Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 ottobre 2000
Domanda 12 ottobre 2000
Cara Aduc,
nell'anno 1961 i miei genitori hanno acquistato un terreno e una volta ottenuto le regolari autorizzazioni hanno costruito, tramite un'impresa edile, una villa composta da due appartamenti (uno sopra l'altro). Volonta’ dei miei genitori era quello di stabilirsi loro in un appartamento e di allocare nel secondo appartamento la mia nonna (la mamma del papa’). I due appartamenti sono tra loro indipendenti; esiste una scala comune che conduce ad entrambi gli appartamenti. Nel 1962, quando la costruzione e’ stata ultimata i miei si sono trasferiti nel 1° appartamento; ma su pressione della nonna, dopo pochi mesi, nell'altro appartamento e’ stato allocato il fratello di mio padre con la sua famiglia. Il tutto e’ avvenuto per puro spirito di fratellanza in quanto lo zio non ha mai pagato la quota del 2° appartamento; una sorta di accomodato gratuito che pero’ i miei genitori non hanno mai registrato davanti ad un notaio.
In tutta la documentazione contabile, catastale, delle concessioni edilizie, delle autorizzazioni comunali, di tutto insomma la proprieta’ dell'immobile (la villa con i 2 appartamenti) risultano proprietari i miei genitori.
Nell'anno 1998 a seguito della morte di mia madre io, unico figlio, eredito la quota spettante (25%) che diventa poi il 50% dell'intera proprieta’ dopo ovviamente aver ottemperato (e pagato oltre 6 milioni) a tutte le disposizione che la legge prevedeva.
A livello catastale pertanto l'intero immobile (ripeto i 2 appartamenti piu’ le pertinenze (orto giardino, 2 garage etc.)) risultano intestati pariteticamente (50%) a me e a mio padre.
Lo zio vive tuttora in questo appartamento ma non ha mai esercitato il diritto di proprieta’ (ad esempio non ha mai pagato una lira di tasse, ICI, etc.) spese che invece sono sempre state sostenute dai miei genitori e poi dal sottoscritto.
Nello scorso mese di luglio vengo informato dall'ufficiale giudiziario che lo zio (imbeccato da qualche suo figlio) ha impugnato una causa chiedendo la proprieta’ (il suo appartamento+ il garage + le pertinenze comuni) per usucapione.
La prima udienza e’ prevista per novembre.
Ora, quello che Vi chiedo, visto che lo zio "abita" ormai da oltre 20 anni in questo appartamento e’: come posso difendermi da questo usucapione?
E' giusto che 2 persone (i miei genitori) che hanno fatto immani sacrifici per costruire tutta la proprieta’, hanno pagato il mutuo e ogni sorta di spesa, hanno sempre sostenuto ogni oneri fiscali dovuti, hanno regolarmente denunciato sui modelli 740 che la proprieta’ al 2° piano (dove abita lo zio) era in concessione gratuita occupata da parenti, per ignoranza loro (nemmeno sanno cos'e’ un usucapione) devono subire, anche a livello morale oltre che economico, le vessazioni e le pretese di un parente immorale che non si accontenta di aver abitato per 38 anni gratuitamente e di poterci stare per tutta vita (sia io che mio padre eravamo infatti disposti a regolarizzare con lui una forma di usufrutto a suo favore).
Sono ben conscio della difficolta’ della domanda che Vi sto’ ponendo, ma Vi prego di darmi qualche consiglio per poter almeno "limitare i danni" in una controversia cosi’ intricata.

Risposta ADUC
Non e' sufficiente abitare in un posto per usucapirne la proprieta'. A nostro avviso, questa persona puo' al massimo aver usucapito l'uso o l'usufrutto di quest'immobile, ma non c'e' alcun fondamento per vantare qualche diritto di proprieta'. Pur se non registrato, palesemente si tratta di un comodato. Inoltre, quando si e' verificata la successione (oltre a non aver pagato niente sino a quel momento) non hanno contestato la stessa. Mancando anche quegli elementi fondamentali come il pagamento delle tasse, e i presupposti per l'usufrutto, ci sembra che possa essere preteso -al massimo- il diritto d'uso o il comodato. Di conseguenza -fermo restando il fatto che sara' indispensabile fare causa appoggiandosi a un avvocato- si spera che il giudice non sia uno sciocco (ad ogni modo crediamo che non abbiate molto da preoccuparvi).
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