Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 dicembre 2004
Buongiorno, a settembre abbiamo acquistato una cucina SCAVOLINI, che abbiamo pagato tanto, anche per la garanzia di qualita' che dovrebbe assicurare. Dopo una sola settimana dal montaggio, alla prima cena che abbiamo preparato, questo il risultato: una anta si e' spaccata e bruciata in quanto sbatte sui faretti montati sopra la cucina (ideati e montati male), inoltre il top in formica - plastica(quindi il pianale della cucina) si e' bruciato a fianco del piano cottura, senza motivo in quanto non abbiamo appoggiato nulla di bollente o simili (anche perche' quello e' uno spazio talmente piccolo che una pentola non c'entra!). Sono mesi che discuto con il negozio che mi ha venduto la cucina e, dopo un sopralluogo, la loro risposta e' che: ci cambiano l'anta (con tempi biblici!), ma dicono che Scavolini non intende cambiare il top, non so con quale motivazione. Io voglio la cucina perfetta, credo di averne diritto! Domani ho appuntamento da loro e intendo pretendere la sostituzione anche del top, a spese loro o di Scavolini. Posso pretendere questo? sapete indicarmi una normativa o altro alla quale appoggiarmi? In alternativa si puo' richiedere un rimborso parziale? o addirittura passare a vie legali se non volessero concederci nulla? Sarei grata se riusciste a rispondermi in giornata, dato che domani ho l'appuntamento!! Grazie mille. Saluti (e complimenti per il sito!).
Alessia, da Roma
Alessia, da Roma
Risposta ADUC
la legge 24/2002 e' quella che responsabilizza il RIVENDITORE per eventuali vizi originari, che potrebbe essere anche il suo caso. Glielo ricordi al venditore, aggiungendo che la stessa legge presuppone che nei PRIMI SEI MESI dall'acquisto il vizio e' esistente, salva dimostrazione contraria da parte del venditore stesso e in maniera ufficiale. Se non dovesse sentir ragioni, invii a questo commerciante una raccomandata A/R in cui presenta la sua richiesta di RIPARAZIONE o SOSTITUZIONE o RIMBORSO DEI SOLDI, chiedendo che sia esaudita entro 15 giorni dal ricevimento della stessa raccomandata, minacciando in alternativa le vie legali. Se non dovesse risponderle o lo facesse in modo per lei non esaustivo, si rivolga al giudice di pace (fino a 500 euro si sta in giudizio senza spese e senza avvocato).
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