Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 ottobre 2000
Oggetto: TELECOM ITALIA: TRUFFE E SOPRUSI AI DANNI DEGLI INTERNET PROVIDER
Non sapendo piu' come far valere i miei diritti nei confronti di un gigante come Telecom Italia, ho pensato di rivolgermi alla vostra associazione , con la speranza di ottenere un supporto o, almeno, un'indicazione su come potermi difendere.
Vi allego l'ultima lettera inviata a Telecom in cui c'e' la storia delle disavventure e delle angherie subite da un'azienda che continua ad abusare della sua posizione predominante sul mercato.
Certo di un Vostro cortese riscontro, colgo l'occasione per porgerVi cordiali saluti.
RACCOMANDATA A.R.
Spett. le TELECOM Italia S.p.a. Direzione Clienti Business
Via Generale Parisi, 13 80132 NAPOLI
OGGETTO: ENNESIMO RECLAMO
E' dal 1995 che la nostra societa' opera in Basilicata come Internet Service Provider ed e' dallo stesso che siamo clienti Telecom Italia. Nel 1995 abbiamo avviato la nostra attivita' con una linea di trasmissione dati a 19.2K. Da allora ad oggi abbiamo aumentato la capacita' della nostra linea prima a 64K, poi a 128K e oggi abbiamo un contratto Bigacces con una linea a 256K. Purtroppo dai tempi della linea a 19.2K ad oggi le prestazioni sono rimaste praticamente le stesse. I nostri reclami iniziano nel 1997 per diventare quotidiani nel 1998 (anche piu' chiamate all'Help Desk Interbusiness nella stessa giornata). Il disservizio lamentato e' da anni lo stesso: lentezza dei collegamenti, micro interruzioni della linea (pochi minuti) e macro interruzioni della linea con durate variabili tra 1 ora e due giorni. In questi anni i nostri reclami , le aperture di guasti all'Help Desk e gli interventi dei Vostri tecnici sono stati innumerevoli, ma mai abbiamo intravisto una soluzione al nostro problema. Oltre ai problemi di natura tecnica relativi alla trasmissione dati innumerevoli sono stati i problemi di natura contabile (errori sulle fatture fino a 14.000.000 di lire, fatture mai ricevute, fatture ricevute oltre la data di scadenza e su cui ci hanno anche addebitato il ritardato pagamento) e quelli sui nostri impianti telefonici. In questi anni abbiamo periodicamente richiesto l'attivazione di nuove linee telefoniche. Ad ogni attivazione e' seguito un reclamo per il mancato inserimento delle linee nel nostro PBX (con ulteriori disagi per i nostri clienti). Inoltre l'installazione delle linee sembra il risultato dell'intervento di un tecnico psicopatico ed alla richiesta di una verifica degli impianti ci e' stato risposto che, probabilmente, la colpa e' delle squadre di installatori che sono intervenute per conto di Telecom, ma che non sono direttamente dipendenti Telecom e che, quindi, la verifica sarebbe stata possibile solo addebitando l'intervento alla nostra societa'.
In ogni caso tutte le risposte da parte di Telecom sono state sempre e solo verbali e mai un tecnico ci ha lasciato un documento scritto dei problemi verificati.
Abbiamo ripetutamente chiesto all'Help Desk Interbusiness una stampa storica delle nostre segnalazioni (che gli stessi addetti ci dicono che ci spetta di diritto) e, ripetutamente e sempre verbalmente, ci e' stato risposto che la richiesta andava indirizzata ai nostri commerciali.
Nel settembre del 1998 abbiamo inviato la richiesta a mezzo raccomandata alla sede Telecom di Potenza. L'ing. *** ci rispondeva che queste non sono competenze del loro ufficio e che, quindi, la richiesta andava indirizzata alla sede di Napoli.
Nel 1999 abbiamo inviato, sempre a mezzo raccomandata AR, tre richieste alla sede di Napoli (all'attenzione della signora G*** e all'attenzione della Dott.ssa ***) e un'ulteriore richiesta e' stata inviata dal nostro legale. Questa volta neanche uno straccio di risposta.
Nel febbraio del 1999, perdurando lo stato altalenante di funzionamento della nostra linea, abbiamo chiesto, con una raccomandata AR, alla Vostra azienda (sede Potenza, Ing. ***) l'attivazione di una linea di backup per far fronte alle continue interruzioni e ci e' stato risposto verbalmente che non era possibile avere questo tipo di servizio.
