Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 dicembre 2004
Salve, ho un problema con un negozio di abbigliamento che non ne vuole di sapere di addivenire a un accordo bonario per la sostituzione o il rimborso di un abito da sera nero che ho acquistato presso di loro e che si e' rovinato dopo il lavaggio a secco. Espongo i fatti: il capo, dopo essere stato indossato una sola volta, e' stato portato in tintoria e al ritiro ho constatato che la parte posteriore del corpino era sparsa di puntini bianchi. Mi sono rivolta ovviamente alla tintoria la quale mi ha assicurato di aver scrupolosamente seguito le indicazioni della etichetta interna di manutenzione che prevedeva il lavaggio a secco, rilasciandomi una lettera in cui dichiarano di non assumere alcuna responsabilita' per il danno proprio per aver seguito alla lettera le indicazioni dell'azienda produttrice. Mi rivolgo quindi al negoziante che si mostra subito certo di conoscere il motivo del danno: la colla di una etichetta adesiva che loro stessi hanno posto all'interno (sul retro del corpino) proprio sopra l'etichetta dell'azienda produttrice, coprendola, per pubblicizzare il marchio del negozio: asseriscono quindi che si tratta di una disattenzione della tintoria che avrebbe dovuto staccarla prima di procedere al lavaggio a secco, adducendo anche la motivazione che hanno venduto centinaia di abiti e nessuno ha avuto problemi nel lavaggio dopo averla rimossa. Tutto questo con la massima arroganza e rifiutando persino di accettare una raccomandata a mano che avevo loro indirizzata e portato direttamente in cui chiedevo il risarcimento o sostituzione del capo. Vorrei sapere gentilmente da voi come devo contenermi per ottenere giustizia visto che, applicando inopinatamente quell'etichetta adesiva pubblicitaria, senza darne comunicazione ne' a voce ne' modificando l'etichetta di manutenzione, hanno causato il danneggiamento del capo. Grazie per la risposta.
Paola, da Roma
Paola, da Roma
Risposta ADUC
consigliamo di inviare al commerciante una raccomandata A/R in cui intima di rimborsarle il dovuto entro 15 giorni dalla ricezione, e minaccia in alternativa le vie legali. Senza soddisfazione vada subito al giudice di pace della sua citta'.
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