Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 dicembre 2004
A fine giugno mi e' stato regalato un costume da bagno. Non essendo della mia taglia sono andata nel negozio (entro i limiti di legge, credo, 10 giorni) con lo scontrino ma della mia taglia nulla. La proprietaria si e' rifiutata di darmi in dietro i soldi dicendo che "non si poteva fare" e che avrei dovuto prendere qualcos'altro. Ho provato a protestare chiarendo che era mio diritto riavere in dietro i soldi in quanto loro mancavano della taglia ed io avevo bisogno di un costume da bagno. Alla fine ho accettato, mi sono guardata attorno ma non trovando nulla di interessante la signora mi ha "concesso" un buono di spesa, scrivendo su di un pezzetto di carta il mio nome, l'importo e firmandolo assicurandomi che "dopo l'estate ci sarebbe stata molta merce di mio gradimento"... ritirandomi lo scontrino (nonostante le mie proteste). Una volta tornata nel negozio in autunno, la signora mi ha detto che il buono era scaduto e che non poteva farmi recuperare neanche parte della somma (si tratta di 49 euro). E' vero? Cosa posso fare? Stoltezza mia o scorrettezza punibile da parte della commerciante? Forse un po' tutte e due... pero' mi chiedo: dal punto di vista fiscale come fa la commerciante a giustificare un'entrata senza una corrispettiva uscita di merce? I buoni sono leciti e scadono? Non andrebbe chiaramente indicato sul buono (che suppongo non debba essere un foglietto volante bensi' un "foglio ad hoc") se e quando scadra'? Vi ringrazio.
Federica, da Roma
Federica, da Roma
Risposta ADUC
non esiste il diritto al cambio della merce quando la stessa e' acquistata in un esercizio commerciale. Ma solo quando questa merce presenta un difetto di produzione. Quindi il commerciante e' stato disponibile con lei: quello che ha fatto e' solo cortesia. Non si capisce, pero', perche' poi si sia tirato indietro. Sul buono (che non ha alcuna regola per come dovrebbe essere) non ha scritto la scadenza, e poi non e' passato cosi' tanto tempo, quindi ci sembra un buono a tutti gli effetti da lei esigibile. Si faccia valere in questo senso, anche, in ultima istanza, intimando con una raccomandata A/R di darle il dovuto, altrimenti si recherà' in giudizio. Il che vuol dire giudice di pace della sua citta'.
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