Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 novembre 2004
Spett. le ADUC, vorrei sottoporre alla Vostra cortese attenzione il seguente caso: il giorno 21/11/2004 ho effettuato rifornimento di gpl presso un distributore autorizzato. Dopo il completamento dell'operazione l'addetto alla colonnina ha riscosso l'importo di dieci euro e mi dato l'ok per la partenza. Dopo circa 5 metri ho sentito un forte rumore proveniente dalla parte posteriore dell'autovettura ed immediatamente mi sono fermato. Scendendo dalla macchina mi sono accorto che non mi era stata "sganciata" la pompa del distributore che rimanendo attaccata al bocchettone del rifornimento mi ha completamente distrutto il paraurti e la condotta del gas con fuoriuscita dello stesso. A quel punto ho chiesto all'impiegato come avrei dovuto comportarmi e lui mi ha risposto che la colpa era la mia in quanto ero partito a rifornimento in corso e che al massimo mi avrebbe pagato il 50% del danno (da riparare per di piu' presso un autocarrozzeria di sua conoscenza). Non essendo convinto di cio' ho chiesto di poter parlare con il responsabile del distributore ma non mi e' stato concesso ed anzi mi e' stato fatto capire di andarmene. A questo punto mi chiedo: - ma quando l'addetto alla distribuzione incassa l'importo l'operazione di rifornimento non dovrebbe essere completata?
- e' prevista per tali tipi di esercizi un'assicurazione obbligatoria per danni causati a terzi?
- cosa posso fare per dimostrare la mia piu' totale innocenza?
Nel ringraziarvi per il vostro interessamento Vi invio i piu' cordiali saluti.
Carmine, da Nola
- e' prevista per tali tipi di esercizi un'assicurazione obbligatoria per danni causati a terzi?
- cosa posso fare per dimostrare la mia piu' totale innocenza?
Nel ringraziarvi per il vostro interessamento Vi invio i piu' cordiali saluti.
Carmine, da Nola
Risposta ADUC
non ci torna un punto: prima di partire avrebbe dovuto pagare, pertanto ipotizziamo due possibilita': o non aveva pagato (ed allora e' tutto molto dubbio in quanto non aveva un reale motivo per ritenere concluso il rifornimento ed andarsene, s'ipotizza che il gesto non fosse per lei) oppure aveva pagato e quindi l'addetto le aveva effettivamente dato conferma della conclusione della transazione. Certo, e' anche vero che possono accusarla di non aver saldato il dovuto anche ove lo avesse fatto, a questo punto: pero' questo dovrebbe intanto darle un'idea di come possa essere la situazione. Va da se' che le necessiterebbero delle testimonianze per confermare quanto avvenuto. In caso contrario e' un po' in loro balia. La prima cosa da fare e' inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui effettuare il rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio. Susseguentemente occorrera' si rivolga al giudice di pace.
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