio non ha prezzo. Vi ringrazio anticipatamente per l'assistenza e porgo Distinti Saluti.
Luisa, da Marano/Napoli
Luisa, da Marano/Napoli
Risposta ADUC
la legge 24/2002 e' quella che responsabilizza il RIVENDITORE per due anni per eventuali vizi originari, che potrebbe essere anche il suo caso. Glielo ricordi al venditore, aggiungendo che la stessa legge presuppone che nei PRIMI SEI MESI dall'acquisto il vizio e' esistente, SALVA DIMOSTRAZIONE CONTRARIA DA PARTE DEL VENDITORE STESSO E IN MANIERA UFFICIALE. Se non dovesse sentir ragioni, invii a questo commerciante una raccomandata A/R in cui presenta la sua richiesta di RIPARAZIONE o SOSTITUZIONE o RIMBORSO DEI SOLDI, chiedendo che sia esaudita entro 15 giorni dal ricevimento della stessa raccomandata, minacciando in alternativa le vie legali. Se non dovesse risponderle o lo facesse in modo per lei non esaustivo, si rivolga al giudice di pace (fino a 500 euro si sta in giudizio senza spese e senza avvocato). clicca qui
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