Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 novembre 2004
Gentili Signori, ho recentemente ricevuto dal mio comune n.3 avvisi per PARZIALE VERSAMENTO IMPOSTA ICI, relativo agli anni 2000, 2002 e 2003 (il 1° e' a mio nome, 2° e 3° a nome di mio padre). a fronte di ns. verifica risulta che effettivamente gli importi versati erano inferiori all'importo accertato, ma il calcolo dell'imposta era stato delegato ad un caf che naturalmente era pagato per questo servizio.
Seguito a quanto sopra riterrei logico fosse la caf a rispondere per l'importo che il come mi sta sollecitando (trattasi di cca 400E di mancato pagamento + 150E di sanzioni). E' corretto? Qualora la caf non si ritenesse responsabile, ritenete valga la pena adire le vie legali? altre possibili soluzioni?
NB: per quel che riguarda succitati CALCOLI e VERSAMENTI, ad oggi conserviamo solo la ricevuta dei relativi bollettini di c/c pre-compilati e non le lettere di accompagnamento intestate appunto alla caf. Sarebbero sufficienti questi documenti per dare inizio ad un'azione giuridica?
Il 1° avviso poi, e' arrivato allo scrivente che occupava in uso gratuito l'immobile di proprieta' del padre. Nel calcolo dell'imposta il comune non ha tenuto conto della detrazione di 103.29Euro, ed ha usato erroneamente l'aliquota del 5.5% anziche' del 5.25%. Che azioni suggerite? raccomandata a/r al comune evidenziando le incongruenze senza pagare, o comunque e' consigliabile prima pagare e poi fare ricorso? Inoltre, gli avvisi ricevuti dal comune portano la nota RACCOMANDATA AR, ma in realta' al ricevimento non abbiamo firmato alcunche'. Se procedo senza pagare (potrebbe essere che i documenti non mi sono mai arrivati per negligenza dei messi comunali o chi per loro) in attesa della prescrizione (almeno per il 1° avviso) non dovrei incorrere in ulteriori sanzioni. E corretto?
Infine, per quanto tempo il comune ha diritto a sollecitare l'imposta ici, prima che questo cada in prescrizione? Ringraziandovi anticipatamente, cordialita'.
Pietro, da Povoletto
Seguito a quanto sopra riterrei logico fosse la caf a rispondere per l'importo che il come mi sta sollecitando (trattasi di cca 400E di mancato pagamento + 150E di sanzioni). E' corretto? Qualora la caf non si ritenesse responsabile, ritenete valga la pena adire le vie legali? altre possibili soluzioni?
NB: per quel che riguarda succitati CALCOLI e VERSAMENTI, ad oggi conserviamo solo la ricevuta dei relativi bollettini di c/c pre-compilati e non le lettere di accompagnamento intestate appunto alla caf. Sarebbero sufficienti questi documenti per dare inizio ad un'azione giuridica?
Il 1° avviso poi, e' arrivato allo scrivente che occupava in uso gratuito l'immobile di proprieta' del padre. Nel calcolo dell'imposta il comune non ha tenuto conto della detrazione di 103.29Euro, ed ha usato erroneamente l'aliquota del 5.5% anziche' del 5.25%. Che azioni suggerite? raccomandata a/r al comune evidenziando le incongruenze senza pagare, o comunque e' consigliabile prima pagare e poi fare ricorso? Inoltre, gli avvisi ricevuti dal comune portano la nota RACCOMANDATA AR, ma in realta' al ricevimento non abbiamo firmato alcunche'. Se procedo senza pagare (potrebbe essere che i documenti non mi sono mai arrivati per negligenza dei messi comunali o chi per loro) in attesa della prescrizione (almeno per il 1° avviso) non dovrei incorrere in ulteriori sanzioni. E corretto?
Infine, per quanto tempo il comune ha diritto a sollecitare l'imposta ici, prima che questo cada in prescrizione? Ringraziandovi anticipatamente, cordialita'.
Pietro, da Povoletto
Risposta ADUC
della multa, nei confronti del Comune risponde lei, non ci sono alternative. Se le e' possibile dimostrare di aver fornito al Caaf tutti i dati corretti per il conteggio, ha gli elementi per intentare una causa per danni nei confronti di tale organismo. Ci pare pero' di capire che non abbiate molto per dimostrare la responsabilita' e quindi agire giudizialmente: l'unica speranza sarebbe che ammettessero le proprie colpe volontariamente. Per quanto concerne gli errori commessi dal Comune, e' possibile opporsi in commissione tributaria: prima, pero', conviene tentare di risolvere informalmente la cosa. Occorrera' che le venga rilasciato un atto sostitutivo: non si fidi di cose dette solo a voce.
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