Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 novembre 2004
Mio figlio frequenta il terzo anno della facolta' di letterre all'Universita' Statale di Milano. Premetto che ho sempre pagato le rate universitarie in modo regolare e nei termini previsti. Quest'anno la dichiarazione della condizione economica che va comunicata entro il 15 marzo di ogni anno, non e' stata fatta da mio figlio. Trascorsi pochi giorni dalla data di scadenza non e' stato piu' possibile fare la dichiarazione in quanto la segreteria si e' rifiutata di accettarla perche' tardiva. Io, comunque, entro i termini previsti, ho provveduto al versamento della quota ammontante a euro 351,68 oltre le spese di mora, facendo un versamento totale di euro 411,68 e allegando, a titolo giustificativo, copia della dichiarazione dei redditi relativa alla nostra famiglia. A questo punto inizia il calvario! L'universita' in data 14/10/04 mi comunica che ha provveduto al blocco della carriera universitaria di mio figlio, non essendo pervenuto il pagamento della rata, che mi viene richiesta nella misura di euro 1428, 82 pari alla fascia massima, poiche' non avendo effettuato la dichiarazione, e' li' che mi hanno inserita. Non riuscendo a concludere niente da sola (nessuno mi ascolta) mi rivolgo a un legale, trovando profondamente ingiusto, nonche' incostituzionale, un provvedimento del genere (a che titolo io devo sborsare 5 volte l'importo dovuto e per di piu' "a fondo perso" poiche' non e' previsto alcun rimborso, quando ho, comunque, provveduto al pagamento regolare, entro i termini e con tanto di documentazione? Se ho omesso di fare la dichiarazione entro il 15/3 ho sbagliato e lo riconosco pure, sono disposta a pagare un'ulteriore multa, anche il doppio del dovuto, ma francamente 1500,00 euro mi sembrano una rapina!!!!! E' una follia pretendere che una famiglia paghi una cifra del genere quando gia' si deve dissanguare per poter mantenere un figlio all'Universita'. Il legale manda una lettera... silenzio... suggerisce di fare un esposto sottoscritto da mio figlio e... sorpresa! Il 15/11/04 con R.R. ricevo la risposta che recita: "Con riferimento all'esposto in oggetto, con la quale la S.V. Chiede delucidazioni in merito al mancato accoglimento dell'esposto da Lei presentato in data 11/05/04, nonche' la revoca di tale decisione, si ribadisce che il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 27/05/2003 ha stabilito che l'inserimento dei dati relativi alla condizione economica poteva essere effettuato, per il suddetto anno accademico, entro il 2 febbraio 2004. Dal 3/2 al 15/03/04 l'inserimento o la modifica dei dati gia' segnalati poteva essere effettuato con l'addebito di una mora di euro 105, 00. Gli studenti che non hanno dichiarato la condizione economica entro il 15/03/04 dovranno versare il massimo dei contributi previsti per il proprio corso di studio..." Risultato: il legale mi ha chiesto la somma di euro 220,00 per la sua parcella, l'universita' mi chiede di versare un ulteriore importo di euro 1428,82 (ovviamente a " fondo perso "!) mio figlio ha la carriera sospesa (in dicembre dovrebbe dare degli esami) e io... non so piu' che pesci prendere! Vorrei sapere perche' dovrei pagare una cifra cosi' spropositata. E poi... a che titolo? Possono pretenderlo? (io credo di no). Far valere i propri diritti e' diventato quasi impossibile! Un'ultima cosa: possono sospendere la carriera universitaria di un ragazzo per questo "qui pro quo"? O e' una decisione del tutto arbitraria? Come posso far valere la ragione del buon senso e, credo, della legalita'? Sapete, mi dispiacerebbe dover soccombere a un'altra, ulteriore, amara, ingiustizia! Grazie per avermi letta.
Maria Antonietta, da Varese
Maria Antonietta, da Varese
Risposta ADUC
lo sa anche lei che non c'e' risposta o consiglio per quanto le e' accaduto, ma solo un eventuale atto di disponibilita' dell'amministrazione. Provi a interessare il rettore e il preside della specifica facolta', ma sapendo fin dall'inizio che non ha un diritto da vantare.
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