Nel dicembre del 1999 abbiamo subito la sospensione del servizio per 3 giorni e mezzo (senza nessun preavviso) per una morosita' inesistente.
Anche in questo caso il motivo della sospensione ci e' stato comunicato verbalmente da un addetto dell'Help Desk ed e' stato ritrattato dai funzionari interpellati in merito alla questione. Stavolta, probabilmente per un eccesso di zelo di un Vostro funzionario, abbiamo ricevuto una lettera in cui la Telecom ci comunicava
di aver provveduto a far ripristinare la nostra linea.
In merito a quest'ultimo disservizio abbiamo anche avviato un'azione legale nei Vostri confronti.
Per tutto l'anno 2000 abbiamo rinunciato a inoltrare ulteriori reclami, visti i risultati e visto che il servizio commerciale di Potenza diretto dall'Ing.*** ha come unico interesse farci firmare i contratti, ma non e' tenuto a interessarsi dei nostri problemi e noi, non essendo a conoscenza dell'organigramma di Telecom Italia, non sappiamo piu' a chi rivolgerci.
Alla data di oggi la situazione e' diventata insostenibile e abbiamo provato, per un'ennesima volta, a far valere i nostri diritti (ammesso che ne abbiamo).
Dopo varie segnalazioni all'Help Desk la nostra linea e' stata tenuta sotto test dal Vostro CNA per un'intera nottata (con conseguente interruzione dell'erogazione dei nostri servizi). Il tecnico del CNA, sig. M**, ha rilevato una pessima qualita' della linea (la linea risulta fortemente irrorata) con elevata perdita di pacchetti. All'Help desk ci rispondono che la perdita dei pacchetti e' dovuta al traffico troppo elevato. Dall'interrogazione del router Telecom installato presso i nostri uffici ci risulta un traffico medio di 10/12K contro i "soli" 256K da noi regolarmente pagati. Questo significa che paghiamo il 100% di un servizio per usufruirne solo al 5%.
Oggi c'e' stato l'ultimo intervento tecnico di questa telenovela e il tecnico, come sempre solo verbalmente, ci ha spiegato che c'e' una certa "rigidita'" (termine quantomeno ambiguo) nell'utilizzo della banda internazionale (32K garantiti dietro salato pagamento), ma che oltre a questo non rileva particolari problemi.
Ci sembra di capire che Telecom Italia conosce solo i propri diritti (ricevere i pagamenti dei propri servizi), ma che, oltre a non erogarci i servizi che paghiamo, ben si guarda dal rilasciare dichiarazioni che potrebbero essere usate dal cliente per far valere i propri diritti (ricevere i servizi che da anni continua a pagare a caro prezzo). Non e' azzardato il paragone tra un'organizzazione di questo tipo e un'organizzazione di tipo mafioso, visto che in tutte e due nessuno sa niente, nessuno ha visto niente e nessuno lascia prove e tracce delle proprie azioni.
E non e' azzardato nemmeno parlare di concorrenza sleale, visto che la Telecom oltre a essere nostra fornitrice (in regime di monopolio) e' anche nostra concorrente attraverso il provider Tin.
Nonostante tutto cio' la nostra azienda dal 1995 e' stata leader di mercato in Basilicata. Dal 1999 la situazione si e' aggravata con l'esplosione dell'Internet gratis, operazione iniziata da Tiscali e seguita a ruota dai grandi provider, Tin compresa.
In questo frangente Telecom e' stata costretta a rilasciare a noi piccoli provider un contributo sul traffico telefonico generato dai nostri clienti pari a 11 Lire/minuto di traffico, limitando il contributo ai provider che sviluppassero almeno 292.000 minuti di traffico mensile. Nonostante l'internet gratis e tutti i disservizi di cui siamo stati oggetto fino alla fine del 1999 siamo riusciti a mantenere un alto livello di fidelizzazione dei nostri clienti (dovuto chiaramente alla nostra professionalita') e a rientrare nel tetto minimo di traffico. Dopo l'ennesimo disservizio di dicembre 1999 e l'ulteriore danno di immagine ai nostri danni ad esso dovuto, molti nostri cliente hanno preferito affidarsi ai servizi gratuiti come Club Tin che hanno il duplice vantaggio del costo nullo e di una qualita' di linea nettamente superiore alla nostra. Quindi da gennaio 2000 oltre al danno la beffa: il nostro traffico e' sceso al di sotto della soglia minima e abbiamo perso anche il diritto al contributo (almeno 35.000.000 di Lire alla data odierna). Inoltre abbiamo ricevuto in questi giorni le nuove condizioni per ottenere il contributo, peggiorative sia negli importi (6lire/minuto) che nella soglia di ingresso (minimo 420.000 minuti mensili + versamento una tantum di 500.000 lire per ogni linea telefonica da ammettere al contributo stesso).
