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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 novembre 2004
Domanda 29 novembre 2004
In data 10/11/2004, mia madre di anni 75, veniva convinta a firmare all'interno di un supermercato un contratto per l'acquisto di una poltrona per massaggi, dal costo di 2700 euro. Il pagamento veniva cosi' stabilito: 20 di caparra, 180 alla consegna e i restanti 2500 finanziati in 48 rate da 77.50 euro ciascuna. Mia madre resasi conto in seguito che l'operazione totale costava circa 4000 euro decideva di recedere dal contratto in base al decreto legislativo del 22 maggio 1999 n185. Venivamo immediatamente contattati dal venditore, che ci intimava di procedere all'acquisto minacciando in caso contrario di richiedere i danni per la messa in produzione della poltrona e delle relative spese sostenute. Dette spese venivano quantificate fino ad un massimo del 30% del valore dell'oggetto. Giova specificare che se il rivenditore dice il vero, la costruzione e' avvenuta prima della scadenza del diritto di giorni 10 al ripensamento. Desidero sapere se siamo passibili a richieste di risarcimento del venditore. Cordiali saluti.
Raoul, da Roma

Risposta ADUC
premesso che i giorni per l'esercizio del diritto di ripensamento sono 7 e non 10, perche' la legge a cui lei ha fatto riferimento riguarda gli acquisti fatti per telefono e Internet, non quelli fuori degli esercizi commerciali (che e' il caso di sua madre) in cui si applica la legge 50/92... per cui verifichi se il recesso e' stato fatto nei termini di legge. Il venditore puo' chiedere un piccolo risarcimento (non esiste il 30%...), ma relativo a spese di istruttoria della pratica e simili (quindi pochissima roba). Invece il discorso che le hanno fatto della poltrona che sarebbe gia' andata in produzione, non sta ne' in cielo ne' in terra, perche' nessun produttore sarebbe tanto folle da iniziare una specifica produzione, ordinata tramite un contratto stipulato fuori del proprio esercizio commerciale, senza che siano trascorsi i 7 giorni per l'eventuale esercizio del diritto di ripensamento... sempre se questi 7 giorni non fossero gia' trascorsi. Perche' se cosi' fosse, potra' solo accordarsi per una penale, e il 30% in questo caso non sarebbe una richiesta esosa.
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