Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 dicembre 2004
Gentilissima Aduc, nel 1998 presi in locazione una casa pagando un anticipo pari a Lire 1.800.000 con un affitto mensile di lire 600.000. Dopo 3 mesi lasciavo l'abitazione (non avevo fatto nessun contratto di durata) detraendo lire 600.000 dall'anticipo. Al momento della consegna delle chiavi non mi venivano restituita la rimanente somma di lire 1.200.000. Lascia lo stesso le chiavi dell'abitazione ai proprietari, ma successivamente ricevetti una condanna penale e civile per danni arrecata all'abitazione in questione. Decisi di fare opposizione come imputata dei seguenti reati: a) del reato di cui all'art. 635 c.p. perche' danneggiava alcuni mobili ed elettrodomestici di proprieta' xxxx che si trovavano all'interno dell'abitazione ubicata a xxxx b) del reato di cui agli art. 81 e 594 CP perche' offendeva l'onore ed il decoro di xxxxx a mezzo telefono, proferendo le seguenti espressioni; "puttana, vacca"; c) del reato di cui agli art. 81 e 612 CP perche' minacciava xxxx un ingiusto danno rivolegendole la seguente frase: "quando ti vedo per strada ti sparo".
Venivo assolta innanzi al Giudice Monocratico per quel che concerne il capo A per non avere commesso il fatto e dichiarata colpevole dei reati ai capi "b" e "c". Successivamente veniva fatto appello innanzi alla corte d'appello di Genova per i capi "b" e "c" in quanto comparivano elementi di illogicita' e contraddizioni tra la querela fatta dalla controparte e le dichiarazioni di questa nel processo. Nella querela venivano dichiarate 3 telefonate con ingiurie minacce, mentre nel processo parlavano di una sola telefonata con data ed ora diversa da quanto ascritto sulla querela. La corte d'appello nonostante cio' mi condannava per i capi "b" e "c" unitamente al capo "a". Tengo a precisare che il PM innanzi al giudice monocratico in merito al capo "a" non faceva impugnazione. Chiedo alla luce di questi fatti se vi e' la possibilita' di un ricorso in Cassazione, in quanto, in merito al capo "b" e "c" a mio avviso il mio avvocato non si e' soffermato, quando invece magari per attestare la mia innocenza poteva fare richiesta dei tabulati telefonici in entrata della controparte. Come mai in appello non e' stato tenuto conto delle dichiarazioni fatte al momento della querela e quelle invece portate avanti nell'udienza di 1° e 2° grado? E come e' possibile condannare una persona per ingiurie e minacce telefoniche senza avere prove certe, come tabulati telefonici? La mia fedina penale e' rimasta totalmente pulita, ma mi trovo a dover sostenere il risarcimento dei danni per un ammontare di quasi 10.000 euro.
Luciana, Massa
Venivo assolta innanzi al Giudice Monocratico per quel che concerne il capo A per non avere commesso il fatto e dichiarata colpevole dei reati ai capi "b" e "c". Successivamente veniva fatto appello innanzi alla corte d'appello di Genova per i capi "b" e "c" in quanto comparivano elementi di illogicita' e contraddizioni tra la querela fatta dalla controparte e le dichiarazioni di questa nel processo. Nella querela venivano dichiarate 3 telefonate con ingiurie minacce, mentre nel processo parlavano di una sola telefonata con data ed ora diversa da quanto ascritto sulla querela. La corte d'appello nonostante cio' mi condannava per i capi "b" e "c" unitamente al capo "a". Tengo a precisare che il PM innanzi al giudice monocratico in merito al capo "a" non faceva impugnazione. Chiedo alla luce di questi fatti se vi e' la possibilita' di un ricorso in Cassazione, in quanto, in merito al capo "b" e "c" a mio avviso il mio avvocato non si e' soffermato, quando invece magari per attestare la mia innocenza poteva fare richiesta dei tabulati telefonici in entrata della controparte. Come mai in appello non e' stato tenuto conto delle dichiarazioni fatte al momento della querela e quelle invece portate avanti nell'udienza di 1° e 2° grado? E come e' possibile condannare una persona per ingiurie e minacce telefoniche senza avere prove certe, come tabulati telefonici? La mia fedina penale e' rimasta totalmente pulita, ma mi trovo a dover sostenere il risarcimento dei danni per un ammontare di quasi 10.000 euro.
Luciana, Massa
Risposta ADUC
non possiamo dirle se vi siano o meno elementi sufficienti. Ci limitiamo ad una considerazione banalissima: le hanno addirittura riconfermato in corte superiore un capo d'imputazione che neanche il pm aveva impugnato, si figuri quanto sia possibile per chiunque fare delle previsioni. Quanto possiamo dirle e' che sicuramente ricorrere in Cassazione ha costi ulteriori: e che solo un avvocato che esamini gli atti puo' esprimere un parere -pur col rischio di non poter in ogni caso dare una previsione corretta.
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