Sempre in relazione al contributo, sul primo importo maturato ci sono stati trattenuti 32.000.000 di Lire relativi a partite scoperte che nessuno ha voluto documentarci. Mi sono recato personalmente a Napoli, dopo aver concordato un appuntamento con la dott.ssa ***, e non ho avuto un elenco di queste partite scoperte. Ho fatto richiesta alla stessa dott.ssa ***, a mezzo raccomandata AR, nel mese di giugno e non ho ottenuto nessuna risposta.
Sono sempre piu' convinto di essere oggetto di una truffa continuata, poiche' continuiamo a pagare da anni servizi di cui non usufruiamo.
Forse la Vostra azienda ha deciso che Memex.net deve chiudere?
Dubito che sia Telecom a dover decidere quali provider abbiano diritto a lavorare e quali no, ma mi rendo conto che, probabilmente, non abbiamo le armi legali per far valere i nostri diritti perche' noi siamo troppo piccoli nei confronti della Telecom, i Vostri contratti sono "blindati" e la legge italiana e' comunque troppo lenta. Ritengo che la battaglia tra Davide (Memex) e Golia (Telecom) vada spostata su un altro terreno e, quindi, mandero' copia di questa lettera a tutti gli organi di informazione (quotidiani, settimanali, mensili, radio e televisioni), alle associazioni di Internet Provider, a tutte le associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, all'Autorita' per le garanzie nella comunicazione , all'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, a tutte le riviste online, a tutti i newsgroup presenti in Internet che si occupano di temi inerenti i consumatori e/o le telecomunicazioni e i fornitori di servizi e a tutti i provider clienti Interbusiness.
Distinti saluti.
Non sapendo piu' come far valere i miei diritti nei confronti di un gigante come Telecom Italia, ho pensato di rivolgermi alla vostra associazione , con la speranza di ottenere un supporto o, almeno, un'indicazione su come potermi difendere.
Vi allego l'ultima lettera inviata a Telecom in cui c'e' la storia delle disavventure e delle angherie subite da un'azienda che continua ad abusare della sua posizione predominante sul mercato.
Certo di un Vostro cortese riscontro, colgo l'occasione per porgerVi cordiali saluti.
RACCOMANDATA A.R.
Spett. le TELECOM Italia S.p.a. Direzione Clienti Business
Via Generale Parisi, 13 80132 NAPOLI
OGGETTO: ENNESIMO RECLAMO
E' dal 1995 che la nostra societa' opera in Basilicata come Internet Service Provider ed e' dallo stesso che siamo clienti Telecom Italia. Nel 1995 abbiamo avviato la nostra attivita' con una linea di trasmissione dati a 19.2K. Da allora ad oggi abbiamo aumentato la capacita' della nostra linea prima a 64K, poi a 128K e oggi abbiamo un contratto Bigacces con una linea a 256K. Purtroppo dai tempi della linea a 19.2K ad oggi le prestazioni sono rimaste praticamente le stesse. I nostri reclami iniziano nel 1997 per diventare quotidiani nel 1998 (anche piu' chiamate all'Help Desk Interbusiness nella stessa giornata). Il disservizio lamentato e' da anni lo stesso: lentezza dei collegamenti, micro interruzioni della linea (pochi minuti) e macro interruzioni della linea con durate variabili tra 1 ora e due giorni. In questi anni i nostri reclami , le aperture di guasti all'Help Desk e gli interventi dei Vostri tecnici sono stati innumerevoli, ma mai abbiamo intravisto una soluzione al nostro problema. Oltre ai problemi di natura tecnica relativi alla trasmissione dati innumerevoli sono stati i problemi di natura contabile (errori sulle fatture fino a 14.000.000 di lire, fatture mai ricevute, fatture ricevute oltre la data di scadenza e su cui ci hanno anche addebitato il ritardato pagamento) e quelli sui nostri impianti telefonici. In questi anni abbiamo periodicamente richiesto l'attivazione di nuove linee telefoniche. Ad ogni attivazione e' seguito un reclamo per il mancato inserimento delle linee nel nostro PBX (con ulteriori disagi per i nostri clienti). Inoltre l'installazione delle linee sembra il risultato dell'intervento di un tecnico psicopatico ed alla richiesta di una verifica degli impianti ci e' stato risposto che, probabilmente, la colpa e' delle squadre di installatori che sono intervenute per conto di Telecom, ma che non sono direttamente dipendenti Telecom e che, quindi, la verifica sarebbe stata possibile solo addebitando l'intervento alla nostra societa'.
