Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 novembre 2004
Cara ADUC sono Giuseppe, uno studente universitario di S. Giuliano Vecchio, piccolo paese in provincia di Alessandria. Ho deciso di scrivervi dopo l'ennesimo ritardo di un treno. Stamattina avrei dovuto prendere, alle ore 7.55, il treno Regionale che da Alessandria giunge a Piacenza, e che ferma a Tortona, stazione in cui avrei poi dovuto cambiare alle ore 8.15 e prendere il treno Interregionale che da Milano arriva a Genova Brignole. La mia meta sarebbe stata la stazione di Genova Porta Principe, dalla quale mi sarei diretto poi alla facolta' in via Balbi verso le ore 9.15 (N.B.: le mie lezioni il Lunedi' mattina vanno dalle 9.00 alle 11.00). Il primo treno che parte da Tortona diretto a Genova, dopo quello delle ore 8.15, e' quello delle ore 9.15; peccato che tale treno sia matematicamente in ritardo (alle volte anche di un'ora) e che quindi sarei arrivato in facolta' verso le ore 10.30 (o anche piu' tardi). Sinceramente, dopo aver aspettato per circa 50 minuti in stazione al freddo (quando sono uscito alle 7.40 la temperatura era sui 5 gradi) un treno che non e' mai partito, non mi sembrava proprio il caso di sprecare una mattinata: ho cosi' deciso di fare un bel servizio fotografico sull'accogliente stazione di S. Giuliano vecchio (la stazione pero' si chiama S. Giuliano Piemonte). A prima vista la stazione sembrerebbe ben tenuta, con le pareti dipinte da poco e le tre grandi porte ad arco (foto "Facciata"). Peccato pero' che tali porte, che una volta conducevano alla sala d'aspetto, siano chiuse a chiave, e che quindi la sala sia inaccessibile. Forse le altre porte sono aperte, e' meglio controllare bene. Girando attorno all'edificio noto altre 4 porte, tutte chiuse (foto "Porta 01-02-03-04"); una, appena socchiusa, e' stata bloccata con del fil di ferro (foto "Porta Bloccata"), ma si riesce comunque a dare una sbirciatina dentro e vedere cosa c'e' all'interno della sala d'aspetto (foto "Interno Sala 01-02"). Con mio grande rammarico scopro che all'interno si trovano solo un gran numero di riufiti e sporcizia; mi sposto allora davanti ad un'altra porta e guardando all'interno vedo solo una sala vuota e dei vetri rotti (foto "Interno Sala 03"). Ok, non si puo' accedere alla sala d'aspetto, ma forse cio' e' dovuto al fatto che da diversi anni alla stazione non c'e' piu' il personale addetto (capostazione, ecc...). Proseguo nel mio giro d'ispezione e mi accorgo che ne' sulla faccia anteriore (quella della prima foto), ne' sulla facciata posteriore (foto "Facciata Posteriore"), ne' tantomeno su quelle laterali e' presente un'orologio (se uno non ha un proprio orologio e' fregato), e manca persino un cartello che indichi gli orari dei treni in arrivo e in partenza. Gia', ma cosa ce ne facciamo noi di S. Giuliano Vecchio di un ormai antiquato cartello in carta? Noi si che siamo avanti! Noi abbiamo il monitor elettronico che segna tutti gli orari dei treni che fanno fermata qui. Sara' meglio andare a a vedere a che ora passera' il prossimo treno per Tortona. Peccato che il monitor elettronico non funzioni, e sia anzi ricoperto da sputi e da vapore (anche se funzionasse dubito che sarebbe leggibile...), e cosi' pure le obbliteratrici, disattivate da diversi mesi (foto "Monitor Elettronico 01-02-03-04-05-06-07"), con il rischio di beccarsi 25¤ di multa da qualche controllore esagitato. Ma non e' finita qui. La stazione dimostra il suo elevato grado di sicurezza (e' ironico logicamente) attraverso i lunghi e grossi cavi scoperti che si trovano sulla pensilina a ridosso del secondo binario (foto "Cavi Scoperti 01-02") e attraverso le parti di protezione mancanti (foto "Protezioni Mancanti" 01-02"). Penso fra me che ad aspettare cosi' tanto tempo, per giunta al freddo, a qualcuno potrebbe sorgere la necessita' di usufruire dei servizi igienici. Mi dirigo allora verso una struttura che dista alcuni metri dall'edificio principale, credendo di aver trovato i bagni. Le prime due porte sono chiuse a chiave, e non trovo nessun cartello di indicazione; porte e finestre della facciata sono invece aperte, decido quindi di entrare: anche in questo caso si presenta davanti ai miei occhi uno stato di degrado e di completo abbandono (foto "Servizi Igienici 01-02-03-04-05"); scopro poi che TALE EDIFICIO e' LA CENTRALE TERMICA!! (foto "Centrale Termica"). Girovagando poi intorno all'edificio principale ho trovato poi altre cose interessanti, come porte divelte, vetri rotti ed animali morti (foto "Infissi Divelti", "Vetri Rotti", "Animali morti 01-02"). Da poco hanno dipinto il sottopasso, fino a poche settimane fa imbrattato da scritte volgari ed insulti, ma troppo spesso vi si trovano al suo interno feci e rifiuti di vario tipo (foto "Sottopasso"). Credo di aver documentato in maniera abbastanza esauriente (ma ce ne sarebbero ancora di cose da dire) la condizione di degrado e di completo abbandono della stazione di S. Giuliano Vecchio, e della difficolta' che hanno gli utenti di usufruire del servizio (spesso quelli che frequentano la stazione sono giovani studenti, oppure anziani impossibilitati a muoversi con la macchina): mancano i servizi igienici, manca una sala d'attesa in cui aspettare senza dover stare sotto la pioggia o al freddo (di inverno al mattino presto ed alla sera la temperatura va sotto lo 0), mancano gli strumenti di informazione (orologio, cartelli con orari dei treni), e la sicurezza dell'intero edificio e' assai precaria, senza contare che spesso i treni sono in ritardo o non arrivano nemmeno! Chiedo a voi se si puo' fare qualcosa per porre rimedio a questa situazione. Grazie mille. Distinti saluti.
Giuseppe, da S. Giuliano Vecchio/Alessandria
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P.S.: come faccio ad inviarvi le foto?
Giuseppe, da S. Giuliano Vecchio/Alessandria
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P.S.: come faccio ad inviarvi le foto?
Risposta ADUC
potrebbe fare due cose: la prima e' interessare della questione l'assessorato ai trasporti pubblici di regione e Comune, nonche' la direzione compartimentale di zona delle ferrovie, inviando loro una raccomandata A/R; la seconda e' la presentazione di un esposto in Produra della Repubblica, richiedendo di valutare se nei fatti esposti possano o meno ravvisarsi gli estremi di un illecito.
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