Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 ottobre 2004
Domanda 31 ottobre 2004
Cara ADUC, il 14.10.04 ho ricevuto la visita di un responsabile vendite di una nota azienda del triveneto specializzata in restauro serramenti con applicazione di vetrocamera, guarnizioni, sottoporta...
A seguito delle insistenze del venditore, poco disponibile alle mie richieste di lasciarmi qualche giorno per decidere, ho firmato un ordine per il restauro dei serramenti della mia abitazione, nell'ordine e' anche scritto "appena possibile entro ottobre", intendendo che tale termine fosse quello di esecuzione dei lavori.
Il venditore per accettare l'ordine ha richiesto una caparra di 100 euro e anche questo E' annotato nel modulo che ho firmato. Il venditore mi ha comunque detto che se avessi avuto dei ripensamenti mi avrebbe restituito la caparra e non ci sarebbero stati altri problemi.
Nei giorni seguenti ho valutato meglio l'importo sottoscritto, ho riconsiderato con quanta insistenza era stato trattato l'affare e ho deciso di annullare l'ordine inviando in data 22/10/2004 alla ditta una raccomandata A/R in cui era specificato il numero d'ordine e l'annullamento.
Ho poi contattato il venditore (erano circa le 17.00 di venerdi' per informarlo della cosa, il venditore mi ha detto che al momento era occupato e mi avrebbe richiamato. Dopo circa 15-30 minuti mi ha chiamato un operaio della ditta per informarmi che il lunedi' mattina sarebbero venuti a ritirare i serramenti per effettuare il lavoro, anche a lui ho comunicato quanto sopra. Dopo altri 15-30 minuti (circa le 18.00) di venerdi' mi ha richiamato il venditore dicendo che ormai il lavoro era stato programmato e che questo avrebbe comportato un danno alla ditta. Ho risposto che dato che al momento della comunicazione della data di esecuzione dei lavori avevo avvisato dell'annullamento dell'ordine non mi sembrava di aver procurato un danno alla ditta, anche perche' se l'operaio non mi avesse trovato al telefono, cosa probabile vista l'ora della chiamata, avrebbe comunque dovuto programmarsi diversamente per il lunedi'. Il venditore ha allora risposto che non potevo annullare l'ordine e che avrebbe intrapreso qualche azione legale.
Vorrei sapere, dato che nell'ordine da me firmato non vi E' alcuna clausola, tanto meno una clausola di recesso: - che validita' ha l'ordine, - se vi puo' essere qualche conseguenza legale, a parte la perdita della caparra di 100 euro, anche in considerazione del fatto che la ditta non ha subito, nessun danno economico perche'' il lavoro non era stato nemmeno programmato al momento della mia comunicazione.
Vi ringrazio per la risposta.
Anna, da Azzano Decimo

Risposta ADUC
la legge per il diritto di recesso dei contratti stipulati fuori degli esercizi commerciali stabilisce che questo diritto si possa esercitare entro 7 giorni dal momento della stipula del contratto. Quindi lei sarebbe fuori dei termini per un giorno.
Ma ci detto che nel buono d'ordine non c'e' scritto nulla su questo suo diritto, e ci sembra di capire che nulla le e' stato detto da chi le ha fatto firmare questo buono. Per cui, come stabilisce l'articolo 6 punto 2 di questa legge (50/1992), per esercitare questo diritto ha tempo 60 giorni dalla stipula del contratto.
Non sappiamo cosa ha scritto nella prima raccomandata che ha inviato, ma, presumibilmente, visto quello che ci sta chiedendo, crediamo che non l'abbia impostata come una messa in mora. Per cui invii una nuova raccomandata A/R in cui esercita il diritto di recesso in base alla legge 50/1992 e chiede che entro 15 giorni le restituiscano la somma che ha anticipato e le confermino la cancellazione della sua posizione dai loro archivi, altrimenti si vedra' costretta ad adire le vie legali. Se non dovesse riceve alcun riscontro, vada dal giudice di pace della sua citta', che per questioni del genere non ha costi e non necessita della presenza di un avvocato.
In questa raccomandata, ovviamente, non specifichi le indicazioni che noi le abbiamo dato per spiegarle che sta agendo a ragion di diritto: e' sufficiente che citi la legge. E invii (per lettere semplice, pero') una copia anche a noi, inserendo nell'intestazione (si' che sia ben vista da questa azienda): p.c. Aduc, associazione diritti utenti e consumatori, via Cavour 68, 50129 Firenze.
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