Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2004
Spett.le Aduc, le scrivo perche' ho un problema con la TIM. A giugno 2004 ho subito il distacco della linea in quanto risultavo moroso e, dopo aver verificato, ho riscontrato che la morosita' era dovuta al fatto che inizialmente la mia utenza era un'utenza aziendale ed in un momento di crisi della stessa azienda l'amministratore unico della stessa aveva deciso, autonomamente e senza preavviso, la modifica del contratto da "business" a individuale in abbonamento. In seguito a cio' mi sono recato dal mio legale per intentare azione legale, ancora in corso, verso l'amministratore dell'azienda. Dopo verie telefonate con la Tim decido comunque di saldare il debito che ho contratto con loro cosi' da cancellare il mio nome dal database dei morosi. L'accordo tra le parti, io e la Tim, prevedeva una rateizzazione dell'importo dovuto in 3 rate. Ho provveduto al saldo totale in anticipo di quasi un mese rispetto alle scadenze mensili prefissate dal gestore ma nonostante cio' mi sono comunque arrivate 2 bollette che comprendono il canone bimestrale, tassa di concessione governativa e I.v.a. Per chiarire ulteriormente io avevo chiesto di mantenere il numero. Nella telefonata in cui io accettavo la proposta di rateizzazione del debito ero stato chiaro con l'operatrice in quanto le richiedevo rassicurazioni sul fatto che non avrei ricevuto piu' bollette con canone da pagare in quanto non e' conveniente per me l'utenza in abbonamento ma piu' conveniente la soluzione con la scheda prepagata. L'operatrice mi aveva rassicurato di cio' ed io mi sono fidato. Dopo aver ricevuto queste due bollette chiamo piu' volte il 119 e svariati operatori mi dicevano che l'importo della voce in bolletta relativa al canone, dato che il servizio e' "disdetto", effettivamente non era dovuto per cui la procedura da fare sarebbe stata comunque quella di pagare per poi attendere entro 90 gg una nota credito. Purtroppo non gli credo piu'. In buona fede sono diventato "moroso", prima dei termini prefissati ho saldato il mio debito e nel frattempo non mi hanno riattivato il servizio adesso pretenderebbero che li saldi per poi attendere il rimborso del canone "non dovuto" che secondo me dovrebbe essere calcolato da Giugno 2004. Le mie domande sono per cui:
1) Se il gestore "blocca" la linea e quindi l'erogazione del servizio, sono tenuto a pagare il canone?
2) Devo credere alla Tim quando mi dice che i rimborsi avvengono in 90 gg?
3) Il mio caso, rientra nella casistica di quelli "rimborsabili"?
4) In caso di rimborso sarebbe corretto calcolare il canone "non dovuto" dal momento della disattivazione della linea?
Perdoni la prolissita' ma volevo essere sufficientemente chiaro per non darla vinta alla Tim tanto che oramai ho deciso di cambiare gestore purtroppo perdendo il numero. Cordiali saluti.
Luigi, da Cardito
1) Se il gestore "blocca" la linea e quindi l'erogazione del servizio, sono tenuto a pagare il canone?
2) Devo credere alla Tim quando mi dice che i rimborsi avvengono in 90 gg?
3) Il mio caso, rientra nella casistica di quelli "rimborsabili"?
4) In caso di rimborso sarebbe corretto calcolare il canone "non dovuto" dal momento della disattivazione della linea?
Perdoni la prolissita' ma volevo essere sufficientemente chiaro per non darla vinta alla Tim tanto che oramai ho deciso di cambiare gestore purtroppo perdendo il numero. Cordiali saluti.
Luigi, da Cardito
Risposta ADUC
l'accordo ha senso se e' formulato per iscritto: se ha solo un "gentlemen agreement" con una qualsiasi operatrice senza importanza della Tim, ci pare che abbia grosse difficolta' a farlo prendere in considerazione, gia' ci pare miracoloso che non le abbiano contestato, su queste basi, la rateizzazione medesima. Ad ogni modo, poteva anche trattarsi di mero errore, tuttavia occorreva che quantomeno contestasse per raccomandata. Deve capire che limitarsi a contattare per telefono non ha senso alcuno: in primo luogo tratta con soggetti che non hanno titolo decisionale dal punto di vista legale (il call center e' solo un'assistenza tecnica) ed in secondo luogo non ha comunque mai nulla di scritto da far valere in seguito. Quantomeno, se voleva cessare il rapporto in quei termini o comunque variarlo, occorreva inviasse una raccomandata almeno per quello. Possiamo solo consigliarle di prendere visione del contratto per verificare in quali termini risulti obbligato e come cessare il rapporto; e comunque di provare a contestare facendo presenti i fatti cosi' come le sono stati garantiti a voce (non si sa mai, potrebbero essere disponibili) inviando a Tim una raccomandata, intimando di provvedere entro 15 gg al rimborso e dando avviso che in difetto agira' in giudizio - rivolgendosi poi al Corecom per una conciliazione.
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