In ogni caso tutte le risposte da parte di Telecom sono state sempre e solo verbali e mai un tecnico ci ha lasciato un documento scritto dei problemi verificati.
Abbiamo ripetutamente chiesto all'Help Desk Interbusiness una stampa storica delle nostre segnalazioni (che gli stessi addetti ci dicono che ci spetta di diritto) e, ripetutamente e sempre verbalmente, ci e' stato risposto che la richiesta andava indirizzata ai nostri commerciali.
Nel settembre del 1998 abbiamo inviato la richiesta a mezzo raccomandata alla sede Telecom di Potenza. L'ing. *** ci rispondeva che queste non sono competenze del loro ufficio e che, quindi, la richiesta andava indirizzata alla sede di Napoli.
Nel 1999 abbiamo inviato, sempre a mezzo raccomandata AR, tre richieste alla sede di Napoli (all'attenzione della signora G*** e all'attenzione della Dott.ssa ***) e un'ulteriore richiesta e' stata inviata dal nostro legale. Questa volta neanche uno straccio di risposta.
Nel febbraio del 1999, perdurando lo stato altalenante di funzionamento della nostra linea, abbiamo chiesto, con una raccomandata AR, alla Vostra azienda (sede Potenza, Ing. ***) l'attivazione di una linea di backup per far fronte alle continue interruzioni e ci e' stato risposto verbalmente che non era possibile avere questo tipo di servizio.
Nel dicembre del 1999 abbiamo subito la sospensione del servizio per 3 giorni e mezzo (senza nessun preavviso) per una morosita' inesistente.
Anche in questo caso il motivo della sospensione ci e' stato comunicato verbalmente da un addetto dell'Help Desk ed e' stato ritrattato dai funzionari interpellati in merito alla questione. Stavolta, probabilmente per un eccesso di zelo di un Vostro funzionario, abbiamo ricevuto una lettera in cui la Telecom ci comunicava
di aver provveduto a far ripristinare la nostra linea.
In merito a quest'ultimo disservizio abbiamo anche avviato un'azione legale nei Vostri confronti.
Per tutto l'anno 2000 abbiamo rinunciato a inoltrare ulteriori reclami, visti i risultati e visto che il servizio commerciale di Potenza diretto dall'Ing.*** ha come unico interesse farci firmare i contratti, ma non e' tenuto a interessarsi dei nostri problemi e noi, non essendo a conoscenza dell'organigramma di Telecom Italia, non sappiamo piu' a chi rivolgerci.
Alla data di oggi la situazione e' diventata insostenibile e abbiamo provato, per un'ennesima volta, a far valere i nostri diritti (ammesso che ne abbiamo).
Dopo varie segnalazioni all'Help Desk la nostra linea e' stata tenuta sotto test dal Vostro CNA per un'intera nottata (con conseguente interruzione dell'erogazione dei nostri servizi). Il tecnico del CNA, sig. M**, ha rilevato una pessima qualita' della linea (la linea risulta fortemente irrorata) con elevata perdita di pacchetti. All'Help desk ci rispondono che la perdita dei pacchetti e' dovuta al traffico troppo elevato. Dall'interrogazione del router Telecom installato presso i nostri uffici ci risulta un traffico medio di 10/12K contro i "soli" 256K da noi regolarmente pagati. Questo significa che paghiamo il 100% di un servizio per usufruirne solo al 5%.
Oggi c'e' stato l'ultimo intervento tecnico di questa telenovela e il tecnico, come sempre solo verbalmente, ci ha spiegato che c'e' una certa "rigidita'" (termine quantomeno ambiguo) nell'utilizzo della banda internazionale (32K garantiti dietro salato pagamento), ma che oltre a questo non rileva particolari problemi.
Ci sembra di capire che Telecom Italia conosce solo i propri diritti (ricevere i pagamenti dei propri servizi), ma che, oltre a non erogarci i servizi che paghiamo, ben si guarda dal rilasciare dichiarazioni che potrebbero essere usate dal cliente per far valere i propri diritti (ricevere i servizi che da anni continua a pagare a caro prezzo). Non e' azzardato il paragone tra un'organizzazione di questo tipo e un'organizzazione di tipo mafioso, visto che in tutte e due nessuno sa niente, nessuno ha visto niente e nessuno lascia prove e tracce delle proprie azioni.
