Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 dicembre 2004
Domanda 21 dicembre 2004
Cara ADUC. Ho acquistato un cellulare Motorola in data 30 ottobre 2004, dopo 3 giorni di utilizzo il cellulare non si e' piu' acceso. L'ho portato dal venditore sperando in una sostituzione immediata del prodotto. Mi ha risposto che assolutamente non poteva sostituirlo perche' il timer chiamate doveva essere 0 minuti per legge (dovrebbero invece essere 15min se non sbaglio). Il cellulare e' stato spedito in assistenza e dopo 7 giorni sono tornato in possesso del prodotto riparato (sostituzione scheda elettronica e batteria tampone) Il cellulare ha funzionato solo per altri 5 giorni e nuovamente non si e' piu' acceso. Al che, tornato dal venditore e inviato il telefono nuovamente in riparazione, dopo 3 settimane mi e' stata dato come responso che l'apparato elettronico e' ossidato a causa del mio utilizzo errato e quindi non riparabile in garanzia. Cosa che reputo grave e' che la batteria originale con cui era stato spedito non e' piu' la stessa, bensi' una batteria vecchia e ossidata di sicuro non appartenente al cellulare che avevo acquistato. Sono sicuro che il mio utilizzo del telefono, per quello che ho potuto utilizzarlo (10 giorni in totale) non e' stato cosi' maldestro e il cambio di batteria mi sembra cosa molto strana. Il venditore di tutto questo se ne e' lavato le mani dicendomi che cio' che fa testo e' il responso del tecnico del centro di assistenza e se voglio chiarimenti mi devo arrangiare e contattare personalmente il centro di assistenza. Alla fine di questa disavventura mi ritrovo con un cellulare guasto, con batteria di chissa' quale origine e con un venditore che avrebbe chiuso cosi' la faccenda. Come mi consigliate di procedere? Vi ringrazio anticipatamente per la sicura e soddisfacente risposta.
Leonardo, da Cittadella

Risposta ADUC
la legge 24/2002 e' quella che responsabilizza il RIVENDITORE per due anni per eventuali vizi originari, che potrebbe essere anche il suo caso. Glielo ricordi al venditore, aggiungendo che la stessa legge presuppone che nei PRIMI SEI MESI dall'acquisto il vizio e' esistente, SALVA DIMOSTRAZIONE CONTRARIA DA PARTE DEL VENDITORE STESSO E IN MANIERA UFFICIALE, QUINDI NON PAROLE, MA UN ATTO SCRITTO CHE DIMOSTRA IL SUO CATTIVO UTILIZZO DEL TELEFONINO. Detto questo le conviene comunque inviare a questo commerciante una raccomandata A/R in cui presenta la sua richiesta di RIPARAZIONE o SOSTITUZIONE o RIMBORSO DEI SOLDI, chiedendo che sia esaudita entro 15 giorni dal ricevimento della stessa raccomandata, minacciando in alternativa le vie legali. Se in risposta ottenesse la perizia scritta, pero' le cose si complicano, perche' per dimostrare le sue ragioni le occorrera' una contro perizia da effettuare a sue spese, per poi andare dal giudice di pace, oppure richiedere una contro perizia allo stesso giudice, che pero' potrebbe tenere per buona quella del commerciante. Se, invece il commerciante non dovesse risponderle o lo facesse in modo per lei non esaustivo (senza perizia, dunque), si rivolga al giudice di pace (fino a 500 euro si sta in giudizio senza spese e senza avvocato): clicca qui
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