Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 dicembre 2004
Domanda 12 dicembre 2004
Egregi Signori mi trovo in una situazione imbarazzante, che riassumo:
- Nel 2003 faccio firmare una petizione ai condomini dello stabile dove abito per prendere in gestione una striscia di terreno davanti alla mia proprieta' e delimitare il tutto con un "apparato mobile" (fioriere?) di modo che si possa far manutenzione eventuale ai tombini comuni di quella parte.
- Nella primavera 2004 eseguo i lavori (fioriere + trapianto a spese mie), ma scopro che la petizione non era stata ratificata causa "caduta" del precedente amministratore - Solito vicino scansafatiche e pidocchioso con giardino uguale al mio contesta perche' non vuole mettere le fioriere: nella nuova riunione mi si concede l'uso purche' le sia tenuto in maniera decorosa - Oggi: mi si notifica che la siepe e' indecorosa e che visto che "si e' venuti a conoscenza che voglio vendere" (pettegolezzi di nulla facenti) si chiede di ripristinare tutto com'era prima. La verita' e' che io non vendo ora, ma tra un anno e 3 mesi (marzo 2006), poiche' mi urta questa intromissione di gente cosi' meschina, voglio recapitare all'amministratore la seguente lettera: Intervengo alla riunione con questa mia, inviata con RR, quindi di valore legale.
In riferimento alla comunicazione inviatami, Le rispondo che non sono in procinto di vendere l'appartamento. Riterrei piu' opportuno e professionale da parte sua se svolgesse il suo lavoro senza badare a pettegolezzi di condomini cosi' spensierati e privi di problemi da farsi carico di quelli altrui. Gradire inoltre che fosse rispettato il mio diritto alla riservatezza, ai sensi del D.L.vo 196/2003, il cui mancato rispetto, come Lei ben sa, costituisce anche reato (art. 169 del Codice), che prevede l'arresto sino a due anni o l'ammenda da 10 mila euro a 50 mila euro. Per quanto riguarda la manutenzione della siepe, tale siepe verra' sistemata nei tempi e nei modi piu' opportuni. Poiche' la siepe appartiene ad una proprieta' privata, diffido Lei o i condomini dal portare avanti qualsiasi iniziativa senza il mio consenso, poiche' tali iniziative verranno legalmente perseguite. Distinti Saluti. Vorrei sapere se:
1) questa lettera e', dal punto di vista legale, efficace, oppure se devo cambiare/migliorare qualcosa.
2) se mi costringono (come sara' ovvio perche' sono dei pecoroni) a riportare tutto come prima, posso pretendere il risarcimento delle fioriere, del lavoro svolto, e del ripristino?
3) Una questione di tale genere si risolve in conciliazione dal giudice di pace o va portata a livelli piu' alti? L'avvocato ce l'ho gia', vorrei solo sapere se devo usarlo o no.
RingraziandoVi per l'aiuto, Vi porgo Cordiali Saluti.
Anna, da Mira/Venezia

Risposta ADUC
che la siepe sia indecorosa e' alquanto improbabile, pero' e' anche vero che comunque sia -non essendo sua la striscia- la concessione da parte del proprietario (condominio) e' sottoposta a certe limitazioni. Il punto e': quali sono queste limitazioni? Devono risultare nell'atto -la delibera cui si riferisce- i termini nei quali le e' stato concesso l'uso. Altrimenti, si apre un contenzioso per identificarli, detti termini. La raccomandata non puo' sostituirla alla riunione: e' solo una replica alla comunicazione gia' ricevuta. Il che, puo' anche essere la soluzione piu' adeguata -in prima battuta- in quanto a lettera si risponde con lettera. Poi, seguira' l'azione civile. Se invece ci fosse un'assemblea, forse fa bene a presenziare (fermo restando che il diritto puo' LEGITTIMAMENTE esserle revocato dall'assemblea -in che termini? Dipende dalle condizioni precedenti) comunque sia la decisione puo' poi essere impugnata in giudizio entro 30 gg. La sua lettera forse e' un po' pesa -poteva forse essere piu' incisiva anche senza riferimenti penali: e' un elemento che dimostra di solito una certa debolezza che invece al momento non ha motivo di avere- ma non ci sono irregolarita'. Il risarcimento le e' richiedibile solo se vengono disattesi i termini della concessione originaria, altrimenti se la revoca e' regolare non c'e' danno. L'opposizione ad una delibera richiederebbe il legale.
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