Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 novembre 2004
Domanda 13 novembre 2004
Buongiorno, mi chiamo Ilenia, e vorrei avere alcune informazioni per una situazione in cui mi sto trovando precisamente da 2 anni. Avevo un contratto Telecom attivato nel dicembre 2001, e dopodiche' mi e' stato staccato il telefono, ovvero non potevo emettere telefonate perche' mi sono rifiutata di pagare una bolletta di ¤ 229.00, perche' non avendo l'attacco del telefono non capivo come potesse arrivarmi una tale somma da pagare. Ho chiesto da subito pareri dell'aprile 2002, quando e' successo la cosiddetta bolletta trasparente che a data odierna (10/11/04) non e' mai arrivata. Ho chiesto piu' volte di chiudere il contratto, ma loro mi dicevano che dovevo pagare l'importo a loro dovuto, ed io mi son rifiutata sapendo di non aver fatto quelle telefonate, e nel frattempo mi e' giunta per il periodi di settembre 2002 un'ulteriore bolletta di ¤ 145.00, sempre con il telefono staccato. Dopo due anni di discussioni con operatori sempre diversi del 187, nessuno ha mai saputo aiutarmi o dirmi quello che poteva essere successo, ed allora dopo un po di tempo hanno iniziato a mandarmi solo il canone da pagare, cosa che non volevo, perche' io volevo chiudere tutto con loro. Ieri mi e' arrivata una lettera dal recupero crediti per conto della Telecom Italia, di ¤ 872.00, per le due bollette precedenti, ed i canoni seguenti che anch'essi non ho provveduto a pagare perche' non usufruivo di alcun sevizio, se un telefono fermo in casa, firmato Telecom. Ora io mi rivolgo a voi per sapere come posso gestire questa situazione, mi ritrovo con una lettera in cui mi dicono di versare l'importo entro e non oltre 7 gg dalla ricezione, ed io dovrei pagare per un servizio mai utilizzato da me. Potete darmi qualche informazione o dritta sul come comportarmi? Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e collaborazione che vorrete prestarmi.
Ilenia, da Milano

Risposta ADUC
non basta rifiutarsi e tacere, occorre contestare: ed occorreva farlo tempestivamente nel 2002. In questo modo, risulta non solo che non abbia contestato l'addebito -rimanendo quindi fermo il dubbio che possa anche essere legittimo- ma di fatto la posizione (e quindi il contratto) rimane aperta. La lettera di recupero crediti, giuntale non per raccomandata ma per lettera semplice, e' l'unica cosa che invece A QUESTO PUNTO le conviene ignorare. Precedentemente doveva agire: adesso avendo lasciato degenerare il caso, non e' opportuno. Per quanto possibile, quindi, taccia: solo quando le giungera' una raccomandata A/R di messa in mora, non potra' far altro che contestare oppure pagare. Quantomeno, potra' contestare le maggiorazioni ulteriori. Per cio' che concerne la richiesta originaria, occorrera' documentare l'infondatezza della pretesa dimostrando la mancanza di attivazione del servizio nel periodo di cui si richiede pagamento.
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