Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 novembre 2004
Domanda 28 novembre 2004
Puo' una banca rifiutarsi di pagare un assegno coperto? Un anno fa mi sono recato presso un'agenzia della Cassa di Risparmio di Firenze per incassare in contanti un assegno emesso da un correntista dell'agenzia stessa. L'assegno era intestato a mio nome e l'importo non era eccessivo; sono andato allo sportello con il documento d'identita' valido e mi sono sentito rispondere dal cassiere che non potevo incassarlo perche' non ero una persona conosciuta. Ho chiesto cosa intendesse e lui mi ha risposto che non avendo un C/C presso di loro, dovevo passare tramite la mia banca: loro non erano obbligati a cambiarmelo. Ho protestato, ho chiesto del direttore minacciando di chiamare i carabinieri e alla fine ho ottenuto quanto mi spettava. Il direttore pero' ha ribadito che non c'e' nessuna legge che li obbliga a pagare in contanti un assegno emesso da un loro correntista e che la prossima volta non me lo avrebbero cambiato. Ieri mi sono trovato ad incassare un altro assegno presso una filiale della BNL: il cassiere mi ha dato il corrispettivo senza battere ciglio. Incuriosito da questo diverso comportamento, gli ho raccontato quello che mi era successo e lui ha risposto: "La prossima volta che ci torna la chiami veramente la polizia. Noi siamo tenuti a pagare gli assegni a patto che non siano girati, che lei abbia un documento d'identita' valido e che l'importo non superi una certa cifra". Inutile dire che sono rimasto sconcertato. A questo punto mi domando se esista veramente una legge che obbliga le banche a pagare gli assegni oppure no. Ne sapete niente?
Filippo, da Prato

Risposta ADUC
ci spiace, ma ha ragione la prima banca: per poter ottenere il pagamento occorre che lei sia conosciuto (presentato da un correntista -solvibile- o da un impiegato che garantisca per lei) oppure far certificare la sua identità' da un notaio. Altrimenti, occorre un conto corrente. E' vero, quando gli importi sono bassi, anche i cassieri sono disponibili a rischiare (visto che rischiano di prima persona): ma non e' un obbligo -se poi il documento fosse falso, sarebbe il cassiere a rimetterci di tasca sua. Forse, la seconda banca ha delle circolari che esentano i cassieri da talune responsabilità', oppure costoro sono stati male informati -salvo accorgersene quando verranno coinvolti in casi del genere: in tal caso, dovendo pagare di tasca propria, scopriranno che la Direzione non era stata con loro sufficientemente chiara sul punto della effettiva validità' del documento.
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