Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 dicembre 2004
Domanda 7 dicembre 2004
Salve, volevo chiedervi un consiglio su come comportarmi nei confronti di Poste Italiane per un problema piuttosto scocciante. Il primo Settembre ho spedito un pacco ordinario con contrassegno di 203.58¤ a seguito di una vendita via internet, materiale per computer. Il pacco e' stato regolarmente ricevuto nei termini previsti, non cosi' il mio assegno di ritorno che doveva arrivarmi entro 30 gg dalla consegna. A seguito di diverse chiamate e di 2 reclami via mail (con l'apposito modulo del sito delle Poste) e uno cartaceo consegnato allo sportello di Pisa centro (da cui avevo spedito il pacco), sono stato contattato due volte da operatori del customer care delle Poste che mi dicevano (a distanza di 20 gg uno dall'altro) che la mia pratica era in stato avanzato (di decomposizione?) e avrei presto ricevuto l'assegno. Oggi a distanza di 3 mesi dalla spedizione, chiamo il customer care e mi dicono che il contrassegno non risulta pagato e le Poste se non c'e' il denaro non pagano, dicendomi per l'ennesima volta che avrebbe fatto un sollecito. Considerato che la merce e' stata consegnata, non vedo dove stia l'attenuante per le Poste: il contrassegno nasce proprio per consentire di scambiare merce senza necessita' di anticipare o posticipare il denaro rispetto all'invio della stessa, ed al momento della consegna e' responsabilita' del corriere in vece della sua compagnia (e quest'ultima in vece di Poste Italiane), di ritirare il denaro secondo quando riportato sulla bolla di contrassegno. Secondo l'operatore, il reclamo e i solleciti sono l'unico modo che ho per far sentire i miei diritti alla divisione competente delle Poste, ma fra un reclamo, un sollecito, una chiamata dell'operatore per tranquillizzare il cliente ecc., il tempo passa, i soldi non arrivano e mi tocca spendere tempo e denaro per stare dietro a tutta questa storia. Insomma, di temi voi cosa si puo' fare! Grazie mille.
Cesare, da Pisa

Risposta ADUC
non continui a perder tempo con tali inefficienti servizi, invii subito alle Poste una raccomandata A/R in cui intima di darle il dovuto entro 15 giorni e minaccia in alternativa le vie legali. Senza soddisfazione vada subito al giudice di pace della sua citta', che per questioni come la sua non ha costi e non necessita' della presenza di un avvocato.
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