E non e' azzardato nemmeno parlare di concorrenza sleale, visto che la Telecom oltre a essere nostra fornitrice (in regime di monopolio) e' anche nostra concorrente attraverso il provider Tin.
Nonostante tutto cio' la nostra azienda dal 1995 e' stata leader di mercato in Basilicata. Dal 1999 la situazione si e' aggravata con l'esplosione dell'Internet gratis, operazione iniziata da Tiscali e seguita a ruota dai grandi provider, Tin compresa.
In questo frangente Telecom e' stata costretta a rilasciare a noi piccoli provider un contributo sul traffico telefonico generato dai nostri clienti pari a 11 Lire/minuto di traffico, limitando il contributo ai provider che sviluppassero almeno 292.000 minuti di traffico mensile. Nonostante l'internet gratis e tutti i disservizi di cui siamo stati oggetto fino alla fine del 1999 siamo riusciti a mantenere un alto livello di fidelizzazione dei nostri clienti (dovuto chiaramente alla nostra professionalita') e a rientrare nel tetto minimo di traffico. Dopo l'ennesimo disservizio di dicembre 1999 e l'ulteriore danno di immagine ai nostri danni ad esso dovuto, molti nostri cliente hanno preferito affidarsi ai servizi gratuiti come Club Tin che hanno il duplice vantaggio del costo nullo e di una qualita' di linea nettamente superiore alla nostra. Quindi da gennaio 2000 oltre al danno la beffa: il nostro traffico e' sceso al di sotto della soglia minima e abbiamo perso anche il diritto al contributo (almeno 35.000.000 di Lire alla data odierna). Inoltre abbiamo ricevuto in questi giorni le nuove condizioni per ottenere il contributo, peggiorative sia negli importi (6lire/minuto) che nella soglia di ingresso (minimo 420.000 minuti mensili + versamento una tantum di 500.000 lire per ogni linea telefonica da ammettere al contributo stesso).
Sempre in relazione al contributo, sul primo importo maturato ci sono stati trattenuti 32.000.000 di Lire relativi a partite scoperte che nessuno ha voluto documentarci. Mi sono recato personalmente a Napoli, dopo aver concordato un appuntamento con la dott.ssa ***, e non ho avuto un elenco di queste partite scoperte. Ho fatto richiesta alla stessa dott.ssa ***, a mezzo raccomandata AR, nel mese di giugno e non ho ottenuto nessuna risposta.
Sono sempre piu' convinto di essere oggetto di una truffa continuata, poiche' continuiamo a pagare da anni servizi di cui non usufruiamo.
Forse la Vostra azienda ha deciso che Memex.net deve chiudere?
Dubito che sia Telecom a dover decidere quali provider abbiano diritto a lavorare e quali no, ma mi rendo conto che, probabilmente, non abbiamo le armi legali per far valere i nostri diritti perche' noi siamo troppo piccoli nei confronti della Telecom, i Vostri contratti sono "blindati" e la legge italiana e' comunque troppo lenta. Ritengo che la battaglia tra Davide (Memex) e Golia (Telecom) vada spostata su un altro terreno e, quindi, mandero' copia di questa lettera a tutti gli organi di informazione (quotidiani, settimanali, mensili, radio e televisioni), alle associazioni di Internet Provider, a tutte le associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, all'Autorita' per le garanzie nella comunicazione , all'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, a tutte le riviste online, a tutti i newsgroup presenti in Internet che si occupano di temi inerenti i consumatori e/o le telecomunicazioni e i fornitori di servizi e a tutti i provider clienti Interbusiness.
Distinti saluti.
Risposta ADUC
Possiamo solo consigliarle di dotarsi di perizie che dimostrino il disservizio di Telecom, intentando conseguentemente causa per danni. Abbia inoltre l'accortezza di contestare ogni singolo punto immediatamente, nel momento in cui si realizza, tramite raccomandata A/R e dettando un termine entro cui rispondere (minacciando in caso contrario di adire le vie legali) in modo da precostituirsi un certo numero di prove. Valuti inoltre se presentare un esposto in magistratura, anche solo per interruzione di pubblico servizio, se non per contestare il danneggiamento: parlatene pero' prima col legale, osservando attentamente i documenti in vostro possesso.
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